In te sono stato albume, uovo, pesce.
Le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro,
un milione di volte mi sono ingrandito.
Fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota
perchè il vuoto l'ho portato con me.
Sono venuto nudo,
mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore,
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca
tutte le parole a cucchiaini,
tranne una: mamma.
Quella l'inventa il figlio
sbattendo le due labbra,
quella l'insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare,
a friggere le pizze,
a scrivere una lettera,
ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate,
ti ho versato il vino e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione, non ancora,
da te ho imparato il lutto e l'ora di finirlo,
a tuo padre somiglio,
a tuo fratello, non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
con il loro peso,
a te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra.
Ti darò al fuoco fratello
del vulcano
che ci orientava il sonno.
Ti spargerò nell'aria dopo l'acquazzone
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.
Erri De Luca
27 dicembre 2006
23 dicembre 2006
Season Greetings
E' natale, e se guardi il cielo oggi, ti domandi che casini hai fatto col calendario, il cielo è più azzurro che mai. E' natale e io ne auguro uno buono a me, e uno buonissimo a tutti gli altri. Un natale senza rumore, anzi, accompagnato dalle voci che più vi aggradano, possibilmente. Cosa c'è di più fastidioso di una voce sgradevole a natale? Di una persona non voluta?
E' natale, e solo a natale il rosso e il bianco si fondono e non formano il rosa, e i sorrisi tornano di moda e la fretta diventa quasi necessaria. E ancora devo crescere, a natale, sono ancora piccolo, ho bisogno di vitamine.
Un'unica richiesta al grande Babbo che Tutto Da e Niente Chiede:
Please could you stop the noise? I'm trying to get some rest.
Auguri!
fK
E' natale, e solo a natale il rosso e il bianco si fondono e non formano il rosa, e i sorrisi tornano di moda e la fretta diventa quasi necessaria. E ancora devo crescere, a natale, sono ancora piccolo, ho bisogno di vitamine.
Un'unica richiesta al grande Babbo che Tutto Da e Niente Chiede:
Please could you stop the noise? I'm trying to get some rest.
[qui ci andrebbe una foto natalizia, ma su Google Images sono tutte orrende!]
Auguri!
fK
21 dicembre 2006
Love within
Mai come quest'anno la vita segnata da tante tappe.
Mai come quest'anno il bisogno è stato infranto tante volte.
Mai come quest'anno le mie dita intrecciate ad altre.
Mai come quest'anno il suono è stato così forte.
Mai come quest'anno la testa è andata così veloce e così lenta.
Mai come quest'anno ho pagato, mai come quest'anno ho chiesto agli altri.
Mai come quest'anno ho pregato senza volerlo, ho bestemmiato senza volerlo.
Mai come quest'anno l'amore.
Mai come quest'anno il sorriso mi ha tagliato.
Mai come quest'anno il telefono, e lo squillo, e l'ansia dopo.
Mai come quest'anno le sensazioni mi hanno dipinto la faccia.
Mai come quest'anno l'offesa si è sentita così tanto.
Mai come quest'anno ho fatto l'amore, mai come quest'anno.
Mai come quest'anno gli occhi hanno cercato gli occhi, ma le risposte, tutte così strane.
Mai come quest'anno ho stretto le mani, mai come quest'anno la corda scivolava.
Mai come quest'anno la mia voce ha seguito la tua.
Mai come quest'anno ho cantato ho imitato ho ascoltato ho seguito e criticato.
Mai come quest'anno non c'era nessuno.
Mai come quest'anno gli animali così tristi.
Mai come quest'anno il tempo che scorre, mai come quest'anno le ore di attesa.
Mai come quest'anno ho visto le notti, mai come quest'anno ho vissuto le albe, mai come quest'anno il mattino.
Mai come quest'anno l'estate è scivolata, di fiato saliva e sudore.
Mai come quest'anno ho guardato il sole.
Mai come quest'anno mi sono arreso.
Mai come quest'anno il verde dell'erba, mai il blu del mare, mai il rosso nel cuore.
Mai come quest'anno la paura.
Mai come quest'anno l'ospedale, visto così tanto, raggiunto così tanto, odiato così tanto, sperato così tanto.
Mai come quest'anno ho corso in macchina, e la legge così diversa da me.
Mai come quest'anno il fascino dell'odio.
Mai come quest'anno la poesia.
Mai come quest'anno le foto, e le lacrime sopra.
Mai come quest'anno le persone da prendere e sbattere al muro, alcune per cattiveria, altre no.
Mai come quest'anno un messaggio ti lascia senza fiato ed è tutto diverso.
Mai come quest'anno ho vissuto il freddo e il metallo e il bianco dei muri, e ho visto le macchine attaccate al corpo.
Mai come quest'anno i pranzi così importanti, le parole con il cibo in bocca.
Mai come quest'anno i profumi.
Mai come quest'anno il maglione.
Mai come quest'anno i discorsi.
Mai come quest'anno i segreti.
Mai come quest'anno ho tradito.
Mai come quest'anno la speranza.
Mai come quest'anno il bisogno è stato infranto tante volte.
Mai come quest'anno le mie dita intrecciate ad altre.
Mai come quest'anno il suono è stato così forte.
Mai come quest'anno la testa è andata così veloce e così lenta.
Mai come quest'anno ho pagato, mai come quest'anno ho chiesto agli altri.
Mai come quest'anno ho pregato senza volerlo, ho bestemmiato senza volerlo.
Mai come quest'anno l'amore.
Mai come quest'anno il sorriso mi ha tagliato.
Mai come quest'anno il telefono, e lo squillo, e l'ansia dopo.
Mai come quest'anno le sensazioni mi hanno dipinto la faccia.
Mai come quest'anno l'offesa si è sentita così tanto.
Mai come quest'anno ho fatto l'amore, mai come quest'anno.
Mai come quest'anno gli occhi hanno cercato gli occhi, ma le risposte, tutte così strane.
Mai come quest'anno ho stretto le mani, mai come quest'anno la corda scivolava.
Mai come quest'anno la mia voce ha seguito la tua.
Mai come quest'anno ho cantato ho imitato ho ascoltato ho seguito e criticato.
Mai come quest'anno non c'era nessuno.
Mai come quest'anno gli animali così tristi.
Mai come quest'anno il tempo che scorre, mai come quest'anno le ore di attesa.
Mai come quest'anno ho visto le notti, mai come quest'anno ho vissuto le albe, mai come quest'anno il mattino.
Mai come quest'anno l'estate è scivolata, di fiato saliva e sudore.
Mai come quest'anno ho guardato il sole.
Mai come quest'anno mi sono arreso.
Mai come quest'anno il verde dell'erba, mai il blu del mare, mai il rosso nel cuore.
Mai come quest'anno la paura.
Mai come quest'anno l'ospedale, visto così tanto, raggiunto così tanto, odiato così tanto, sperato così tanto.
Mai come quest'anno ho corso in macchina, e la legge così diversa da me.
Mai come quest'anno il fascino dell'odio.
Mai come quest'anno la poesia.
Mai come quest'anno le foto, e le lacrime sopra.
Mai come quest'anno le persone da prendere e sbattere al muro, alcune per cattiveria, altre no.
Mai come quest'anno un messaggio ti lascia senza fiato ed è tutto diverso.
Mai come quest'anno ho vissuto il freddo e il metallo e il bianco dei muri, e ho visto le macchine attaccate al corpo.
Mai come quest'anno i pranzi così importanti, le parole con il cibo in bocca.
Mai come quest'anno i profumi.
Mai come quest'anno il maglione.
Mai come quest'anno i discorsi.
Mai come quest'anno i segreti.
Mai come quest'anno ho tradito.
Mai come quest'anno la speranza.
19 dicembre 2006
Come.
Come la canzone di Damien Rice, avete presente? "Rootless Tree", si chiama. Senza radici. Che poi è una coincidenza, ma insomma l'ho ascoltata appena dopo "Chicago", di Sufjan Stevens, così per caso, ed è stato strano scoprire che i due dicono esattamente le stesse cose, ma con una dolcezza così diversa, quella di Rice è senza dubbio più ruvida. Che poi Stevens e Rice hanno tanto in comune. Che poi non centra niente. Comunque, Albero Senza Radici. Stupenda. Ripete le parole "Let me out" per trenta volte, che sembrano cinquanta, e ne ricordano cento, e vorresti fossero mille. E poi dice una cosa bellissima, dice "Fuck You, Fuck You, Love You, and all We've been through", ed è incredibile pensare che quello che traspare, alla fine, è quanto è stato bello, eppure tra le parole usa la più rabbiosa esclamazione del mondo, senza età, senza lingua, senza confini. Per rendere comprensibile il ricordo di un amore bisogna insultare, e gridare, e allora tutti ascolteranno e capiranno quanto è stato bello, e tutto è così upside-down. Bizzarro no? Bestemmia, e ti urleranno contro. Sorridi, e ti ignoreranno. Bestemmia sorridendo, e otterrai l'amore. E quindi in una giornata come questa, che il cielo è grigio di sudore e gli occhi sono sporchi di sonno, vorresti ascoltarle in continuazione, robe così. Quasi ad infliggertele, cilicio che vibra, per risvegliare i sensi, e trovare un po' di blu marino nel rosso delle guance stanche. La testa non ascolta, è troppo presa a capire, ondeggia al ritmo di una cosa che non ha ritmo, è tutto senza senso, in giornate come questa. Le canzoni mi deprimono.
Tutte.
Tutte.
16 dicembre 2006
Preghiera
Dio, dammi la grazia
e i piedi per danzare,
e la potenza per impressionare
Dio, dammi la grazia
e i piedi per danzare,
fammi brillare più della luna.
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare una ricompensa?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno.
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
e li abbaglierò tutti.
In piedi nella pista da ballo gremita
i nostri corpi lanciati a tempo,
io, silente durante la settimana,
stanotte pretendo ciò che è mio
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare un premio?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò tutti.
Bloc Party -
traduzione di the fK
e i piedi per danzare,
e la potenza per impressionare
Dio, dammi la grazia
e i piedi per danzare,
fammi brillare più della luna.
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare una ricompensa?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno.
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
e li abbaglierò tutti.
In piedi nella pista da ballo gremita
i nostri corpi lanciati a tempo,
io, silente durante la settimana,
stanotte pretendo ciò che è mio
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare un premio?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò tutti.
Bloc Party -
traduzione di the fK
14 dicembre 2006
Matrimonio e Astinenza
A pochi giorni dalla Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS, finalmente c'è chi propone una soluzione concreta al problema. L'infezione è in costante aumento soprattutto nelle zone più povere del continente africano, dove la situazione sembra ormai giunta a un punto di non ritorno, e dove i contagi proliferano giornalmente senza tregua; quindi, quale occasione migliore per il nostro beneamato Santo Padre, di un colloquio con il neo-eletto ambasciatore del Lesotho, Makase Nyaphisi, per proporre la sua fenomenale idea? E così il papa ha preso la parola, e dopo averci ricordato, 'n sia mai che ce lo dimentichiamo, che gli omosessuali se non si possono curare è meglio bruciarli (insomma forse le parole non erano proprio queste, ma i concetti..), e quindi di preparare gli accendini, ha poi esclamato:
"Fedeltà all'interno del Matrimonio, ed astinenza al di fuori di esso!"
Sì, avete capito bene, questa è la soluzione all'AIDS, e sembra che nessuno ci avesse pensato prima, menomale che c'è un papa così intelligente e così premuroso... Pare che la frase l'abbia detta seriamente, nonostante in molti abbiao continuato a lungo a pensare che fosse una divertente facezia; quindi ha continuato il suo discorso inerpicandosi in chissà quali metafore filosofiche per esprimere in sole 8.000 parole il difficilissimo concetto che "Gesù è molto buono". Ovviametne, il tutto accompagnato dal famoso ghigno che lo ha reso celebre sia tra i pitbull che tra i nazisti di tutto il mondo.
Non possiamo che inginocchiarci di fronte a tale genialità. Da domani saranno in vendita dentro i confessionali di San Pietro, in edizione limitata, le magliette per uomo con scritto "Io lo do solo a mia moglie", e le canottierine per donna che, per problemi di spazio, sono un po' più sintetiche, e riportano solamente la frase:"Io non la do".
Gasp...
"Fedeltà all'interno del Matrimonio, ed astinenza al di fuori di esso!"
Sì, avete capito bene, questa è la soluzione all'AIDS, e sembra che nessuno ci avesse pensato prima, menomale che c'è un papa così intelligente e così premuroso... Pare che la frase l'abbia detta seriamente, nonostante in molti abbiao continuato a lungo a pensare che fosse una divertente facezia; quindi ha continuato il suo discorso inerpicandosi in chissà quali metafore filosofiche per esprimere in sole 8.000 parole il difficilissimo concetto che "Gesù è molto buono". Ovviametne, il tutto accompagnato dal famoso ghigno che lo ha reso celebre sia tra i pitbull che tra i nazisti di tutto il mondo.
Non possiamo che inginocchiarci di fronte a tale genialità. Da domani saranno in vendita dentro i confessionali di San Pietro, in edizione limitata, le magliette per uomo con scritto "Io lo do solo a mia moglie", e le canottierine per donna che, per problemi di spazio, sono un po' più sintetiche, e riportano solamente la frase:"Io non la do".
Gasp...
Il tempo perso
Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente.
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po' da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?
Jacques Prévert
11 dicembre 2006
Klaxons - Magick
La canzone dell'anno secondo NME è "Over and Over", degli Hot Chip.
La canzone dell'anno secondo fK è "Magick" dei Klaxons.
Il video dell'anno secondo DoCopenaghen è "Here it goes again" degli Ok Go.
Il video dell'anno secondo fK è "Magick" dei Klaxons.
Il concerto più atteso secondo RollingStone sono i Muse, a Wembley.
Il concerto più atteso secondo fK sono i Klaxons. (Quando, e dove, non si sa.)
Il sito meno Web 2.0 nella storia secondo tutti è quello dei Klaxons.
Il sito meno Web 2.0 nella storia secondo fK, è quello dei Klaxons.
10 dicembre 2006
òendanleiki
Il blog, già. Il blog.
Non fossi così perdutamente attento a ciò che mi succede, neanche ci penserei più, al blog. Ma lo sono, e quindi ogni tanto mi casca l'occhio sulla desolazione degli avvenimenti di fuori, più che sul proliferarsi infinito di quelli di dentro. Magari non mi succede nulla, ed ecco come scorrono veloci anche quattro giorni di permanenza nell'acquario della stasi, senza che nessuno turbi quest'ordine così dogmatico, luterano: però non serve a niente guardarsi da dietro una gabbia, no?
E quindi c'è il blog. Che rompe il vetro dell'acquario, acqua dappertutto, un casino, corri a prendere gli stracci che si rovina il parquet.
E insomma quando uno è felice scrive poco, e io sono felice, ormai lo dico senza vergogna. Forse dovrei andare da un analista, da uno psicologo, prego si accomodi, insomma è lei il caso patologico dell'anno, la prima persona al mondo ad essere felice senza un motivo apparente, lei sa che ha bisogno di cure vero? Sono felice. Con tutto quello che c'è all'esterno dovrei arrossire, dovrei tenerlo per me, forse. Ma come si fa, quando sei così pieno di cose da non riuscire a trattenerle nemmeno con gli occhi o con la bocca, nemmeno con la pelle? La pelle, proprio lei, quella che fa piangere il cuore per davvero e che non va via nemmeno strofinando forte, e mica è come l'amore, che si lava col sapone e poi non resta più niente; e i Radiohead, questo, l'avevano capito da un secolo. La pelle non va via.
Ah, per finire.
I Klaxons. Sono grandi, io li ascolto spesso, questi giorni. Hanno quell'atmosfera agrodolce che li renderebbe perfetti sia per l'amante che per il nemico.
Magick.
Non fossi così perdutamente attento a ciò che mi succede, neanche ci penserei più, al blog. Ma lo sono, e quindi ogni tanto mi casca l'occhio sulla desolazione degli avvenimenti di fuori, più che sul proliferarsi infinito di quelli di dentro. Magari non mi succede nulla, ed ecco come scorrono veloci anche quattro giorni di permanenza nell'acquario della stasi, senza che nessuno turbi quest'ordine così dogmatico, luterano: però non serve a niente guardarsi da dietro una gabbia, no?
E quindi c'è il blog. Che rompe il vetro dell'acquario, acqua dappertutto, un casino, corri a prendere gli stracci che si rovina il parquet.
E insomma quando uno è felice scrive poco, e io sono felice, ormai lo dico senza vergogna. Forse dovrei andare da un analista, da uno psicologo, prego si accomodi, insomma è lei il caso patologico dell'anno, la prima persona al mondo ad essere felice senza un motivo apparente, lei sa che ha bisogno di cure vero? Sono felice. Con tutto quello che c'è all'esterno dovrei arrossire, dovrei tenerlo per me, forse. Ma come si fa, quando sei così pieno di cose da non riuscire a trattenerle nemmeno con gli occhi o con la bocca, nemmeno con la pelle? La pelle, proprio lei, quella che fa piangere il cuore per davvero e che non va via nemmeno strofinando forte, e mica è come l'amore, che si lava col sapone e poi non resta più niente; e i Radiohead, questo, l'avevano capito da un secolo. La pelle non va via.
Ah, per finire.
I Klaxons. Sono grandi, io li ascolto spesso, questi giorni. Hanno quell'atmosfera agrodolce che li renderebbe perfetti sia per l'amante che per il nemico.
Magick.
06 dicembre 2006
05 dicembre 2006
Quante cose che non sai di me,
quante cose che non puoi sapere.
Mi sembrano secoli che non butto giù due righe. Due righe di quelle mie, intendo. Di quelle che nel tag ci sta "fK", e non perchè il post parla di cosa sento, o di cosa mangio, o di cosa vedo. Ma perchè si parla di me.
E succede che una canzone la ascolti in radio, e in giro, e magari qualche volta anche sul piccì, ed è una bella canzone, orecchiabile, carina, e insomma ti piace, ma non la noti così tanto, c'è tutta quella bella musica lì fuori, in questo periodo. E poi un giorno accendi la tivvù, scorri i canali musicali come al solito, ecco che senti quell'inizio, la Queen of the Week di GayTv è proprio la canzone, e tu la ascolti come hai già fatto tantissime volte in passato, ma capisci che 'stavolta è diverso, perchè quella roba lì sembra scritta per te. Sembra che il tipo che l'ha composta sia venuto da te e ti abbia fatto "ma come ti senti, racconta un po'?": zac, non hai fatto in tempo a finire di parlare che lui c'ha piazzato un arrangiamento sotto, e il tutto ha preso una forma autonoma, viva, e perfetta. E parla di te.
Merda, ho pensato. Qui mica si scherza. Anche perchè la canzone è di Ligabue, che se nella vita faceva il ferramenta cambiava poco a tutti noi. E la canta Elisa, che per carità, tanto bravina, ma con quelle facce lì sembra molto stupida, povera, fa anche tenerezza a volte: di certo, comunque, non diresti che può parlarti così dentro. Così giù, cazzo. Gli Ostacoli del Cuore, dai, siamo seri.
E invece sì. Sono serio.
E niente, allora ho dovuto risentirla subito, e questo era oggi a pranzo, e ogni riga combaciava così bene con la mia vita da farmi provare perfino una sottile sensazione di imbarazzo, perchè tutta quella gente la fuori che l'aveva ascoltata ora sapeva così tanto di me, ero impresso s'un ciddì, tra l'altro su un best-of, per di più, che tra i ciddì è certamente la razza peggiore. E non sapevo che fare, perchè quando nella canzone sentivo quel verbo, "dondolare", cantato in quel modo sbarazzino così, come se stesse dicendo la cosa più tranquilla del mondo, ed invece era tutto così mio e così personale, dovevo trattenere un brivido, nascondere la faccia: perchè non poteva essere più chiaro di così, Elisa stava rivelando al mondo intero l'aristocratica posizione che la mia anima ha scelto in questo particolare periodo della mia esistenza. E questo, non potevo permetterlo. Ho riascoltato la canzone più e più volte sperando di sentire, prima o poi, il momento del distacco. Quella parola lì, quella frase, che mi avrebbe fatto capire che non era di me che si stava parlando. Ho capito che non sarebbe arrivata, che dovevo rassegnarmi a mettermi in repeat per sempre, perchè quando sei così presente in una nota, come fai a smettere di ascoltarti?
Poi, dopo un po', mi è passata. Ho premuto stop, e non è successo niente. Nessun bum. Nessun clamore, non è l'inferno, è camera mia, prendi un fazzoletto, asciugati il sudore. Un momento di crisi, ho pensato. Un'inutile sega mentale, ma cosa vado a spaventarmi per una cazzata simile, sono davvero pazzo. Una canzoncina pop, mica può fare questo. Mica può rapirti così, dai, è pop, e come tutto il pop, è effimero. Però sono scappato lo stesso. Sono uscito, sono stato lontano dal computer tutto il pomeriggio. La sera, tornato, ho aperto indugiando un po' il MediaPlayer. Avevo paura, ancora: ma sono stato forte. Merito di musica nuova, quella roba bella di cui parlavo sopra. Mi ha salvato.
Ho vinto io.
Ho superato i primi ostacoli.
Che periodo strano, però. E' l'amore, dicono.
Mi sembrano secoli che non butto giù due righe. Due righe di quelle mie, intendo. Di quelle che nel tag ci sta "fK", e non perchè il post parla di cosa sento, o di cosa mangio, o di cosa vedo. Ma perchè si parla di me.
E succede che una canzone la ascolti in radio, e in giro, e magari qualche volta anche sul piccì, ed è una bella canzone, orecchiabile, carina, e insomma ti piace, ma non la noti così tanto, c'è tutta quella bella musica lì fuori, in questo periodo. E poi un giorno accendi la tivvù, scorri i canali musicali come al solito, ecco che senti quell'inizio, la Queen of the Week di GayTv è proprio la canzone, e tu la ascolti come hai già fatto tantissime volte in passato, ma capisci che 'stavolta è diverso, perchè quella roba lì sembra scritta per te. Sembra che il tipo che l'ha composta sia venuto da te e ti abbia fatto "ma come ti senti, racconta un po'?": zac, non hai fatto in tempo a finire di parlare che lui c'ha piazzato un arrangiamento sotto, e il tutto ha preso una forma autonoma, viva, e perfetta. E parla di te.
Merda, ho pensato. Qui mica si scherza. Anche perchè la canzone è di Ligabue, che se nella vita faceva il ferramenta cambiava poco a tutti noi. E la canta Elisa, che per carità, tanto bravina, ma con quelle facce lì sembra molto stupida, povera, fa anche tenerezza a volte: di certo, comunque, non diresti che può parlarti così dentro. Così giù, cazzo. Gli Ostacoli del Cuore, dai, siamo seri.
E invece sì. Sono serio.
E niente, allora ho dovuto risentirla subito, e questo era oggi a pranzo, e ogni riga combaciava così bene con la mia vita da farmi provare perfino una sottile sensazione di imbarazzo, perchè tutta quella gente la fuori che l'aveva ascoltata ora sapeva così tanto di me, ero impresso s'un ciddì, tra l'altro su un best-of, per di più, che tra i ciddì è certamente la razza peggiore. E non sapevo che fare, perchè quando nella canzone sentivo quel verbo, "dondolare", cantato in quel modo sbarazzino così, come se stesse dicendo la cosa più tranquilla del mondo, ed invece era tutto così mio e così personale, dovevo trattenere un brivido, nascondere la faccia: perchè non poteva essere più chiaro di così, Elisa stava rivelando al mondo intero l'aristocratica posizione che la mia anima ha scelto in questo particolare periodo della mia esistenza. E questo, non potevo permetterlo. Ho riascoltato la canzone più e più volte sperando di sentire, prima o poi, il momento del distacco. Quella parola lì, quella frase, che mi avrebbe fatto capire che non era di me che si stava parlando. Ho capito che non sarebbe arrivata, che dovevo rassegnarmi a mettermi in repeat per sempre, perchè quando sei così presente in una nota, come fai a smettere di ascoltarti?
Poi, dopo un po', mi è passata. Ho premuto stop, e non è successo niente. Nessun bum. Nessun clamore, non è l'inferno, è camera mia, prendi un fazzoletto, asciugati il sudore. Un momento di crisi, ho pensato. Un'inutile sega mentale, ma cosa vado a spaventarmi per una cazzata simile, sono davvero pazzo. Una canzoncina pop, mica può fare questo. Mica può rapirti così, dai, è pop, e come tutto il pop, è effimero. Però sono scappato lo stesso. Sono uscito, sono stato lontano dal computer tutto il pomeriggio. La sera, tornato, ho aperto indugiando un po' il MediaPlayer. Avevo paura, ancora: ma sono stato forte. Merito di musica nuova, quella roba bella di cui parlavo sopra. Mi ha salvato.
Ho vinto io.
Ho superato i primi ostacoli.
Che periodo strano, però. E' l'amore, dicono.
03 dicembre 2006
The killers - A great big sled
Novità in arrivo, dunque, per i Killers. La prima canzone natalizia (come loro stessi l'hanno definita) del gruppo americano, sarà disponibile in esclusiva su iTunes da dopodomani; il 5 novembre invece il video della stessa comincerà a girare nei vari canali musicali. Qui non si vede l'ora, rispettivamente, di ascoltarla e di vederlo.
La cosa positiva è che tutti i ricavati delle vendite andranno alla (PRODUCT)RED, e dato che'l'AIDS non è una cosa su cui si scherza, un po' di soldini in più per la ricerca possono soltanto aiutare, no? In più, se è per bella musica...
La curiosità è tanta, un po' per la stranezza dell'operazione, un po', per i suoi effetti benefici.
Noi, come è nostra abitudine, aspettiamo. Pazienti.
[UPDATE] La canzone è in rete, da qualche parte, già. E' così Nightmarebeforechristmassosa, nel suo gothico spirito natalizio...
02 dicembre 2006
I can't get it right since I met you
Muse. Live. Palalottomatica.
E' difficile trasferire su un blog una serata come questa. Perchè una serie di fatti sono semplici da raccontare, non mi costerebbe niente scrivervi di quanto è stato difficile arrivare al palalottomatica, del traffico infernale che infestava tutta la città, della ricerca spasmodica di un posticino dove infilarsi, potrei parlarvi anche del concerto, potrei scrivervi la scaletta, descrivervi le canzoni.
Ma voi non capireste nulla. Perchè non sono i fatti, quelli che hanno reso la serata così bella, così indimenticabile.
I Muse sono persone che danno dal vivo quanto non daranno mai in un disco registrato in studio, e il concerto di stasera, la quinta volta che li ascoltavo, ed emotivamente forse per me la più vissuto, ne era la massima dimostrazione. Ciò a cui abbiamo assistito era un palpitare continuo di sensazioni e colori e luci e suoni, senza che nulla stonasse mai in nessun modo con nient'altro. Una scenografia mozzafiato, una set-list semplicemente mostruosa, un concerto di un'ora e trequarti, alcuni momenti da strapparsi i capelli, altri di una tenerezza incredibile. Una sensazione di soddisfazione alla fine, che raarmente si prova dopo aver fatto qualcosa che si è sudato così tanto.
Per capire un concerto dei Muse, bisogna andare a un concerto dei Muse.
Io sarò ancora lì, la prossima volta. Mi riconoscerete: dal sorriso.
E' difficile trasferire su un blog una serata come questa. Perchè una serie di fatti sono semplici da raccontare, non mi costerebbe niente scrivervi di quanto è stato difficile arrivare al palalottomatica, del traffico infernale che infestava tutta la città, della ricerca spasmodica di un posticino dove infilarsi, potrei parlarvi anche del concerto, potrei scrivervi la scaletta, descrivervi le canzoni.
Ma voi non capireste nulla. Perchè non sono i fatti, quelli che hanno reso la serata così bella, così indimenticabile.
I Muse sono persone che danno dal vivo quanto non daranno mai in un disco registrato in studio, e il concerto di stasera, la quinta volta che li ascoltavo, ed emotivamente forse per me la più vissuto, ne era la massima dimostrazione. Ciò a cui abbiamo assistito era un palpitare continuo di sensazioni e colori e luci e suoni, senza che nulla stonasse mai in nessun modo con nient'altro. Una scenografia mozzafiato, una set-list semplicemente mostruosa, un concerto di un'ora e trequarti, alcuni momenti da strapparsi i capelli, altri di una tenerezza incredibile. Una sensazione di soddisfazione alla fine, che raarmente si prova dopo aver fatto qualcosa che si è sudato così tanto.
Per capire un concerto dei Muse, bisogna andare a un concerto dei Muse.
Io sarò ancora lì, la prossima volta. Mi riconoscerete: dal sorriso.
30 novembre 2006
Double Shadow
Alcune cose, come sempre in ordine sparso.
Mentana ieri ha esordito sul suo tiggì in radio con: "Diavolo di un Berlusconi". Immagino intendesse il fatto che il nano è (purtroppo) uscito dall'ospedale. Noi gli crediamo, ma speravamo in qualche gossip più pesante. Già speravo in qualche esorcismo agli italiani.
Se non fosse che quelli vecchi stanno meglio che mai, questi Junior Boys avrebbero tutte le cacrte in regola per diventare i nuovi Depeche Mode. Un'imitazione, certo. Ma palese: e quindi sincera. E poi, fatta davvero bene. Il Canada riserva sempre più sorprese, ultimamente.
Storica stretta di mano tra il Papa e Erdogan, titolavano ieri tutti i quotidiani. Io avrei preferito di più un titolo del tipo "Guerra: come provocarla senza dare nell'occhio". Che poi, la Moschea Blu, quella poteva almeno guardarla in foto, no? Cristo, abiti pure a San Pietro, ti mancano le opere d'arte?
Ci prepariamo alla grande manifestazione del 2, quella che porterà in paizza tutta l'italia contro questo governo. Il problema è che a destra non le sanno proprio fare, 'ste cose, è inutile. Litigano su tutto, perfino su chi dovrà parlare alla gente, sul palco. Dopmani mi aspetto un litigio sul colore dello sfondo del palco. Tra il nero e l'azzurro, io continuo a preferire il rosso.
Questo Children of Man sembra davvero il film fatto apposta per me. Il trailer ricorda molto atmosfere alla Esercito delle Dodici Scimmie mischiate con l'ultimo libro di De Carlo, anche se ovviamente potrei sbagliarmi. Julianne Moore, poi, è bravissima, e io lo sostengo dai tempi di Magnolia.. Certo, se avessero utilizzato un uomo vivo nella parte del protagonista, invece di Clive "Roccia Lavica" Owen, forse il film ne avrebbe guadagnato.
La guerra in Iraq è la seconda guerra più lunga nella storia degli Stati Uniti, dopo la guerra in Vietnam, e la seconda guewrra più costosa per i cittadini americani, dopo la seconda guerra mondiale. E pensare che nel 2003 Bush disse che avevano vinto, e che era "Mission Accomplished". Evidentemente, la cocaina modifica la percezione del tempo.
Oggi è la giornata mondiale contro la pena di morte. Pensiamoci, almeno.
Bastano 76 secondi, uno per ogni paese, nel mondo, che uccide ancora in nome della giustizia.
Mentana ieri ha esordito sul suo tiggì in radio con: "Diavolo di un Berlusconi". Immagino intendesse il fatto che il nano è (purtroppo) uscito dall'ospedale. Noi gli crediamo, ma speravamo in qualche gossip più pesante. Già speravo in qualche esorcismo agli italiani.
Se non fosse che quelli vecchi stanno meglio che mai, questi Junior Boys avrebbero tutte le cacrte in regola per diventare i nuovi Depeche Mode. Un'imitazione, certo. Ma palese: e quindi sincera. E poi, fatta davvero bene. Il Canada riserva sempre più sorprese, ultimamente.
Storica stretta di mano tra il Papa e Erdogan, titolavano ieri tutti i quotidiani. Io avrei preferito di più un titolo del tipo "Guerra: come provocarla senza dare nell'occhio". Che poi, la Moschea Blu, quella poteva almeno guardarla in foto, no? Cristo, abiti pure a San Pietro, ti mancano le opere d'arte?
Ci prepariamo alla grande manifestazione del 2, quella che porterà in paizza tutta l'italia contro questo governo. Il problema è che a destra non le sanno proprio fare, 'ste cose, è inutile. Litigano su tutto, perfino su chi dovrà parlare alla gente, sul palco. Dopmani mi aspetto un litigio sul colore dello sfondo del palco. Tra il nero e l'azzurro, io continuo a preferire il rosso.
Questo Children of Man sembra davvero il film fatto apposta per me. Il trailer ricorda molto atmosfere alla Esercito delle Dodici Scimmie mischiate con l'ultimo libro di De Carlo, anche se ovviamente potrei sbagliarmi. Julianne Moore, poi, è bravissima, e io lo sostengo dai tempi di Magnolia.. Certo, se avessero utilizzato un uomo vivo nella parte del protagonista, invece di Clive "Roccia Lavica" Owen, forse il film ne avrebbe guadagnato.
La guerra in Iraq è la seconda guerra più lunga nella storia degli Stati Uniti, dopo la guerra in Vietnam, e la seconda guewrra più costosa per i cittadini americani, dopo la seconda guerra mondiale. E pensare che nel 2003 Bush disse che avevano vinto, e che era "Mission Accomplished". Evidentemente, la cocaina modifica la percezione del tempo.
Oggi è la giornata mondiale contro la pena di morte. Pensiamoci, almeno.
Bastano 76 secondi, uno per ogni paese, nel mondo, che uccide ancora in nome della giustizia.
29 novembre 2006
Iscriviti a:
Post (Atom)
