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16 gennaio 2008

San Paolo ai Corinzi

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.


E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sarei nulla.


E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l’amore, niente mi gioverebbe.


L’amore è paziente, è benigno l’amore; non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si compiace della verità.


Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’amore non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta, e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.


Quand'ero bambino parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.


Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e l’amore; ma di tutte, la più grande è l’amore.

07 settembre 2007

Le furie del mondo intero.

"Il Signore disse a Mosè: «Va', parti. Torna in Egitto, perché sono morti quanti insidiavano la tua vita.». Mosè senza indugiare partì per il paese di Egitto, con niente in mano se non la forza del bastone di Dio.

E avvenne però che nel cammino, durante la sosta notturna, il Signore raggiunse Mosè.
E cercò di farlo morire."

[Esodo, 4, 18-24]

22 febbraio 2007

Geremia

Ingannevole è il cuore più di ogni cosa,
e inguaribile;
chi lo può conoscere?

Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
che pone nella carne il suo sostegno.