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13 aprile 2008

Louvre


Come il custode della stanza tredici, anche io mi sveglio con altri pensieri in testa. Poi mi torna in mente tutto il mondo della sera prima e mantengo la calma a fatica. Perchè anche io osservo qualcosa di speciale. E proprio come lui, anche io ne sono responsabile.
Come il custode della stanza tredici, anche io ho l'amore in bilico.
Anche io mi annoio di fronte all'infinitamente bello.


28 novembre 2007

Culture

Herzog Tracks, di Florian Fricke. Imponente.





Moby Dick Reading, di Alessandro Baricco. Commovente.








Editors, live @Piper. Eccitante.










Sleuth, di Kenneth Brabagh e Harold Pinter. Insospettabile.










Didone e Enea, di Henry Purcell. Amichevole.

21 novembre 2007

Paura



Pensa a un posto, pensa a un muro, pensa a una parola.
Pensato?

Bene.
Ora vai, guarda, scrivi.

[->bestemmia<-]

09 luglio 2007

I am all things that you choose to ignore

All I need è la canzone dell'amore incondizionato, senza se e senza ma. E' la canzone del volere senza avere. All I need è l'anima di due persone in una. E' forza e bellezza. E' la canzone di chi da senza ricevere perchè non vuole ricevere. All I need è la canzone dell'adorazione, è la canzone del divinizzare, è la canzone di chi si sente inferiore, è la canzone di chi farebbe di tutto pur di sfiorarti. All I need è la canzone del bisogno, è preghiera, è canto, è poesia, è prosa. All I need è rivolta a chi ci crede ancora, a tutta quella cosa lì che ci hanno inculcato per anni, per secoli, dell'amore. All I need è roba per chi non ha mai pensato ci stessero prendendo in giro.
All I need è roba per me.


I'm the next act
Waiting in the wings
I'm a flash flood
Running through your ground floor
I am all things
That you choose to ignore

You are all I need
You are all I need
I'm in the middle of a picture
Lying in the leaves

I'm a cloud of moths
Who just wants to share your light
I'm an insect
Who wants to get out of the night

You only stick with me
Because there are no others

You are all I need
You are all I need
I'm in the middle of a picture
Lying in the leaves

It's all wrong
It's all right
It's all wrong

[radiohead]

02 febbraio 2007

In forma di rosa

Io sono una forza del passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.

Vengo dai ruderi, dalle chiese,
dalle pale d’altare, dai borghi
abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.

Giro per la Tuscolana come un pazzo,
per l’Appia come un cane senza padrone.

O guardo i crepuscoli, le mattine
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io assisto, per privilegio d’anagrafe,
dall’orlo estremo di qualche età
sepolta. Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.

E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno di ogni moderno
a cercare fratelli che non sono più.

Pasolini

14 dicembre 2006

Il tempo perso



Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente.
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po' da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?

Jacques Prévert

11 novembre 2006

Heaven to Hell

LaChapelle - Heaven to Hell.

09 novembre 2006

01 novembre 2006

I've been looking so long at these pictures of you

Ultimamente mi diverto a ripescare dai misteriosi anfratti di casa mia alcuni pacchi di vecchie foto, immagini antiche, di quelle che non guardi mai, se non quando viene la cugina di tuo padre che non vedi da dodici anni, o quando ci butti l'occhio sopra tra un'imprecazione e l'altra mentre cerchi un paio di Levi's che chissà dove sono finiti.
La mia capacità di rendere brutta una foto è leggendaria. Sia che io sia il soggetto, sia che sia colui che la scatta, l'immagine in questione assume di solito sembianze mostruose, adatte più a una serata dark che a un'amena rimpatriata di parenti. Non posso dire di essere fotogenico, no. Anzi, vi dirò di più: in foto faccio proprio cagare, è inutile. L'esoterico meccanismo per cui la pellicola mi riproduce in condizioni pietose non finirà mai di affascinarmi, tant'è che continuo a farmi fotografare, e a scatenare in questo modo la gioviale ilarità di tutti i presenti, me compreso. Dall'altro lato della macchinetta la situazione non è migliore, del resto. Non aiutato dal mio morbo di Parkinson, ormai giunto a livelli preoccupanti. Non aiutato dai quattro o cinque caffè al giorno. Non aiutato dalla mia proverbiale impazienza. Non aiutato infine da 'sto cazzo che mi ritrovo al posto di quel minimo di sensibilità artistica che si richiede in questi casi, sarei in grado di rendere orribile anche una foto scattata alla Monument Valley. Immaginate quindi cosa viene fuori dagli stupidi scatti fatti agli amici.
Tutto questo, paradossalmente, si unisce a un mio particolare amore per la fotografia. Non solo per quella d'autore (soprattutto pop, però: LaChapelle insegna), ma anche per quella amatoriale, per le foto delle vacanze, per i ritratti tutti uguali degli amici e dei nemici. Non mi annoiano i fatidici incontri settembrini in cui il gruppo di amici srotola davanti ai tuoi occhi pacchi e pacchi di rullini, tutti meticolosamente sviluppati e catalogati in eleganti raccoglitori con dei fiori in copertina. Non mi stressano i pomeriggi passati a guardare Rimini, la Sardegna, Londra, o New York ("Quanti cazzo di amici ricchi c'hai", mi direte? Falso, la frase giusta dovrebbe essere: "Quanto cazzo rosichi, dopo ogni estate?", ma comunque...).
Scattare una fotografia non ha niente di mistico, in my opinion. Nessun "hai colto l'anima del soggetto", nè tantomeno "hai incastrato su carta le sue emozioni". Semplicemente: aiuta a ripensare, e non è tanto il ricordo la cosa importante, quanto più il rivivere per un momento solo quella situazione, esserne partecipi. Ed è una partecipazione così intima che solo l'immagine può darti, nessun film può riuscire nello stesso, con quel tripudio di movimento, con tutta quell'imposizione costruita di rumori e suoni, con quei dialoghi, cazzo. Una foto basta, avanza, anzi è molto di più.
Vi lascio, dopo questo post dalla dubbia utilità. Ma sapete, il tempo è triste, la mente deve essere almeno un po' allegra, per contrastar lo schifo, no?

Foto!

21 ottobre 2006

Ode to my mind

Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.

La spiaggia. E il mare.

[...]

La sentinella se ne va. Il suo dovere è finito. Scampato pericolo. Si spegne nel tramonto l'icona che ancora una volta non è riuscita a diventare sacra. Tutto, per quell'ometto e i suoi pennelli. E ora che se n'è andato, non c'è più tempo. Il buio sospende tutto.


Non c'è nulla che possa, nel buio, diventare vero.



I know it's not easy to imagine what life will be tomorrow.
The more I'll try to choose, the more I'll have to doubt.

I need to be honest with myself,
giving things the right weight,
and giving sense to everything fucking else.
I shouldn't do anything I don't trust,
not to make me upside-down.
Not to make me come back home.



ps.
- Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.

Silenzio.

- Che sia troppo tardi, madame.

18 ottobre 2006

Repent, and sin no more!

Quando un autore, pittore, musicista o scultore che sia, riesce a dare al mondo quel qualcosa in più, per cui non è più l'opera ad essere oggetto artistico, ma è la vita stessa dell'uomo che la produce; e ancora, quando quest'uomo riesce a modellare a sua immagine e somiglianza un intero mondo, mostrando che tra ricchi e poveri c'è un lato che combacia perfettamente, affiancando Valentino con le scatolette di tonno, disturbando la religione e mitizzando gli sconosciuti, allora si capisce che siamo di fronte a qualcuno che è davvero grande.
Andy Warhol era l'onesto disonesto, prendeva in giro solamente chi sapeva di essere preso in giro, ci credeva, lui stesso, ma non troppo, sapeva di essere stato fortunato, e allo stesso tempo conosceva perfettamente i suoi limiti, e per questo si amava a dismisura. Andy Warhol ha creato una spaccatura tra il prima e il dopo. Andy Warhol ha fatto intendere che non è la fattura di un quadro, ciò che lo rende unico, o bello, o perfetto, non è la tinta utilizzata, o il sorriso riuscito in modo così grandioso. Piuttosto è l'idea che c'è dietro: e lui per primo è riuscito a colmare quel vuoto, quella orribile contrazione tutta novecentesca, tra ciò che vedo appeso nel muro su una tela, e ciò che invece avrei voluto vederci. Andy Warhol, nella sua totale assenza di morale, nel suo rifiuto completo di un giudizio etico sugli accadimenti del mondo, ha mostrato che il vero artista non è colui che pontifica, ma è colui che sa far pontificare il pubblico, stimolandolo e rendendolo partecipe del giudizio, e quindi della creazione artistica.
Andy Warhol ha aperto le gallerie di quadri ai giovani, superando l'idea, così sbagliata e così vecchia, che bello è solo ciò che è colto. Senza di lui non ci sarebbero stati Lou Reed o Keith Haring. M senza di lui non ci sarebbero stati, con un collegamento più indiretto, ma vero, neanche Philip Glass, i Pink Floyd, Thomas Pynchon, la letteratura americana contemporanea, i Radiohead, e tutto ciò che, negli ultimi quarant'anni, ha dato alla società una scossa elettrizzante.
Senza bisogno di sedie elettriche.

10 luglio 2006

Dal 27 settembre 2006, Chiostro del Bramante:


Andy Warhol, a Roma?

16 giugno 2006

Renè nr. 2

Poi, no, ti capita che per alcuni quadri parleresti ore. Ti trovi mille spiegazioni, magari soltanto tue, magari l'autore pensava alla sua amata, e tu ci trovi un'immagine di guerra, ma che importa l'arte è tua, mica sua. E poi alla fine invece ti trovi davanti ad alcune immagini, come questa, e resti muto, zitto. Non sai che dire, ma sai che è bellissimo.
Questo è il mio quadro preferito. Di sempre.


Il bello è che non so perchè.

15 giugno 2006

Renè nr. 1

Mi piace quest'idea un po' kantiana di avere dentro quello che ti aspetteresti fosse fuori. Mi piacciono anche le nuvole, così bianche, pulite, in pace. E mi piace il mare in burrasca, poco rassicurante e quasi spaventoso da quanto è grigio.
Come a suggerirci che quando voli è talmente bello, da lassù, che dentro diventi un cielo.

13 dicembre 2005

Matt


Foto di Matt Rourke
da Time Magazine: the Best Photos of the Year 2005

18 maggio 2005

I capolavori del Guggenheim


(picasso) Posted by Hello

Sono andato a vedere I Capolavori Del Guggenheim alle scuderie del quirinale... La mostra è bellissima, c'è davvero tantissima roba di tutti i tipi, dagli impressionisti a un minuscolo Dalì a Andy Warhol... E per di più oltre a essere famosi, i quadri sono anche bellissimi!!!


(mirò) Posted by Hello