17 novembre 2007

Frocio!


[Socrate]
Frocio!


[Riccardo Cuor di Leone]
Frocio!


[Marcel Proust]
Frocio!



[Reiner Maria Rilke]
Frocio!




[Federico Garcia Lorca]
Frocio!





[Leonard Bernstein]
Frocio!


[Pier Paolo Pasolini]
Frocio!





16 novembre 2007

La Carne degli Angeli

Fosse mai scesa una carezza

che attraversasse i secoli

come una lama aperta.

Oh, strazio della mia mente

che ha amato un ragazzo libero

che non conosce patria.

Ti avrei rinchiuso in un manicomio:

se le lacrime verdi del tuo sguardo

non mi avessero regalato canzoni.

13 novembre 2007

Districami il bandolo di questa matassa


- Non ho chiuso occhio, stanotte.
- No?
- No.
- Eri nervoso?
- Sudavo freddo.
- Ti sentivi male?
- No. Non fisicamente, almeno.
- Cosa avevi, allora?
- Non so. Comunque ho preso una Tachipirina.
- Cosa c'entra la Tachipirina...
- Tra gli effetti collaterali ho visto "sonnolenza".
- Sei un idiota.
- Ormai dipendo perfino dagli effetti collaterali.
- Cristo.
- Non ho bisogno della tua compassione.
- Vieni qui, stringiti a me.
- Facciamo l'amore.
- Sai che non voglio.
- Sai che puoi.
- ...
- ...
- Che senso avrebbe?
- Deve sempre avere un senso tutto quanto?
- Smettila.
- Perchè se deve avere tutto un senso, spiegami perchè siamo qui abbracciati su questo letto.
- Smettila.
- Districami il bandolo di questa matassa.
- Dio.
- Che cazzo c'è?
- Niente. Solo, penso a questo dialogo.
- Ci penso anche io.
- Sembra tratto da un libro mai scritto.
- Sì.
- Pessimo autore, vero?
- Pessimo.
- Già.
- Come mai abbiamo sempre la risposta pronta, noi due?
- Credo sia per colpa di questo mondo.
- Perchè?
- Nella lentezza hanno messo il germe della solitudine.
- E' autodifesa?
- Sì.
- Vorrei essere più debole allora.
- ...
- Più lento.
- ...
- Non parli più...
- Io vorrei solo renderti felice.
- Sai che non puoi.
- Sai che voglio.
- ...
- ...
- Ei?
- Ei.
- Ti amo.

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12 novembre 2007

E' una mia idea.

Non sono un tipo superstizioso. Le scale per strada non mi danno fastidio, il sale sul tavolo sa solo di bianco, in bagno l'ombrello sta aperto per farlo asciugare. Mi piace il bel pelo nero dei gatti, anche quando camminano di traverso avanti a me. Non rompo gli specchi, è vero: ma non per credenza bensì perchè amo utilizzarli, ah la vanità! Sui numeri non mi faccio problemi, dopo il 16 c'è soltanto un più uno che fa diciassette, nel 13 poi non ripongo speranze o paure. Le suore che passano in strada mi mettono solo tristezza, ci scherzo un po' sù ma nel fondo ho un po' pena per loro: non penso comunque che siano la causa di incaute disgrazie. Mi piacciono tutti i segnali d'augurio, e sono contento che crepino i lupi o che frotte di immense balene defechino in mare; ma questo soltanto perchè li ritengo dolcissimi aiuti da parte di sguardi amichevoli, riceverne uno mi dice che c'è chi mi pensa anche solo un momento. Non credo piuttosto a sfortune dovute a persone od oggetti qualunque, mi pento ad escluder qualcuno soltanto perchè è iettatore. Mi ritrovo nelle idee di chi non crede negli spiriti, non penso che i corvi stiano lì per malaugurio, spazzo via le ragnatele e uccido i ragni se mi provocano schifo. Se rompo dell'olio pulisco per non scivolare, non prego di certo che non me ne vengano mali. Non possiedo cornetti attaccati alle chiavi, preferisco oggettini più allegri. Mi chiedo una cosa, però.


E' per questo, che sono sfigato?

11 novembre 2007

The Killers feat. Lou Reed - Tranquilize

Gira già da un po', in rete.
Ma oggi non avevo voglia di novità; oggi avevo voglia di postare qualcosa di epico, di grandioso, di terribilmente originale, di scary (parola equivalente e così bella in italiano non esiste), avevo voglia di postare qualcosa che vi avvicinasse anche soltanto un po' al clima che ho qui dentro.
Oggi avevo voglia di postare qualcosa che potesse comunicare, dato che, come avrete notato, non sono più così bravo a farlo; avevo voglia di postare qualcosa che potesse parlare per me, e avevo voglia di qualcosa di bello, qualcosa che potesse competere a livello visivo-musicale con il passato. E così oggi avevo voglia di synth, di chitarre elettriche; avevo voglia di cori di bambini, avevo voglia di voci sforzate, avevo voglia di Lou Reed in versione moderna, avevo voglia di Brandon in versione antica. Oggi avevo voglia di postare una danza della pioggia, avevo voglia di postare un grido d'aiuto e una risata di gioia, oggi avevo voglia di sconclusionate note senza un senso.
Oggi sono la guerra, sono la bomba, sono il morto, sono la pace subito dopo.



Acid rain, when Abel looked up at Cain
We began the weeping and wailing
A hurried high from pestilence pills and pride,
It’s a shame, we could have gone sailing
But heaven knows,
Heaven knows everything
Tranquilize

09 novembre 2007

Strada Statale 2-bis



"Bisogna sempre per forza parlare d'amore?
Bisogna sempre comunque far nascere il sole?
E' necessario far credere di fare del bene?
E' necessario alle feste donare le rose?
Ripeto:
Bisogna sempre per forza parlare d'amore?
Bisogna sempre comunque far nascere il sole?
E' necessario far credere di fare del bene?
E' necessario alle feste donare le rose?


Bisogna sempre tentare di farsi accettare?
Bisogna sempre scrivere solo testi d'amore?
E' necessario ogni volta mentire al nostro cuore?
non sarebbe meglio liberarsi e confessare?
Bisogna sempre tentare di farsi accettare?
Bisogna sempre scrivere solo testi d'amore?
E' necessario ogni volta mentire al nostro cuore?
non sarebbe meglio liberarsi e confessare?"

08 novembre 2007

amai

Amai trite parole che non uno

osava. M'incantò la rima fiore

amore,

la più antica difficile del mondo.



Amai la verità che giace al fondo,

quasi un sogno obliato, che il dolore

riscopre amica. Con paura il cuore

le si accosta, che più non l'abbandona.



Amo te che mi ascolti e la mia buona

carta lasciata al fine del mio gioco.

07 novembre 2007

L'assenzio

Che stranezza riascoltare i Bluvertigo ieri sera, ricordano storie del passato ormai sepolte: ed è per questo che sono così terribilmente sinceri e fanno bene fanno male.
Ricordiamo che forse torneranno insieme, a breve: e ricordiamo anche che stiamo parlando dell'unico gruppo italiano che abbia mai potuto confrontarsi davvero con ciò che c'è fuori dai confini.
"Il mondo è cos privo d'amore, io disimparo ad odiare..."

06 novembre 2007

Comandamenti.



Non consumare niente che sia vivo.
- Applausi -

04 novembre 2007

Dettagli

s. si guarda intorno. Un flebile applauso accompagna il suo ingresso in studio. Si avvicina alla grossa poltrona laccata di rosso che appare nel mezzo della sala, e non può fare a meno di domandarsi chi abbia avuto tanto cattivo gusto da sceglierla nell'arredamento. Il presentatore nel frattempo scambia un lungo sorriso con il pubblico, ed introduce quindi il suo ospite con una lunga digressione sul suo recente passato. s. si siede sulla poltrona orrenda. Solleva lo sguardo, e si sente chiedere
Cosa sta facendo s., in questo periodo?
- s. piange spesso.
s. piange? Come mai?
- s. piange perchè è confuso.
Come mai s. è confuso?
- s. è confuso per la fretta.
Quale fretta, s. si spieghi meglio. La fretta con cui è giunto al successo?
- no. la fretta con cui accadono le cose che gli accadono.
Cose belle, cose brutte?
- cose sfocate.
Cose sfocate, sì. Mi dica, s. parla sempre in modo così idiota?
- vaffanculo.
Come?
- vaffanculo.
Questo non si può dire, mi spiace.. Comunque, s. ha bisogno di più tempo?
- no, s. ha bisogno di tempi migliori.
Tempi migliori?
- qualità, non quantità.
Cosa rende, per s., un tempo migliore di un altro?
- la pienezza, forse.
E cosa lo rende pieno?
- l'amore, forse. s. è molto patetico.
Non è innamorato, s., in questo momento?
- s. si appella alla facoltà di non rispondere.
Ci chiediamo come mai s. si sia appellato a tale facoltà.
- s. ha paura.
Paura?
- paura dei desideri.
Mi spiace, ho perso il filo del discorso..
- vaffanculo.
Molto tenero da parte sua. s. pensa mai di prendersi troppo sul serio?
- continuamente.
Non basterebbe un sorriso ogni tanto?
- oh, s. sorride. Sorride da serio, però.
E' sempre stato così, s.?
- no.
No? E da quanto allora s. è così?
- così come, scusi.
Così.. spietato?
- lei è un uomo orribile.
Mi spiace, non era quello che volevo intendere.
- ma è quello che ho inteso.
s. è innamorato da qualche mese, dica la verità.
- questo non posso dirlo. Se vuole però posso negare che s. non sia innamorato.
E non è la stessa cosa?
- lei è perfetto per la tv. E' così limitato.
Questo cosa c'entra, scusi?
- nulla, soltanto mi sembra sbagliato ridurci a scarti discreti.
E' stato abbastanza chiaro, credo.
- a volte riesco ad esprimermi, a volte no.
Lei è un uomo molto colto.
- è una domanda?
No. Ci spieghi meglio la faccenda del triangolo, compare spesso nel lavoro di s., no?
- il triangolo simboleggia lo scopare con due persone contemporaneamente.
Coff coff.. Ah, pensavo a qualcosa di più.. elevato?
- non devo spiegarle ogni livello d'interpretazione, no? E poi, non è elevato, il sesso?
Beh, dipende da molti fattori, suppongo.
- suppone bene.
E dunque perchè il triangolo è così importante per s.?
- forse s. si è accorto che qualcosa al mondo si è incrinato.
Qualcosa di importante?
- sì, qualcosa di importante.
Importante quanto?
- quanto è importante per s. la sua stessa vita.
Come mai si è incrinata, questa cosa così importante?
- perchè ha cominciato a parlare.
A parlare?
- sì. Prima era una cosa sempre zitta, poi un giorno ha aperto la bocca ed ha parlato.
E allora?
- è stato brutto ascoltare quelle parole.
Non doveva essere un discorso allegro..
- no, non lo era. Era molto triste.
s. vuole dire al suo pubblico se c'è qualcosa che possa fare per lui?
- non c'è niente che possa fare, mi spiace.
Niente?
- niente.
Ha già in mente, s., cosa farà adesso, dopo tutto questo successo? Lavorerà a qualcosa di nuovo?
- sì s. ha già in mente tutto.
Che bella notizia. Sarà un seguito?
- s. odia i seguiti.
Quindi sarà qualcosa di completamente nuovo..
- no, sarà un seguito. Che odierà.
Capisco. Quanto tempo ha impiegato s. per completare "Le ore piccole"?
- un pomeriggio.
Il libro di s. contiene duecento pagine..
- il pomeriggio di s. contiene duecento giorni..
Arrivederla.
- arrivederla.

03 novembre 2007

I’m a high school lover and you’re my favorite flavor.

"Via, non fare così!" esclamò la povera Regina, torcendosi le mani angosciata. "Pensa a quanto sei grande. Pensa a quanta strada hai fatto oggi. Pensa a che ore sono. Pensa a qualsiasi cosa, ma non ti mettere a piangere!"
Alice non poté fare a meno di scoppiare a ridere nel bel mezzo del pianto. "Si può smettere di piangere solo pensando a delle cose?", domandò.
"È così che si fa" rispose la Regina con grande decisione: "perché, vedi, non si possono fare due cose insieme. Pensiamo alla tua età, per cominciare: quanti anni hai?"
"Sette e mezzo, esatti esatti".
"Non occorre che tu me li dica proprio esatti" osservò la Regina. "Ti credo lo stesso. Adesso però ti darò io qualcosa a cui credere. Io ho centouno anni, cinque mesi, e un giorno".
"Non ci POSSO credere!" esclamò Alice.
"No?" disse la Regina in tono di compassione. "Provaci ancora: fai un lungo respiro e chiudi gli occhi".
Alice scoppiò a ridere. "È inutile che ci provi", disse. "Non si può credere a una cosa impossibile".
"Oserei dire che non ti sei allenata molto" disse la Regina. "Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte, riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione".

02 novembre 2007

You got my ends and my beginnings mixed up.

"Vuoi dirmi, per piacere, da che parte devo andare adesso?" chiese Alice.
"Dipende molto dal luogo dove vuoi andare", rispose lo Stregatto.
"Fa lo stesso per me, da una parte o dall'altra..." disse Alice, "purchè vada da qualche parte!"
"Oh certo che ci arriverai!" disse lo Stregatto. "Non hai che da camminare".
Alice capì che aveva ragione e tentò un'altra domanda: "Che razza di gente c'è in questi dintorni?", chiese.
"Da questa parte", rispose lo Stregatto, facendo un cenno con la zampa destra, "abita un Cappellaio e da questa parte, indicando con l'altra zampa, abita una Lepre di Marzo. Visita l'uno o l'altra, sono tutt'e due matti".
"Ma io non voglio andare dove c'è gente matta!" disse Alice.
"Oh non ne puoi fare a meno", disse lo Stregatto. "Qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta".
"Come sai che io sia matta?", domandò Alice.
"Tu sei matta", disse lo Stregatto, "altrimenti non saresti venuta qui".

01 novembre 2007

It took me by surprise I felt so good to be alive.

"Che cosa sai di questa faccenda?" chiese il Re ad Alice.
"Niente", rispose Alice.
"Niente di niente?" insistette il Re.
"Niente di niente" disse Alice.
"Questo è molto rilevante" disse il Re rivolto ai giurati, i quali stavano appunto per annotarlo sulle lavagne quando si intromise il Coniglio Bianco:
"Irrilevante, intendeva dire Sua Maestà, è ovvio" disse in tono rispettosissimo ma accigliandosi e facendo strane morfie al Re.
"Irrilevante, intendevo, è ovvio" si affrettò a dire il Re, ripetendo fra sè sottovoce "rilevante, irrilevante, irrilevante, rilevante".
Quasi cercasse di decidere quale delle due parole suonasse meglio.

Favola:

(E poi succede che) Ti svegli la mattina con il cellulare gonfio più del solito, un piccolo disegno di una busta a campeggiare in alto a destra.
(E poi succede che) I pezzi storti e rigirati del tuo puzzle s'incominciano a comporre proprio quando stavi ormai dandoti per vinto.
(E poi succede che) Ti alzi triste e poco dopo sei felice, la magia del poter dir cose a distanza rende i dialoghi possibili anche al mattino.
(E poi succede che) Ti guardi intorno e vedi tutto ciò che hai messo a contornarti, che miseria e che tristezza qui ci vuole un cambiamento.
(E poi succede che) Cominci subito con pezzi di canzoni, erano anni che nel blog non ci mettevi un qualche cosa di un po' allegro.
(E poi è successo che) Il mio cervello ha ondeggiato insieme al basso e alla grancassa, per un momento ho visto limpido e squadrato oltre la coltre di neuroni e indecisione, e ho sobbalzato ad osservarti metri avanti, mi è venuta confusione: ma tu chi cazzo sei?


[Let me introduce to you a brand, new, dance.]

29 ottobre 2007

Joy Division - Atmosphere

Si da il caso che oggi mi senta così. E ok che ho ritirato fuori roba vecchia di 20 anni per dirvelo, ma cosa posso farci, la trovo perfetta, attinente, elegante.
Ecco come mi sento: