Anno nuovo, trailer nuovi. Ecco il primo. Il seguito del divertentissimo seguito del divertentissimo Shrek.
Speriamo sia divertentissimo.
06 gennaio 2007
Shrek The Third
04 gennaio 2007
Whatever people says I am, that's what I'm not.
Un nuovo anno.
E che anno, cristo.
Inizia che neanche lo sai, perchè non avevi mai visto un capodanno così indefinito, la mezzanotte già sfumata dall'alcool e dal buio. Prosegue che sembra più vecchio che nuovo, e scopri che invece è più nuovo di quanto pensassi, ti gira la testa e perdi ogni riferimento al passato. Continua così, senza sosta, mancano le sirene e la scorta e per il resto c'è tutto, un anno che mette le ali al presente. E non hai il tempo neanche di pensare al futuro, butti la vita impacchettata sotto l'albero, per quest'anno voglio soltanto sorprese.
Una parola si insegue tra le altre, ricorre nelle frasi, si insinua nei pensieri: novità. E dato che la parola dell'anno scorso era attesa, la cosa diventa interessante; due anni così legati tra loro, e uno pretende anche che l'alcool non incasini il capodanno?
Pretese per l'anno, ne ho molte. Moltissime. Le chiamo pretese, nella mia superbia, perchè chiamarle propositi mi sa di vecchio, chiamarle speranze mi sa di triste, chiamarle richieste mi sa di sporco. Pretese, invece, sa di me. Però non le scrivo, le tengo dentro, chiuse, aspetto la prossima stella cadente.
Intanto, un saluto. Vi avverto però. Puzza di 2006.
Can we climb this mountain
I don't know
Higher now than ever before
I know we can make it if we take it slow
Let's take it easy
Easy now, watch it go
We're burning down the highway skyline
On the back of a hurricane that started turning
When you were young
When you were young
And sometimes you close your eyes
and see the place where you used to live
When you were young
E che anno, cristo.
Inizia che neanche lo sai, perchè non avevi mai visto un capodanno così indefinito, la mezzanotte già sfumata dall'alcool e dal buio. Prosegue che sembra più vecchio che nuovo, e scopri che invece è più nuovo di quanto pensassi, ti gira la testa e perdi ogni riferimento al passato. Continua così, senza sosta, mancano le sirene e la scorta e per il resto c'è tutto, un anno che mette le ali al presente. E non hai il tempo neanche di pensare al futuro, butti la vita impacchettata sotto l'albero, per quest'anno voglio soltanto sorprese.
Una parola si insegue tra le altre, ricorre nelle frasi, si insinua nei pensieri: novità. E dato che la parola dell'anno scorso era attesa, la cosa diventa interessante; due anni così legati tra loro, e uno pretende anche che l'alcool non incasini il capodanno?
Pretese per l'anno, ne ho molte. Moltissime. Le chiamo pretese, nella mia superbia, perchè chiamarle propositi mi sa di vecchio, chiamarle speranze mi sa di triste, chiamarle richieste mi sa di sporco. Pretese, invece, sa di me. Però non le scrivo, le tengo dentro, chiuse, aspetto la prossima stella cadente.
Intanto, un saluto. Vi avverto però. Puzza di 2006.
Can we climb this mountain
I don't know
Higher now than ever before
I know we can make it if we take it slow
Let's take it easy
Easy now, watch it go
We're burning down the highway skyline
On the back of a hurricane that started turning
When you were young
When you were young
And sometimes you close your eyes
and see the place where you used to live
When you were young
30 dicembre 2006
Wispy Day Soundtrack .
Wispy Day Soundtrack .
Ovvero una compilation per il 31.12, da sentire, un po' da ballare e un po' da ascoltare da mangiare da parlare da guardare, una compilation fatta di canzoni di quest'anno, di quello prima, e di quelli prima ancora, una compilation per la sera ed il mattino.
Una compilation per riscaldare la serata, per raffreddarla, per ricordarla e per dimenticarla.
Del resto, nuovo anno o no: The Show Must Go On.
Junior Boys - The Equalizer
Royksopp - Circuit Breaker
Scissor Sisters - Confortably Numb
Carpark North - Human
Kraftwerk - Popcorn
Prodigy - Narayan
The Delays - Valentine
Primal Scream feat Kate Moss - Some Velvet Morning
Nelly Furtado - Promiscous
Depeche Mode - Behind The Wheel
Kylie Minogue - I Believe In You
Franz Ferdinand - Take Me Out
White Rose Movement - London's Mine
Fall Out Boy - Dance Dance
Prince - Kiss
Muse - Supermassive Black Hole
Basement Jaxx - Do Your Thing
Scissor Sisters - Kiss You Off
Robbie Williams - Rudebox
Interpol - Slow Hands
Madonna - Jump
Mattafix - Cool Down The Pace
Justin Timberlake - SexyBack
Klaxons - Magick
Prodigy - Voodoo People
The Strokes - Heart in a Cage
Moby - New York New York
Beck - Girl
Belle and Sebastian - We Are The Sleepyheads
Blur - Girls And Boys
Chemical Brothers - Believe
dEUS - What We Talk About (When We Talk About Love)
Franz Ferdinand - Do You Want To
The Killers - Somebody Told Me
Gotan Project - Diferente
Madonna - Hung Up
The Queen - Show Must Go On
Ovvero una compilation per il 31.12, da sentire, un po' da ballare e un po' da ascoltare da mangiare da parlare da guardare, una compilation fatta di canzoni di quest'anno, di quello prima, e di quelli prima ancora, una compilation per la sera ed il mattino.
Una compilation per riscaldare la serata, per raffreddarla, per ricordarla e per dimenticarla.
Del resto, nuovo anno o no: The Show Must Go On.
Junior Boys - The Equalizer
Royksopp - Circuit Breaker
Scissor Sisters - Confortably Numb
Carpark North - Human
Kraftwerk - Popcorn
Prodigy - Narayan
The Delays - Valentine
Primal Scream feat Kate Moss - Some Velvet Morning
Nelly Furtado - Promiscous
Depeche Mode - Behind The Wheel
Kylie Minogue - I Believe In You
Franz Ferdinand - Take Me Out
White Rose Movement - London's Mine
Fall Out Boy - Dance Dance
Prince - Kiss
Muse - Supermassive Black Hole
Basement Jaxx - Do Your Thing
Scissor Sisters - Kiss You Off
Robbie Williams - Rudebox
Interpol - Slow Hands
Madonna - Jump
Mattafix - Cool Down The Pace
Justin Timberlake - SexyBack
Klaxons - Magick
Prodigy - Voodoo People
The Strokes - Heart in a Cage
Moby - New York New York
Beck - Girl
Belle and Sebastian - We Are The Sleepyheads
Blur - Girls And Boys
Chemical Brothers - Believe
dEUS - What We Talk About (When We Talk About Love)
Franz Ferdinand - Do You Want To
The Killers - Somebody Told Me
Gotan Project - Diferente
Madonna - Hung Up
The Queen - Show Must Go On
31.12. wispy day.
31.12.
Look ahead with a bit of wit.
"Lay down
Lay down
Lay your sweet lovely on the ground
Lay your love on the track
We're gonna break the monster's back
Yes we are...
Lay down your treasure
Lay it down now brother
You don't have time
For a jealous lover
As you enter this life
I pray you depart
With a wrinkled face
And a brand new heart
I don't know if I can take it
I'm not easy on my knees
Here's my heart you can break it
I need some release, release, release
We need
Love and peace
Love and peace"
Look ahead with a bit of wit.
"Lay down
Lay down
Lay your sweet lovely on the ground
Lay your love on the track
We're gonna break the monster's back
Yes we are...
Lay down your treasure
Lay it down now brother
You don't have time
For a jealous lover
As you enter this life
I pray you depart
With a wrinkled face
And a brand new heart
I don't know if I can take it
I'm not easy on my knees
Here's my heart you can break it
I need some release, release, release
We need
Love and peace
Love and peace"
29 dicembre 2006
The Prestige
Il regista di Memento, uno dei film più intricati e geniali che io abbia mai visto, non poteva deluderci ancora, dopo lo scarso e commerciale Batman Begins. E quindi eccoci al cinema a vedere questo nuovo The Prestige, storia di maghi, illusionisti e segreti. Storia di tradimenti, anche.
Un cast d'eccezione senza dubbio, per il film accompagnato dalla peggior commercializzazione mai vista ad Hollywood: dal trailer si evinceva a malapena la presenza di Hugh Jackman, mentre il regista non veniva nemmeno menzionato. Invece eccoli qui, tutti di seguito: Christian Bale prima di tutti, Michael Caine ovviamente, Scarlett Johanssonn come sempre, Hugh Jackman sorprendentemente, il tutto accompagnato dal ritorno sul grande schermo di David Bowie, che è un mito eterno e lo sappiamo. Una trama appassionante e coinvolgente, ricca, densa di cambiamenti di registro e di effetti a sorpresa; un finale che può risultare spiacevole, forse anche banale, ma senza dubbio non può sembrare deludente: perchè a metà film si prevede quel tanto che basta a rosicare alla fine per non aver previsto il resto. Una regia mossa e lucida, primi piani, luci e ombre, l'atmosfera giusta per entrare nell'occhio del pubblico. Il teatro nel cinema, il cinema nel teatro. Qualche scena un po' inquietante, ma niente di che. L'angoscia, riserviamola per il prossimo spettacolo.
Non dimentichiamo poi: titoli di coda accompagnati da Thom Yorke. Micacazzi.
27 dicembre 2006
Valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca
A mia madre
In te sono stato albume, uovo, pesce.
Le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro,
un milione di volte mi sono ingrandito.
Fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota
perchè il vuoto l'ho portato con me.
Sono venuto nudo,
mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore,
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca
tutte le parole a cucchiaini,
tranne una: mamma.
Quella l'inventa il figlio
sbattendo le due labbra,
quella l'insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare,
a friggere le pizze,
a scrivere una lettera,
ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate,
ti ho versato il vino e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione, non ancora,
da te ho imparato il lutto e l'ora di finirlo,
a tuo padre somiglio,
a tuo fratello, non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
con il loro peso,
a te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra.
Ti darò al fuoco fratello
del vulcano
che ci orientava il sonno.
Ti spargerò nell'aria dopo l'acquazzone
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.
Erri De Luca
Le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro,
un milione di volte mi sono ingrandito.
Fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota
perchè il vuoto l'ho portato con me.
Sono venuto nudo,
mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore,
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca
tutte le parole a cucchiaini,
tranne una: mamma.
Quella l'inventa il figlio
sbattendo le due labbra,
quella l'insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare,
a friggere le pizze,
a scrivere una lettera,
ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate,
ti ho versato il vino e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione, non ancora,
da te ho imparato il lutto e l'ora di finirlo,
a tuo padre somiglio,
a tuo fratello, non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
con il loro peso,
a te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra.
Ti darò al fuoco fratello
del vulcano
che ci orientava il sonno.
Ti spargerò nell'aria dopo l'acquazzone
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.
Erri De Luca
23 dicembre 2006
Season Greetings
E' natale, e se guardi il cielo oggi, ti domandi che casini hai fatto col calendario, il cielo è più azzurro che mai. E' natale e io ne auguro uno buono a me, e uno buonissimo a tutti gli altri. Un natale senza rumore, anzi, accompagnato dalle voci che più vi aggradano, possibilmente. Cosa c'è di più fastidioso di una voce sgradevole a natale? Di una persona non voluta?
E' natale, e solo a natale il rosso e il bianco si fondono e non formano il rosa, e i sorrisi tornano di moda e la fretta diventa quasi necessaria. E ancora devo crescere, a natale, sono ancora piccolo, ho bisogno di vitamine.
Un'unica richiesta al grande Babbo che Tutto Da e Niente Chiede:
Please could you stop the noise? I'm trying to get some rest.
Auguri!
fK
E' natale, e solo a natale il rosso e il bianco si fondono e non formano il rosa, e i sorrisi tornano di moda e la fretta diventa quasi necessaria. E ancora devo crescere, a natale, sono ancora piccolo, ho bisogno di vitamine.
Un'unica richiesta al grande Babbo che Tutto Da e Niente Chiede:
Please could you stop the noise? I'm trying to get some rest.
[qui ci andrebbe una foto natalizia, ma su Google Images sono tutte orrende!]
Auguri!
fK
21 dicembre 2006
Love within
Mai come quest'anno la vita segnata da tante tappe.
Mai come quest'anno il bisogno è stato infranto tante volte.
Mai come quest'anno le mie dita intrecciate ad altre.
Mai come quest'anno il suono è stato così forte.
Mai come quest'anno la testa è andata così veloce e così lenta.
Mai come quest'anno ho pagato, mai come quest'anno ho chiesto agli altri.
Mai come quest'anno ho pregato senza volerlo, ho bestemmiato senza volerlo.
Mai come quest'anno l'amore.
Mai come quest'anno il sorriso mi ha tagliato.
Mai come quest'anno il telefono, e lo squillo, e l'ansia dopo.
Mai come quest'anno le sensazioni mi hanno dipinto la faccia.
Mai come quest'anno l'offesa si è sentita così tanto.
Mai come quest'anno ho fatto l'amore, mai come quest'anno.
Mai come quest'anno gli occhi hanno cercato gli occhi, ma le risposte, tutte così strane.
Mai come quest'anno ho stretto le mani, mai come quest'anno la corda scivolava.
Mai come quest'anno la mia voce ha seguito la tua.
Mai come quest'anno ho cantato ho imitato ho ascoltato ho seguito e criticato.
Mai come quest'anno non c'era nessuno.
Mai come quest'anno gli animali così tristi.
Mai come quest'anno il tempo che scorre, mai come quest'anno le ore di attesa.
Mai come quest'anno ho visto le notti, mai come quest'anno ho vissuto le albe, mai come quest'anno il mattino.
Mai come quest'anno l'estate è scivolata, di fiato saliva e sudore.
Mai come quest'anno ho guardato il sole.
Mai come quest'anno mi sono arreso.
Mai come quest'anno il verde dell'erba, mai il blu del mare, mai il rosso nel cuore.
Mai come quest'anno la paura.
Mai come quest'anno l'ospedale, visto così tanto, raggiunto così tanto, odiato così tanto, sperato così tanto.
Mai come quest'anno ho corso in macchina, e la legge così diversa da me.
Mai come quest'anno il fascino dell'odio.
Mai come quest'anno la poesia.
Mai come quest'anno le foto, e le lacrime sopra.
Mai come quest'anno le persone da prendere e sbattere al muro, alcune per cattiveria, altre no.
Mai come quest'anno un messaggio ti lascia senza fiato ed è tutto diverso.
Mai come quest'anno ho vissuto il freddo e il metallo e il bianco dei muri, e ho visto le macchine attaccate al corpo.
Mai come quest'anno i pranzi così importanti, le parole con il cibo in bocca.
Mai come quest'anno i profumi.
Mai come quest'anno il maglione.
Mai come quest'anno i discorsi.
Mai come quest'anno i segreti.
Mai come quest'anno ho tradito.
Mai come quest'anno la speranza.
Mai come quest'anno il bisogno è stato infranto tante volte.
Mai come quest'anno le mie dita intrecciate ad altre.
Mai come quest'anno il suono è stato così forte.
Mai come quest'anno la testa è andata così veloce e così lenta.
Mai come quest'anno ho pagato, mai come quest'anno ho chiesto agli altri.
Mai come quest'anno ho pregato senza volerlo, ho bestemmiato senza volerlo.
Mai come quest'anno l'amore.
Mai come quest'anno il sorriso mi ha tagliato.
Mai come quest'anno il telefono, e lo squillo, e l'ansia dopo.
Mai come quest'anno le sensazioni mi hanno dipinto la faccia.
Mai come quest'anno l'offesa si è sentita così tanto.
Mai come quest'anno ho fatto l'amore, mai come quest'anno.
Mai come quest'anno gli occhi hanno cercato gli occhi, ma le risposte, tutte così strane.
Mai come quest'anno ho stretto le mani, mai come quest'anno la corda scivolava.
Mai come quest'anno la mia voce ha seguito la tua.
Mai come quest'anno ho cantato ho imitato ho ascoltato ho seguito e criticato.
Mai come quest'anno non c'era nessuno.
Mai come quest'anno gli animali così tristi.
Mai come quest'anno il tempo che scorre, mai come quest'anno le ore di attesa.
Mai come quest'anno ho visto le notti, mai come quest'anno ho vissuto le albe, mai come quest'anno il mattino.
Mai come quest'anno l'estate è scivolata, di fiato saliva e sudore.
Mai come quest'anno ho guardato il sole.
Mai come quest'anno mi sono arreso.
Mai come quest'anno il verde dell'erba, mai il blu del mare, mai il rosso nel cuore.
Mai come quest'anno la paura.
Mai come quest'anno l'ospedale, visto così tanto, raggiunto così tanto, odiato così tanto, sperato così tanto.
Mai come quest'anno ho corso in macchina, e la legge così diversa da me.
Mai come quest'anno il fascino dell'odio.
Mai come quest'anno la poesia.
Mai come quest'anno le foto, e le lacrime sopra.
Mai come quest'anno le persone da prendere e sbattere al muro, alcune per cattiveria, altre no.
Mai come quest'anno un messaggio ti lascia senza fiato ed è tutto diverso.
Mai come quest'anno ho vissuto il freddo e il metallo e il bianco dei muri, e ho visto le macchine attaccate al corpo.
Mai come quest'anno i pranzi così importanti, le parole con il cibo in bocca.
Mai come quest'anno i profumi.
Mai come quest'anno il maglione.
Mai come quest'anno i discorsi.
Mai come quest'anno i segreti.
Mai come quest'anno ho tradito.
Mai come quest'anno la speranza.
19 dicembre 2006
Come.
Come la canzone di Damien Rice, avete presente? "Rootless Tree", si chiama. Senza radici. Che poi è una coincidenza, ma insomma l'ho ascoltata appena dopo "Chicago", di Sufjan Stevens, così per caso, ed è stato strano scoprire che i due dicono esattamente le stesse cose, ma con una dolcezza così diversa, quella di Rice è senza dubbio più ruvida. Che poi Stevens e Rice hanno tanto in comune. Che poi non centra niente. Comunque, Albero Senza Radici. Stupenda. Ripete le parole "Let me out" per trenta volte, che sembrano cinquanta, e ne ricordano cento, e vorresti fossero mille. E poi dice una cosa bellissima, dice "Fuck You, Fuck You, Love You, and all We've been through", ed è incredibile pensare che quello che traspare, alla fine, è quanto è stato bello, eppure tra le parole usa la più rabbiosa esclamazione del mondo, senza età, senza lingua, senza confini. Per rendere comprensibile il ricordo di un amore bisogna insultare, e gridare, e allora tutti ascolteranno e capiranno quanto è stato bello, e tutto è così upside-down. Bizzarro no? Bestemmia, e ti urleranno contro. Sorridi, e ti ignoreranno. Bestemmia sorridendo, e otterrai l'amore. E quindi in una giornata come questa, che il cielo è grigio di sudore e gli occhi sono sporchi di sonno, vorresti ascoltarle in continuazione, robe così. Quasi ad infliggertele, cilicio che vibra, per risvegliare i sensi, e trovare un po' di blu marino nel rosso delle guance stanche. La testa non ascolta, è troppo presa a capire, ondeggia al ritmo di una cosa che non ha ritmo, è tutto senza senso, in giornate come questa. Le canzoni mi deprimono.
Tutte.
Tutte.
16 dicembre 2006
Preghiera
Dio, dammi la grazia
e i piedi per danzare,
e la potenza per impressionare
Dio, dammi la grazia
e i piedi per danzare,
fammi brillare più della luna.
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare una ricompensa?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno.
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
e li abbaglierò tutti.
In piedi nella pista da ballo gremita
i nostri corpi lanciati a tempo,
io, silente durante la settimana,
stanotte pretendo ciò che è mio
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare un premio?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò tutti.
Bloc Party -
traduzione di the fK
e i piedi per danzare,
e la potenza per impressionare
Dio, dammi la grazia
e i piedi per danzare,
fammi brillare più della luna.
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare una ricompensa?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno.
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
e li abbaglierò tutti.
In piedi nella pista da ballo gremita
i nostri corpi lanciati a tempo,
io, silente durante la settimana,
stanotte pretendo ciò che è mio
E' davvero sbagliato desiderare riconoscenza?
Assecondare il migliore,
portarla su?
E' davvero sbagliato desiderare un premio?
Volere di più di ciò che ci è dato?
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò con il mio ingegno
Stanotte rendimi inarrestabile,
io li affascinerò, li colpirò come una lama
li abbaglierò tutti.
Bloc Party -
traduzione di the fK
14 dicembre 2006
Matrimonio e Astinenza
A pochi giorni dalla Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS, finalmente c'è chi propone una soluzione concreta al problema. L'infezione è in costante aumento soprattutto nelle zone più povere del continente africano, dove la situazione sembra ormai giunta a un punto di non ritorno, e dove i contagi proliferano giornalmente senza tregua; quindi, quale occasione migliore per il nostro beneamato Santo Padre, di un colloquio con il neo-eletto ambasciatore del Lesotho, Makase Nyaphisi, per proporre la sua fenomenale idea? E così il papa ha preso la parola, e dopo averci ricordato, 'n sia mai che ce lo dimentichiamo, che gli omosessuali se non si possono curare è meglio bruciarli (insomma forse le parole non erano proprio queste, ma i concetti..), e quindi di preparare gli accendini, ha poi esclamato:
"Fedeltà all'interno del Matrimonio, ed astinenza al di fuori di esso!"
Sì, avete capito bene, questa è la soluzione all'AIDS, e sembra che nessuno ci avesse pensato prima, menomale che c'è un papa così intelligente e così premuroso... Pare che la frase l'abbia detta seriamente, nonostante in molti abbiao continuato a lungo a pensare che fosse una divertente facezia; quindi ha continuato il suo discorso inerpicandosi in chissà quali metafore filosofiche per esprimere in sole 8.000 parole il difficilissimo concetto che "Gesù è molto buono". Ovviametne, il tutto accompagnato dal famoso ghigno che lo ha reso celebre sia tra i pitbull che tra i nazisti di tutto il mondo.
Non possiamo che inginocchiarci di fronte a tale genialità. Da domani saranno in vendita dentro i confessionali di San Pietro, in edizione limitata, le magliette per uomo con scritto "Io lo do solo a mia moglie", e le canottierine per donna che, per problemi di spazio, sono un po' più sintetiche, e riportano solamente la frase:"Io non la do".
Gasp...
"Fedeltà all'interno del Matrimonio, ed astinenza al di fuori di esso!"
Sì, avete capito bene, questa è la soluzione all'AIDS, e sembra che nessuno ci avesse pensato prima, menomale che c'è un papa così intelligente e così premuroso... Pare che la frase l'abbia detta seriamente, nonostante in molti abbiao continuato a lungo a pensare che fosse una divertente facezia; quindi ha continuato il suo discorso inerpicandosi in chissà quali metafore filosofiche per esprimere in sole 8.000 parole il difficilissimo concetto che "Gesù è molto buono". Ovviametne, il tutto accompagnato dal famoso ghigno che lo ha reso celebre sia tra i pitbull che tra i nazisti di tutto il mondo.
Non possiamo che inginocchiarci di fronte a tale genialità. Da domani saranno in vendita dentro i confessionali di San Pietro, in edizione limitata, le magliette per uomo con scritto "Io lo do solo a mia moglie", e le canottierine per donna che, per problemi di spazio, sono un po' più sintetiche, e riportano solamente la frase:"Io non la do".
Gasp...
Il tempo perso
Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente.
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po' da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?
Jacques Prévert
11 dicembre 2006
Klaxons - Magick
La canzone dell'anno secondo NME è "Over and Over", degli Hot Chip.
La canzone dell'anno secondo fK è "Magick" dei Klaxons.
Il video dell'anno secondo DoCopenaghen è "Here it goes again" degli Ok Go.
Il video dell'anno secondo fK è "Magick" dei Klaxons.
Il concerto più atteso secondo RollingStone sono i Muse, a Wembley.
Il concerto più atteso secondo fK sono i Klaxons. (Quando, e dove, non si sa.)
Il sito meno Web 2.0 nella storia secondo tutti è quello dei Klaxons.
Il sito meno Web 2.0 nella storia secondo fK, è quello dei Klaxons.
10 dicembre 2006
òendanleiki
Il blog, già. Il blog.
Non fossi così perdutamente attento a ciò che mi succede, neanche ci penserei più, al blog. Ma lo sono, e quindi ogni tanto mi casca l'occhio sulla desolazione degli avvenimenti di fuori, più che sul proliferarsi infinito di quelli di dentro. Magari non mi succede nulla, ed ecco come scorrono veloci anche quattro giorni di permanenza nell'acquario della stasi, senza che nessuno turbi quest'ordine così dogmatico, luterano: però non serve a niente guardarsi da dietro una gabbia, no?
E quindi c'è il blog. Che rompe il vetro dell'acquario, acqua dappertutto, un casino, corri a prendere gli stracci che si rovina il parquet.
E insomma quando uno è felice scrive poco, e io sono felice, ormai lo dico senza vergogna. Forse dovrei andare da un analista, da uno psicologo, prego si accomodi, insomma è lei il caso patologico dell'anno, la prima persona al mondo ad essere felice senza un motivo apparente, lei sa che ha bisogno di cure vero? Sono felice. Con tutto quello che c'è all'esterno dovrei arrossire, dovrei tenerlo per me, forse. Ma come si fa, quando sei così pieno di cose da non riuscire a trattenerle nemmeno con gli occhi o con la bocca, nemmeno con la pelle? La pelle, proprio lei, quella che fa piangere il cuore per davvero e che non va via nemmeno strofinando forte, e mica è come l'amore, che si lava col sapone e poi non resta più niente; e i Radiohead, questo, l'avevano capito da un secolo. La pelle non va via.
Ah, per finire.
I Klaxons. Sono grandi, io li ascolto spesso, questi giorni. Hanno quell'atmosfera agrodolce che li renderebbe perfetti sia per l'amante che per il nemico.
Magick.
Non fossi così perdutamente attento a ciò che mi succede, neanche ci penserei più, al blog. Ma lo sono, e quindi ogni tanto mi casca l'occhio sulla desolazione degli avvenimenti di fuori, più che sul proliferarsi infinito di quelli di dentro. Magari non mi succede nulla, ed ecco come scorrono veloci anche quattro giorni di permanenza nell'acquario della stasi, senza che nessuno turbi quest'ordine così dogmatico, luterano: però non serve a niente guardarsi da dietro una gabbia, no?
E quindi c'è il blog. Che rompe il vetro dell'acquario, acqua dappertutto, un casino, corri a prendere gli stracci che si rovina il parquet.
E insomma quando uno è felice scrive poco, e io sono felice, ormai lo dico senza vergogna. Forse dovrei andare da un analista, da uno psicologo, prego si accomodi, insomma è lei il caso patologico dell'anno, la prima persona al mondo ad essere felice senza un motivo apparente, lei sa che ha bisogno di cure vero? Sono felice. Con tutto quello che c'è all'esterno dovrei arrossire, dovrei tenerlo per me, forse. Ma come si fa, quando sei così pieno di cose da non riuscire a trattenerle nemmeno con gli occhi o con la bocca, nemmeno con la pelle? La pelle, proprio lei, quella che fa piangere il cuore per davvero e che non va via nemmeno strofinando forte, e mica è come l'amore, che si lava col sapone e poi non resta più niente; e i Radiohead, questo, l'avevano capito da un secolo. La pelle non va via.
Ah, per finire.
I Klaxons. Sono grandi, io li ascolto spesso, questi giorni. Hanno quell'atmosfera agrodolce che li renderebbe perfetti sia per l'amante che per il nemico.
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