In Rainbows ha già fatto la storia ancor prima di un ascolto, per il suo particolarissimo modo di vedere la luce. Poi succede che una mattina ti svegli, lo hai sul tuo computer, lo ascolti, e non lo togli più dalla mente. In Rainbows farà anche un'altra storia. La mia.
Eccovi la mia umile recensione.
15 Step: l'opener più anticipato di sempre confonde, spiazza, ma non delude. Forse una delle tracce meno riuscite di In Rainbows, risente un po' troppo della passione di Thom per i loop digitali, e sembra quasi uscita dal suo The Eraser. Una bella canzone in ogni caso, prepara in modo del tutto inatteso al resto dell'album.
Bodysnatchers: con il riff alla The Bends e con l'atmosfera da vero "ritorno alle origini" eccoci entrati nel vivo dell'opera; da ora in poi è un'ascesa vorticosa. La voce di Thom si arrampica, cavalca il ritmo in maniera impeccabile e duetta con l'acido suono della chitarra elettrica. Da tenere in considerazione, è di quelle canzoni che aumentano la confidenza con il numero di ascolti.
Nude: dieci anni di elaborazione hanno fatto davvero bene a questo scarto di Ok Computer; rivisitata, stravolta, memore delle conquiste di questo lungo periodo, ci fa emozionare presentandoci i primi momenti davvero lirici dell'album. La nuova Exit Song, con un finale mozzafiato che ci immerge passionalmente in un cartone animato degli anni sessanta.
Wird Fishes/Arpeggi: la magia della produzione di Godrich appare qui in tutta la sua forma. Un brano scritto per un'orchestra sinfonica diventa, incredibilmente, ritmato da una batteria insistente, pieno di chitarre e sintetizzatori; e funziona in maniera egregia. La ninna nanna del futuro cattura l'ascoltatore e non lo molla conducendolo a un finale spiazzante e asimmetrico.
All I Need: la canzone non ha bisogno di recensioni. E' il capolavoro annunciato, è l'amore in versi, è ancora più bella che in versione live, è pazzesca.
Faust Arp: la novità mai ascoltata dell'album, una ballata di due minuti che sembra applicare in maniera impeccabile tutte le regole del caso. Melodia originale ed orecchiabile, arrangiamento ben costruito, nessuna pretesa particolare: quasi un momento per riflettere.
Reckoner: un pugno nel naso per una versione restaurata e irriconoscibile della hit degli scorsi live. Un altro apice di virtuosismo per la voce di Thom, un altro momento topico di un album che di momenti topici ne ha anche troppi. Quando arriva il pianoforte ti chiedi se può esistere un modo ancora più perfetto di rendere la canzone: incredibile ma vero, no. Quando l'armonia passa a un coro in multitraccia ti chiedi se ha senso andare avanti con l'ascolto: incredibile ma vero, sì.
House of Cards: il linguaggio tipico degli ultimi Radiohead, che era andato un po' sparendo nelle ultime tracce dell'album, torna qui a farsi sentire prepotentemente. Una semplice sequenza di accordi acquista profondità e spessore grazie alla presenza di una voce effettata ed invadente, che non ti esce dalla testa per cinque minuti e mezzo. Un'altra canzone trabocchetto: diventerà sempre più bella con il passare del tempo.
Jigsaw Falling Into Place: rock, come lo fanno i Radiohead. Forse la seconda sul mio podio personale, la vecchia Open Pick, ora rinominata in modo bizzarro, coinvolge all'inverosimile. La prima metà è canzone, la seconda metà è musica.
Videotape: per animi teneri e pronti alle lacrime, la vera soft song del disco arriva dritta al cuore, conclusione di un percorso tanto ardito quanto elevato. Un ritmo prima prevedibile poi sconclusionato ci fa volare sopra il tappeto di pianoforte e l'infinito ritornello, e non vorremmo mai scendere; ci chiediamo se i Radiohead sono mai stati così dolci.
10 ottobre 2007
inrainbows.zip
E' qui.
A presto.
[UPDATE: E' presto per giudicare, sono ancora a due soli ascolti più qualche traccia spuria ripetuta qualche volta. Non voglio sbilanciarmi molto. Quindi, senza sbilanciarmi molto, dirò che è un capolavoro.]
A presto.
[UPDATE: E' presto per giudicare, sono ancora a due soli ascolti più qualche traccia spuria ripetuta qualche volta. Non voglio sbilanciarmi molto. Quindi, senza sbilanciarmi molto, dirò che è un capolavoro.]
09 ottobre 2007
Una volta al giorno
Una volta al giorno mi risveglio e dò di matto. Una volta al giorno faccio il letto, lo disfaccio, mi ci butto a peso morto. Una volta al giorno bevo latte, una volta sono forte, una volta sono adulto, una volta sono bimbo. Una volta al giorno uso la doccia, una volta asciugo il corpo, più di una vanitoso uso lo specchio. Una volta al giorno guardo quello che è successo alla tivvù, leggo il giornale. Una volta al giorno tiro in basso le serrande, una volta le riapro, una volta chiudo gli occhi per dormire, una volta li riapro.Una volta al giorno sono pronto per uscire. Una volta al giorno ceno stanco ed affamato, una volta pranzo illuso e frastornato. Una volta al giorno penso a chi ho amato dapprima, neanche una a chi ha seguito. Una volta al giorno vado sulla tangenziale, una volta sono in centro o sul raccordo. Una volta al giorno vesto bene, una volta vesto male, raramente sono nudo. Una volta al giorno spero in quello che vorrei, una volta mi rattristo a non averlo. Una volta al giorno penso sia l'ultima volta. In tutte queste volte ci sei tu.
08 ottobre 2007
E ciò che vedi perso, è perso.
"Fulsere quondam candidi tibi soles,
Cum ventitabas quo puella ducebat
Amata nobis quantum amabitur nulla."
[Un'altra vita, saremo onesti. Saremo capaci di tacere.]
Cum ventitabas quo puella ducebat
Amata nobis quantum amabitur nulla."
[Un'altra vita, saremo onesti. Saremo capaci di tacere.]
06 ottobre 2007
Elbow - Forget Myself
Il trailer del nuovo film di Richard Kelly (quelli di Donnie Darko per intenderci) ha avuto il bellissimo effetto di farmi tornare la voglia di Elbow, matta come sempre.
Godetevi il video del giorno.
Control
02 ottobre 2007
Girasoli
Ho sognato che tornavi, l'altra notte. Eri qui soltanto un giorno; poi andavi via di nuovo.
Ho sognato che tornavi senza dirlo; ti incontravo in una strada, un po' per caso: se la vita fosse fatta come un sogno la fortuna mi sarebbe familiare. Eri lì dentro una macchina, ed io che camminavo sguardo al cielo non me n'ero mica accorto. Poi mi vieni quasi addosso, mi spavento, guardo dentro e vedo te, cazzo il giallo mi ubriaca in un istante. Non capisco che succede, sai nei sogni non è facile squadrare bene i tempi; basta solo quel secondo e siamo dentro ad abbracciarci e poi mi prendi, un bacio lungo e caldo e bellico e bastardo. Poi nel dormiveglia tutto sfuma in un miscuglio, siamo lì che ci guardiamo, a me viene da sorriderti; mi dici qualche cosa ma non sento non ho udito, non tocco non ho tatto, non vedo non ho occhi perchè tutto è stato preso e impacchettato da quel bacio. Poi la sveglia mi riporta sulla terra, tra colori meno vivi e più banali. Non mi riesce di non piangere una lacrima; mi alzo.
Ho sognato che tornavi senza dirlo; ti incontravo in una strada, un po' per caso: se la vita fosse fatta come un sogno la fortuna mi sarebbe familiare. Eri lì dentro una macchina, ed io che camminavo sguardo al cielo non me n'ero mica accorto. Poi mi vieni quasi addosso, mi spavento, guardo dentro e vedo te, cazzo il giallo mi ubriaca in un istante. Non capisco che succede, sai nei sogni non è facile squadrare bene i tempi; basta solo quel secondo e siamo dentro ad abbracciarci e poi mi prendi, un bacio lungo e caldo e bellico e bastardo. Poi nel dormiveglia tutto sfuma in un miscuglio, siamo lì che ci guardiamo, a me viene da sorriderti; mi dici qualche cosa ma non sento non ho udito, non tocco non ho tatto, non vedo non ho occhi perchè tutto è stato preso e impacchettato da quel bacio. Poi la sveglia mi riporta sulla terra, tra colori meno vivi e più banali. Non mi riesce di non piangere una lacrima; mi alzo.
01 ottobre 2007
RADIOHEAD - IN RAINBOWS (Out October 10, 2007)

Lasciando il mercato discografico senza parole, e dimostrando di saper infrangere tutte le regole del caso, i Radiohead hanno annunciato sul loro sito, appositamente rimodernato, l'uscita del loro nuovo disco "In Rainbows". Il disco uscirà in digitale tra soli 9 giorni, il 10 ottobre 2007; può essere inoltre già preordinato nella versione cd, la cui uscita è prevista "prima del 3 dicembre 2007". Cosa assurda: privi di qualsiasi casa di distribuzione, i Radiohead autodistribuiranno il sito esclusivamente sul loro sito, almeno per il momento e fino a tempi migliori; credo sia un caso unico nella storia discografica, e se l'operazione si dimostrerà ben accetta dal grande pubblico è probabile che il mondo della musica di consumo possa subire una scossa di proporzioni difficilmente quantificabili al momento. Cosa ancora più assurda e che lascia il sottoscritto completamente privo di parole: il prezzo della versione download è... completamente di decisione del cliente! Il campo "prezzo" è lasciato vuoto, e un punto interrogativo spiega che il costo è "up to you": è incredibile e mai visto prima d'oggi.
Ma parliamo del disco.
La versione digitale contenente la tracklist "ufficiale" e disponibile appunto a brevissimo, è la seguente:
15 STEP
BODYSNATCHERS
NUDE
WEIRD FISHES/ARPEGGI
ALL I NEED
FAUST ARP
RECKONER
HOUSE OF CARDS
JIGSAW FALLING INTO PLACE
VIDEOTAPE
per un totale di 10 tracce, tra le quali spiccano le bellissime e già sentite Videotape e Bodysnatchers, e tra le quali brilla, al quinto posto, la meravigliosa All I Need (che anche solo in versione live è stata la canzone preferita del sottoscritto per lungo tempo).
La versione cd in uscita tra qualche mese conterrà, oltre al disco ufficiale, anche un secondo cd con otto nuove canzoni in più:
MK 1
DOWN IS THE NEW UP
GO SLOWLY
MK 2
LAST FLOWERS
UP ON THE LADDER
BANGERS AND MASH
4 MINUTE WARNING
Ma parliamo del disco.
La versione digitale contenente la tracklist "ufficiale" e disponibile appunto a brevissimo, è la seguente:
15 STEP
BODYSNATCHERS
NUDE
WEIRD FISHES/ARPEGGI
ALL I NEED
FAUST ARP
RECKONER
HOUSE OF CARDS
JIGSAW FALLING INTO PLACE
VIDEOTAPE
per un totale di 10 tracce, tra le quali spiccano le bellissime e già sentite Videotape e Bodysnatchers, e tra le quali brilla, al quinto posto, la meravigliosa All I Need (che anche solo in versione live è stata la canzone preferita del sottoscritto per lungo tempo).
La versione cd in uscita tra qualche mese conterrà, oltre al disco ufficiale, anche un secondo cd con otto nuove canzoni in più:
MK 1
DOWN IS THE NEW UP
GO SLOWLY
MK 2
LAST FLOWERS
UP ON THE LADDER
BANGERS AND MASH
4 MINUTE WARNING
Qui si è completamente senza parole, e si aspetta con trepidazione, riflettendo su quanto sarebbe giusto pagare il download di un album così atteso. Perchè comprerò il download, ovviamente. Voglio premiare chi riesce in modo così delicato a fare rivoluzioni: senza sangue.
29 settembre 2007
I Movimenti Remoti
"Chi volesse sapere qualcosa di me, non venga qui; vada nella città tale, la via tale e chieda degli abiti del tale, magari soltanto per vederli, li appenda, così come sono, metta il fazzoletto nella tasca sinistra dei calzoni, faccia il nodo alla cravatta meglio che può e così si guardi attorno, guardi quelli che gli stanno attorno, e troverà di me tutto ciò che vorrà, vita, morte, miracoli. Ma non venga qui, non venga qui, qui non si suona nessun campanello, non si può chiedere di nessuno perchè nessuno abita, non ci sono abiti e allora cosa troverebbe?
L'indifferenza che può emanare una casa inabitata da lungo tempo, senza una strada, dei tram, soltanto erba, papaveri, camomilla, api, mosconi.
E se volesse proprio venire, non venga per vedere qualcosa di me, ma si porti un libro e si segga qui, a leggere.
Temo però che non ci resterà molto tempo.
Sembra ci sia qualcosa, qui, che non fa restare nessuno."
"Vi sono casi in cui qualcuno di noi
intuita la propria figurazione
nelle calcinose urne di un sotterraneo
la scrolla dalle fragili giunture
finchè i devoti atteggiamenti
non ricadano, sconvolti,
nell'umida cavità.
Oppure,
staccata dal lucido cranio l'irta capigliatura
se la pone addosso
come un'agitata parrucca.
Ma poi riprendiamo in crescendo,
vagante compagine,
le canore abitudini."
L'indifferenza che può emanare una casa inabitata da lungo tempo, senza una strada, dei tram, soltanto erba, papaveri, camomilla, api, mosconi.
E se volesse proprio venire, non venga per vedere qualcosa di me, ma si porti un libro e si segga qui, a leggere.
Temo però che non ci resterà molto tempo.
Sembra ci sia qualcosa, qui, che non fa restare nessuno."

"Vi sono casi in cui qualcuno di noi
intuita la propria figurazione
nelle calcinose urne di un sotterraneo
la scrolla dalle fragili giunture
finchè i devoti atteggiamenti
non ricadano, sconvolti,
nell'umida cavità.
Oppure,
staccata dal lucido cranio l'irta capigliatura
se la pone addosso
come un'agitata parrucca.
Ma poi riprendiamo in crescendo,
vagante compagine,
le canore abitudini."
Crash Test
Io sono il vetro, sono la sabbia, sono la polvere.
Io sono il muso, sono il metallo, sono il freddo.
Io sono l'aria, io sono il volo.
Sei tu, che mi corri incontro?
Io sono il muso, sono il metallo, sono il freddo.
Io sono l'aria, io sono il volo.
Sei tu, che mi corri incontro?
26 settembre 2007
Hoping for a miracle
Dovrei cambiare blog, oggi: questo qui fa parte di ieri, mentre oggi è tutto un altro giorno. In realtà dovrei cambiare me. Cambiare taglio di capelli, tingerli di rosso. Da oggi potrei finalmente farmi quel piercing sotto il labbro che ho sempre desiderato. Dovrei smettere di fumare, di mangiarmi le unghie. Dovrei imparare lo spagnolo ed iscrivermi in palestra. Da oggi potrei finalmente uscire la sera il giovedì. Potrei suonare quando voglio cosa voglio. Dovrei fare qualche pazzia oggi, tipo non so, uscire di casa da solo e piangere per tutto l'isolato. Dovrei urlare sotto la pioggia, ma manca la pioggia, e non sono bravo con i riti voodoo. Dovrei cercare i vecchi amori per esclamare "ce l'ho fatta, hai visto?", e poi sorridere contento. Dovrei mandare qualche email. Dovrei tornare dall'oculista, forse è l'ora degli occhiali, potrei cambiare un po' il mio aspetto. Dovrei informarmi per quei viaggi che avevo pensato di fare tra un pochino, un mese fuori in qualche posto. Da oggi posso partire senza avvertire nessuno. Dovrei studiare, oggi, la laurea è vicina e con lei tutto il resto. Dovrei avvertire tutti quanti, ma non lo faccio, devo ancora realizzare. Dovrei fare tante cose oggi, ma preferisco stare qui a fissare lo schermo, una sigaretta in mano, un pensiero in testa, una lacrima in viso.
Il 25 settembre c'era, il 26 settembre non c'è più.
Me ne sono liberato per sempre.
Il 25 settembre c'era, il 26 settembre non c'è più.
Me ne sono liberato per sempre.
24 settembre 2007
I - YOU
I:
- I'm so easy to please.
- I'm heading straight for the clouds.
- I'm separated twins.
- I'm the next act waiting in your wings.
- I'm the flash flood running through the ground.
- I'm an animal trapped in your warm car.
- I'm breaking my back just to know your name.
- I'm not a soldier.
- I'm feeling so good.
- I'm climbing up the walls.
- I'm waiting in line just to see if you care.
YOU:
- You are confusion that never stops.
- You are all I need.
- I'm so easy to please.
- I'm heading straight for the clouds.
- I'm separated twins.
- I'm the next act waiting in your wings.
- I'm the flash flood running through the ground.
- I'm an animal trapped in your warm car.
- I'm breaking my back just to know your name.
- I'm not a soldier.
- I'm feeling so good.
- I'm climbing up the walls.
- I'm waiting in line just to see if you care.
YOU:
- You are confusion that never stops.
- You are all I need.
22 settembre 2007
The Cinematics - A Strange Education
Percorrerò questa lunga strada
fino a trovare la via di casa,
verso un luogo familiare
dove riposarmi le ossa.
Il problema è che nulla sembra lo stesso,
il problema è che non credo lo sembrerà mai.
Oh, sei qui per me?
Tirami fuori dall'oceano,
prendimi di nuovo tra le braccia
naufrago, con l'amore che mi hai mandato.
La mia educazione così strana
mi porta tra le tue braccia di nuovo,
naufrago, perduto di nuovo.
Stelle nel cielo scuro
mi rivoltano la testa,
ma questa conversazione
mi prosciuga il sangue.
Il problema è che non so cosa dire,
il problema è che non lo saprò mai.
Oh, sei qui per me?
Tirami fuori dall'oceano,
prendimi di nuovo tra le braccia
naufrago, con l'amore che mi hai mandato.
La mia educazione così strana
mi porta tra le tue braccia di nuovo,
naufrago, perduto di nuovo.
Ho percorso questa lunga strada
cercando di raggiungere casa,
verso qualcuno di familiare,
come questa voce nel telefono.
Oh, sei qui per me?
Tirami fuori dall'oceano,
prendimi di nuovo tra le braccia
naufrago, con l'amore che mi hai mandato.
La mia educazione così strana
mi porta tra le tue braccia di nuovo,
naufrago, perduto di nuovo.
Avvicinati,
avvicinati e toccami.

[Ieri sera Gravity Fest '07; un pubblico di 50 persone, lo scandalo italiano non si risparmia mai. I Cinematics, più in forma che mai, hanno presentato il loro debutto, coatti, nani e bravi da morire. "A Strange Education", "Break" e "Race to the City", già notevolissime in studio, sono dal vivo quei capolavori che forse mancano all'album per elevarlo al di sopra della massa. Il cd comunque mi piace sempre di più, sta raggiungendo vette altissime nel mio personale panorama musicale, rallegra e rilassa con piccoli gioiellini uno dopo l'altro. The streets are on fire!]
fino a trovare la via di casa,
verso un luogo familiare
dove riposarmi le ossa.
Il problema è che nulla sembra lo stesso,
il problema è che non credo lo sembrerà mai.
Oh, sei qui per me?
Tirami fuori dall'oceano,
prendimi di nuovo tra le braccia
naufrago, con l'amore che mi hai mandato.
La mia educazione così strana
mi porta tra le tue braccia di nuovo,
naufrago, perduto di nuovo.
Stelle nel cielo scuro
mi rivoltano la testa,
ma questa conversazione
mi prosciuga il sangue.
Il problema è che non so cosa dire,
il problema è che non lo saprò mai.
Oh, sei qui per me?
Tirami fuori dall'oceano,
prendimi di nuovo tra le braccia
naufrago, con l'amore che mi hai mandato.
La mia educazione così strana
mi porta tra le tue braccia di nuovo,
naufrago, perduto di nuovo.
Ho percorso questa lunga strada
cercando di raggiungere casa,
verso qualcuno di familiare,
come questa voce nel telefono.
Oh, sei qui per me?
Tirami fuori dall'oceano,
prendimi di nuovo tra le braccia
naufrago, con l'amore che mi hai mandato.
La mia educazione così strana
mi porta tra le tue braccia di nuovo,
naufrago, perduto di nuovo.
Avvicinati,
avvicinati e toccami.

[Ieri sera Gravity Fest '07; un pubblico di 50 persone, lo scandalo italiano non si risparmia mai. I Cinematics, più in forma che mai, hanno presentato il loro debutto, coatti, nani e bravi da morire. "A Strange Education", "Break" e "Race to the City", già notevolissime in studio, sono dal vivo quei capolavori che forse mancano all'album per elevarlo al di sopra della massa. Il cd comunque mi piace sempre di più, sta raggiungendo vette altissime nel mio personale panorama musicale, rallegra e rilassa con piccoli gioiellini uno dopo l'altro. The streets are on fire!]
19 settembre 2007
Le mille e tre notti.
Nella notte mille e seconda mi risveglio in un abuso di pazienza. Sono stanco, piango lacrime, poi rido di me stesso. Sconvolto dal mio sogno getto indietro ciò che è stato e cambio idea: sulla gente, sulle cose e la realtà. "Io Ti ringrazio o mio Signore Santo e Altissimo" ripeto, giunto infine a realizzare nel concreto questi piani. "Tutto è giusto se è da te per te e con te che prendo quello che mi è dato" esclamo al cielo. Vedi, tu che stai leggendo puoi capire, noi figli di Dio e fratelli d'uomo non sappiamo se restare o dove andare, ogni scelta è una tortura che dovremmo risparmiarci. Io rinuncio d'ora innanzi alla saggezza, ad ogni bivio, alla follia del dire "questo" o dire "quello": tieni Tu il libero arbitrio o Sommo Altissimo, per me è solo un serpente che si nutre con la carne della coda. Non è forza o libertà l'avere forza o libertà: la vera gioia è nel sapere che si può anche non sapere. Perchè tutto è già accaduto nel passato, ed il futuro che mi dava turbamento solo ieri è già deciso; e nulla vi è al di fuori della grazia del Creatore. Con stupore osservo gli altri, così tristi ed affannati nel tentare di decidere una strada. Mi concedo un mutamento di opinione: dal deriderli convengo nel guardarli indifferente, non c'è modo di convincerli. Io so che è tutto quanto nella fisica del cosmo, che le leggi non s'infrangono, e che loro arriveranno a ciò che adesso io conosco solo se il futuro scritto lo prevede. Riservo queste righe a chi già sa e legge il già letto: perchè dietro l'orizzonte sono già nuovi orizzonti, figli e padri del presente.
Nella notte mille e terza divento tutto ciò che è stasi. Infine scopro il velo che nasconde l'entropia e la lascio andare. Regalo la vita agli ignoranti, io sono morto.
Nella notte mille e terza divento tutto ciò che è stasi. Infine scopro il velo che nasconde l'entropia e la lascio andare. Regalo la vita agli ignoranti, io sono morto.
17 settembre 2007
I'm deranged
C'è mezzo me qui in queste pagine, mezza mia vita in questo blog.
Quando ho iniziato, quasi due anni e mezzo fa (il 7 maggio del 2005 per la precisione) ero un altro uomo. Innamorato e corrisposto, pieno di aspettative e con davanti a me un futuro certo: fatto di università, conservatorio, pieno fino all'orlo di Roma, di storie d'amore con un senso, di amicizie stabili, impregnato di idee corrette e morale di ferro. Sapevo cosa amare e cosa odiare, conoscevo già le strade da imboccare e da evitare, ero certo dei miei limiti, e senza quel timore di doverli superare. Cantavo i Velvet, allora: e "Dovevo dirti molte cose" aveva un senso, un luogo, un motivo.
Poi il tempo è passato quasi senza avvertimenti, e un anno dopo era il 2 maggio 2006, ed io non ero più lo stesso. Davanti a me vedevo il nero e il bianco insieme ed era il vuoto: di una morte troppo rapida e della fine di un rapporto che era stato così bello. Il mio futuro era sicuro ancora un po', la laurea conquistata poco prima, le idee confuse sopra il resto ma con poca volontà e poco coraggio per decidere altrimenti. Avevo troppo su cui piangere per vivermi una scelta. Cantavo Vinicio Capossela, allora: e "Ovunque Proteggi" aveva un colore, un sapore, un odore.
Un battito di ciglia, un'avventura, una pazzia mi hanno portato poi al 10 maggio 2007. Quella persona che era triste un anno prima e che era allegra due anni indietro era come se si fosse suicidata: al suo posto non si sa, uno sconosciuto. Il mio futuro stava appeso a un filo strano e sottile, l'università che viaggiava rapida e costante, il conservatorio dietro a ridere di me. L'amore poi, una roba tutta strana in quel periodo: due occhi di un altro colore, sconosciuti e divertiti, mi guardavano sospirare da lontano. Cantavo gli Snow Patrol, allora: e "Signal Fire" aveva un nome, un età, un volto.
Poi era ieri ed ora è oggi. Con tutto il fumo diradato vedo intorno: e non capisco. Quelle scelte, le direzioni che avevo preso dopo ardue decisioni, mi hanno portato in una strada senza uscita. E non c'è un muro, qui davanti: ma c'è campagna ed aria e prati e non c'è l'ombra di un cartello a indirizzarmi. Il mio futuro? L'università che sta finendo e tutto il dopo a preoccuparmi. Il conservatorio ormai laggiù sepolto tra i sensi di colpa. I miei rapporti tutti in bilico tra il chissà il quando e il perchè. L'amore stanco ed affamato tra i ritorni le avventure e le speranze. La mia città a non bastarmi più, e Londra a cucinare come prima di ingoiarmi. La vita stessa a non spiegarsi come deve. Io canto poco in questi giorni.
E quando canto penso a tutto questo tempo, mi spavento e smetto subito.
Ora riprovo, con David Bowie. Perchè "I'm deranged" oggi ha un perchè, un come, un forse.
Se questa giornata avesse titoli di inizio, sarebbero questi.
Quando ho iniziato, quasi due anni e mezzo fa (il 7 maggio del 2005 per la precisione) ero un altro uomo. Innamorato e corrisposto, pieno di aspettative e con davanti a me un futuro certo: fatto di università, conservatorio, pieno fino all'orlo di Roma, di storie d'amore con un senso, di amicizie stabili, impregnato di idee corrette e morale di ferro. Sapevo cosa amare e cosa odiare, conoscevo già le strade da imboccare e da evitare, ero certo dei miei limiti, e senza quel timore di doverli superare. Cantavo i Velvet, allora: e "Dovevo dirti molte cose" aveva un senso, un luogo, un motivo.
Poi il tempo è passato quasi senza avvertimenti, e un anno dopo era il 2 maggio 2006, ed io non ero più lo stesso. Davanti a me vedevo il nero e il bianco insieme ed era il vuoto: di una morte troppo rapida e della fine di un rapporto che era stato così bello. Il mio futuro era sicuro ancora un po', la laurea conquistata poco prima, le idee confuse sopra il resto ma con poca volontà e poco coraggio per decidere altrimenti. Avevo troppo su cui piangere per vivermi una scelta. Cantavo Vinicio Capossela, allora: e "Ovunque Proteggi" aveva un colore, un sapore, un odore.
Un battito di ciglia, un'avventura, una pazzia mi hanno portato poi al 10 maggio 2007. Quella persona che era triste un anno prima e che era allegra due anni indietro era come se si fosse suicidata: al suo posto non si sa, uno sconosciuto. Il mio futuro stava appeso a un filo strano e sottile, l'università che viaggiava rapida e costante, il conservatorio dietro a ridere di me. L'amore poi, una roba tutta strana in quel periodo: due occhi di un altro colore, sconosciuti e divertiti, mi guardavano sospirare da lontano. Cantavo gli Snow Patrol, allora: e "Signal Fire" aveva un nome, un età, un volto.
Poi era ieri ed ora è oggi. Con tutto il fumo diradato vedo intorno: e non capisco. Quelle scelte, le direzioni che avevo preso dopo ardue decisioni, mi hanno portato in una strada senza uscita. E non c'è un muro, qui davanti: ma c'è campagna ed aria e prati e non c'è l'ombra di un cartello a indirizzarmi. Il mio futuro? L'università che sta finendo e tutto il dopo a preoccuparmi. Il conservatorio ormai laggiù sepolto tra i sensi di colpa. I miei rapporti tutti in bilico tra il chissà il quando e il perchè. L'amore stanco ed affamato tra i ritorni le avventure e le speranze. La mia città a non bastarmi più, e Londra a cucinare come prima di ingoiarmi. La vita stessa a non spiegarsi come deve. Io canto poco in questi giorni.
E quando canto penso a tutto questo tempo, mi spavento e smetto subito.
Ora riprovo, con David Bowie. Perchè "I'm deranged" oggi ha un perchè, un come, un forse.
Se questa giornata avesse titoli di inizio, sarebbero questi.
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