Ora cacciano gli islamici, tra poco toccherà ai negri, agli omosessuali, ai vecchi e ai comunisti.
Certe cose sono agghiaccianti.
"TORINO - Bouiriqi Bouchta, che da tempo si è autoproclamato imam di Torino, è stato espulso in applicazione alle norme antiterrorismo emanate dal ministro Pisanu. La polizia l'ha prelevato nella notte dalla sua abitazione nel quartiere di Porta Palazzo. L'imam sarebbe già in Marocco, suo paese d'origine.
Bouchta è da tempo al centro delle polemiche. E' stato uno dei primi imam ad arrivare a Torino, è titolare della più famosa macelleria araba a Porta Palazzo e, in passato, è stato promotore di diverse campagne, alcune delle quali tacciate di integralismo, come quella per il riconoscimento alle donne arabe del diritto a tenere il velo nelle fototessera sui documenti.
Dopo l'11 settembre venne accusato di aver espresso solidarietà a Bin Laden durante una preghiera in moschea, ma lui ha sempre negato la circostanza.
C'era lui in prima fila alla manifestazione che si tenne a Roma per chiedere la liberazione dei tre ostaggi italiani rapiti in Iraq, Stefio, Cupertino e Agliana.
Nel novembre 2003, in occasione dell'espulsione dall'Italia dell'imam di Carmagnola, Abdoul Mamour, Bouchta criticò il provvedimento. "Noi - dichiarò - seminiamo amore e non odio, come dice la Lega Nord che specula sugli immigrati. L' Italia è un paese democratico e espelle la gente solo se lo merita.
Abdoul Mamour non se lo meritava".
La Lega nell'aprile 2003 organizzò una manifestazione contro di lui colpevole, come dichiarò Borghezio, di aver "giustificato l'11 settembre o quanto meno di essersi rifiutato di prenderne le distanze". Un imam "vicino ai fondamentalisti", secondo la Lega, che già allora ne chiese l'espulsione dal territorio italiano.
I familiari di Bouchta sono ancora quasi del tutto ignari di quanto accaduto. "Ci hanno svegliati nel cuore della notte - ha detto la moglie, incredula e impaurita - e l'hanno portato via, poi non l'ho più visto e non ho più avuto sue notizie". "
Se si voleva trovare il modo di farli incazzare con noi ancora di più, bene: lo abbiamo trovato. Mi fate schifo razzisti di merda.
06 settembre 2005
05 settembre 2005
Elbow - A Cast Of Thousand
Nessun compromesso, nessun intermediario, un solo manifesto artistico: "We still believe in love so fuck you". Questo ci dicono gli inglesissimi Elbow nel loro secondo e più famoso lavoro "A Cast Of Thousand", disco del 2003 che le mie orecchie hanno potuto scoprire, aggiungo PURTROPPO, soltanto qualche giorno fa...
L'opera non è facile: i suoni non sono facilmente digeribili al primo ascolto, perfino per un "Radioheaddish" come me, alcune cose restano ostiche anche ora. Ma non preoccupatevi, non ci troviamo di fronte alla solita complicazione costruita, finta, e pronta a stufare dopo tre ascolti. Qui le difficoltà di comprensione sono tutte da attribuirsi all'abilità compositiva del gruppo, che è riuscito a creare un sound tutto particolare, senza sfiorare neanche lontanamente la banalità e ponendosi in quel difficilissimo intermezzo tra originalità assoluta e colta rielaborazione.
Basta sentire la traccia iniziale, Ribcage, per accorgersi di essere di fronte a qualcosa di davvero interessante: ci mancavano quelle chitarre così "Blur-eggianti", e quanto sono belle accompagnate da questa strana sporcizia elettronica, degna perfino di qualche estratto di Amnesiac!! Ma ecco che attacca Fallen Angel, la seconda traccia (tra le più belle del disco), e ci sembra di sentire dei nostalgici Muse con qualche prodezza armonica in più, sempre mantenendo quel concetto di prendere spunto dal passato modellandolo sulle proprie possibilità.
Avete presente il "miracolo" Kasabian, di cui tutti hanno parlato quest'anno? Bhè, saltate alla quarta traccia di A Cast Of Thousand per capire che il loro soft brit-pop ballabile c'era già da prima, compreso di graffianti suoni elettrici: è proprio Snooks, questa quarta traccia, a convincerci ancora di più della bellezza di quest'album.
Poi le canzoni vanno avanti, e troviamo un pop dolcissimo come quello di I've Got Your Number, stupenda love-song che rivela molte sorprese nella seconda metà, e mille altre perle musicali degne di nota.
Tra tutte poi, naturalmente, l'inno che caratterizza il disco e lo fa balzare in avanti, tra i migliori: quella "Grace Under Pressure" a cui i Coldplay (lo ha rivelato lo stesso Chris Martin) si sono ispirati per la loro Fix You (e grazie alla quale il Venerdì di Repubblica li ha menzionati, facendomeli conoscere:-) )... Che dire, è bellissima, pur nella sua banalità (tre accordi, sempre quelli, banali, semplici)... da cantare a squarciagola, perchè ne vale la pena.
Cosa mi rimane? Il voto.
Dieci.
03 settembre 2005
Giustizia divina...
Da repubblica.it leggo:
"Mentre la maggior parte dei credenti di fronte al disastro dell'uragano Katrina lo prega per trovare consolazione o lo ringrazia per essere stato riasparmiato, l'America fondamentalista - di ogni fondamentalismo - lo tira in ballo interprentandone disegni e fini. Che a parlare siano integralisti cristiani, musulmani, ebrei, evangelici, seguaci New Age, il messaggio è sempre la stesso: "Dio ci ha punito".
Una punizione declinata in base all'esigenza del predicatore di turno: per i peccati secolari di New Orleans, per la politica pro-Sharon di Bush, per aver offeso la Madre Terra con una politica ambientale disastrosa, per fermare un Gay Pride che doveva avere luogo questo fine settimana. Un panegirico che va avanti da giorni e rimbalza su network nazionali ma soprattutto su Internet nella fittissima rete di siti, blog e gruppi di discussione religiosi."
Il mio estremo razionalismo mi impone di considerare la notizia con non poco scetticismo: infatti la logica vuole che qualsivoglia Dio con un minimo di cervello avrebbe spostato l'uragano sopra Arcore...
Mentre queste e altre amenità vengono sospirate a bassa voce o urlate ai quattro venti, pochi fortunati sono riusciti a vedere in anteprima a Venezia il nuovo Kitano. Cosa c'entra questo con la cosa sopra, chiederete voi? Niente, vi risponderò io. Solo che Kitano mi piace e quindi volevo dirvi che stava per uscire un suo nuovo film, però non mi piace così tanto da dedicargli un intero post e così...
Ciao!!
ps. La mia ultima scoperta musicale? I dEUS... CAZZO QUANTO MI PIACCIONO! Ho sentito solo il disco vecchio a breve mi cimenterò con il nuovo in uscita questi giorni... Mi piacciono proprio però...
"Mentre la maggior parte dei credenti di fronte al disastro dell'uragano Katrina lo prega per trovare consolazione o lo ringrazia per essere stato riasparmiato, l'America fondamentalista - di ogni fondamentalismo - lo tira in ballo interprentandone disegni e fini. Che a parlare siano integralisti cristiani, musulmani, ebrei, evangelici, seguaci New Age, il messaggio è sempre la stesso: "Dio ci ha punito".
Una punizione declinata in base all'esigenza del predicatore di turno: per i peccati secolari di New Orleans, per la politica pro-Sharon di Bush, per aver offeso la Madre Terra con una politica ambientale disastrosa, per fermare un Gay Pride che doveva avere luogo questo fine settimana. Un panegirico che va avanti da giorni e rimbalza su network nazionali ma soprattutto su Internet nella fittissima rete di siti, blog e gruppi di discussione religiosi."
Il mio estremo razionalismo mi impone di considerare la notizia con non poco scetticismo: infatti la logica vuole che qualsivoglia Dio con un minimo di cervello avrebbe spostato l'uragano sopra Arcore...
Mentre queste e altre amenità vengono sospirate a bassa voce o urlate ai quattro venti, pochi fortunati sono riusciti a vedere in anteprima a Venezia il nuovo Kitano. Cosa c'entra questo con la cosa sopra, chiederete voi? Niente, vi risponderò io. Solo che Kitano mi piace e quindi volevo dirvi che stava per uscire un suo nuovo film, però non mi piace così tanto da dedicargli un intero post e così...
Ciao!!
ps. La mia ultima scoperta musicale? I dEUS... CAZZO QUANTO MI PIACCIONO! Ho sentito solo il disco vecchio a breve mi cimenterò con il nuovo in uscita questi giorni... Mi piacciono proprio però...
02 settembre 2005
Warning Signs...
La speculazione e la strumentalizzazione fatta sulle tragedie mondiali non rientra tra i miei digestivi preferiti, tanto meno quando la vedo su persone che io stesso odio personalmente; in questi giorni di grande paura in America, i titoli dei giornali di mezzo mondo, invece di preoccuparsi della situazione disperata delle migliaia di persone colpite dalla furia naturale, titolano "Bush bocciato per il suo operato", o similia...
Ovviamente non ci vuole una laurea per capire che un cocainomane come lui non è assolutamente in grado di gestire una situazione simile, ed era ovvia una reazione del genere tra i media: però mi rattrista, ecco. Perchè è brutto vedere che la "fame di fama" non muore mai, neanche di fronte al terrore incontrollato. In molti momenti mi sono meravigliato davanti a oscenità di questo o quell'uomo politico passate totalmente inosservate all'occhio dei giornalisti: invece ora, quando c'è tutt'altro di cui parlare, gli stessi assetati giornalisti trovano in ogni modo il pretesto per riportare la discussione su temi politici.
La politica è in tutte le cose, è vero. Ma ogni tanto bisognerebbe dimenticarlo, e fare attenzione piuttosto ai segnali di avvertimento che il mondo sta tentando di mandarci, a forza di tragedie. Soltanto in Louisiana si parla di 10.000 morti, numeri incalcolabili, allucinanti, troppi perfino per immaginarli.
Voglio pensarci, per un po', e vorrei che anche quelli che queste cose ce le fanno sapere, si fermassero un attimo a riflettere al valore delle notizie che ci danno. Al valore di tutti questi morti. Al valore delle famiglie distrutte, dei teppisti che rubano dove già è passata la natura, dei bambini, dell'acqua, ovunque.
Sì, voglio pensarci, per un po'.
Ovviamente non ci vuole una laurea per capire che un cocainomane come lui non è assolutamente in grado di gestire una situazione simile, ed era ovvia una reazione del genere tra i media: però mi rattrista, ecco. Perchè è brutto vedere che la "fame di fama" non muore mai, neanche di fronte al terrore incontrollato. In molti momenti mi sono meravigliato davanti a oscenità di questo o quell'uomo politico passate totalmente inosservate all'occhio dei giornalisti: invece ora, quando c'è tutt'altro di cui parlare, gli stessi assetati giornalisti trovano in ogni modo il pretesto per riportare la discussione su temi politici.
La politica è in tutte le cose, è vero. Ma ogni tanto bisognerebbe dimenticarlo, e fare attenzione piuttosto ai segnali di avvertimento che il mondo sta tentando di mandarci, a forza di tragedie. Soltanto in Louisiana si parla di 10.000 morti, numeri incalcolabili, allucinanti, troppi perfino per immaginarli.
Voglio pensarci, per un po', e vorrei che anche quelli che queste cose ce le fanno sapere, si fermassero un attimo a riflettere al valore delle notizie che ci danno. Al valore di tutti questi morti. Al valore delle famiglie distrutte, dei teppisti che rubano dove già è passata la natura, dei bambini, dell'acqua, ovunque.
Sì, voglio pensarci, per un po'.
01 settembre 2005
Ho i biglietti per i Coldplay...
La "caccia" è stata un'agonia. I biglietti per Milano ci sono finiti sotto gli occhi, la disperazione si è posata su di me (postumo dalla delusione-U2 e dalla delusione-"concerti di merda quest'estate"), finchè ho deciso di comprare i biglietti per Bologna e ho trovato anche chi (pare definitivamente) mi ci accompagna!!
Sarò lì, anche io, nella folla, ad urlare "LIGHTS WILL GUIDE YOU HOME, AND IGNITE YOUR BONES"...
Più di due mesi ancora?
Cazzo, non vedo l'ora.
Come up to meet you...
Sarò lì, anche io, nella folla, ad urlare "LIGHTS WILL GUIDE YOU HOME, AND IGNITE YOUR BONES"...
Più di due mesi ancora?
Cazzo, non vedo l'ora.
Come up to meet you...
Ovviamente ma purtroppo
La diagnosi preimpianto si è rivelata fondamentale soprattutto tra le donne di 35 anni o più, secondo quanto sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Fertilità and Sterilità e condotto da Santiago Munne, della Reprogenetica. Il tasso di interruzione della gravidanza osservato se si fa diagnosi reimpianto è del 12%, contro il 44% atteso senza la selezione degli embrioni privi di anomalie cromosomiche."
26 agosto 2005
xL
Ieri usciva il primo numero della nuova rivista mensile de "La Repubblica". Incuriosito dalla (troppa?) pubblicità in questi ultimi giorni, attratto dagli (un po' troppo?) attraenti contenuti e spinto dal prezzo conveniente l'ho comprata subito. In fin dei conti costa solo 1 euro!
Diciamo subito che chi si aspettava un nuovo "Musica di Repubblica" resterà in parte deluso: gli obiettivi sono del tutto diversi, come i contenuti e lo stile. Diciamo che xL si propone di diventare un'alternativa conveniente e ben fatta a RollingStone, di cui è una copia abbastanza spudorata pur avendo le sue trovate originali. la prima cosa che colpisce è senza dubbio la dimensione: xL è davvero XtraLarge, supera tranquillamente la già non medesta dimensione del suo sosia RS, ma la mole finalmente conferisce al periodico l'aspetto di una rivista "vera" e non del solito allegato dei quotidiani. Basta iniziare a leggere però per venir subito colpiti da un'altra, purtroppo spiacevole, sorpresa: fino a pagina 25 infatti troviamo DUE pagine di sommario e il resto SOLO di pubblicità. Anche all'interno gli spazi pubblicitari abbondano, fino a dare quasi fastidio, però del resto la rivista è ora un mensile quasi "professionale" pur mantenendo costi davvero contenuti e competitivi (1 euro e 90 dal prossimo numero!), quindi era facile aspettarsi cose del genere, sono comprensibilissime.
La grafica è molto accattivante e pulita, le sezioni sono tante vaste e gli articoli interessantissimi, quasi tutti scritti da grandi firme. Bellissima l'intervista a Ligabue e bellissimo l'articolo dei Wu Ming su Johnny Depp. L'intervista ai White Stripes e di Michel Gondry (il regista di "Se mi lasci ti cancello" per intenderci), mentre all'interno troviamo rubriche di Vasco Rossi e Lucarelli, più addirittura un estratto dal nuovo libro del grande Chuck Palahniuk!
Le recensioni dei dischi ricalcano quelle del vecchio Musica, con però stavolta molte anteprime recensite in esclusiva, tra le quali il nuovo dei Franz Ferdinand e il nuovo di Bjork, due piacevoli sorprese. I dischi recensiti poi sono davvero tantissimi, con l'originale agiunta dello spazio "download", ossia le canzoni più belle degli album da scaricare e le playlist più adatte ad ogni occasione.
Carino anche lo spazio fumetti, forse tropo luingo, ma mi ha fatto impazzire quello di "Flaschko", troppo assurdo.
Insomma il primo numero ha colpito dove doveva colpire: ora bisognerà vedere se la ricchezza dei contenuti è caratteristica di xL, o solo del numero 1.
23 agosto 2005
Forse la più bella canzone d'amore di sempre...
I'll drown my beliefs
To have you be in peace
I'll dress like your niece
And wash your swollen feet
Just don't leave
Don't leave
I'm not living
I'm just killing time
Your tiny hands
Your crazy kitten smile
Just, don't leave
Don't leave
And true love waits
In haunted attics
And true love lives
On lollipops and crisps
Just lonely, lonely..
Don't leave..
To have you be in peace
I'll dress like your niece
And wash your swollen feet
Just don't leave
Don't leave
I'm not living
I'm just killing time
Your tiny hands
Your crazy kitten smile
Just, don't leave
Don't leave
And true love waits
In haunted attics
And true love lives
On lollipops and crisps
Just lonely, lonely..
Don't leave..
22 agosto 2005
Liberaci dal Male
Comunione e liberazione. In occasione dell'annuale meeting della setta più famosa d'Italia, e dato che i miei studi universitari mi hanno portato a conoscere non pochi ragazzi che sono interni ad essa, mi permetto di fare qualche considerazione dal mio punto di vista, non troppo oggettivo lo ammetto, ma sicuramente informato in materia.
Il primo mistero che colpisce il mio immaginario ogni volta che rifletto sull'organizzazione è questo: come si può essere Cristiani ed idolatrare altri al di fuori di Dio? Voglio dire, profondo simbolo della cristianità è il Credo "non avrai altro Dio al di fuori di me": eppure provando ad interpretare il grandissimo rapporto che lega un ciellino doc con il suo fondatore Luigi Giussani, sono giunto alla conclusione che il legame è idolatria spinta, quasi un credo incondizionato. Le parole del fondatore sono per i suoi seguaci Verità Pura, e niente potrà convincermi del contrario. Un ciellino legge qualsiasi cosa Don Giussani abbia scritto, la ammira, ne sottolinea le frasi più belle, le appende in camera, le ricorda nelle occasioni importanti. Un ciellino ha la foto del fondatore come sfondo del desktop, un ciellino ammira compiaciuto le immagini di Don Giussani e il papa, di Don Giussani in bicicletta, di Don Giussani che sorride, di Don Giussani che perdona. E' idolatria e adorazione. E mi chiedo quindi come si possa conciliare questo concetto con l'universale immagine del cattolico modello, con Cristo al centro di ogni pensiero.
Poi.
Il secondo punto da sottolineare è quello politico, indubbiamente. Leggo oggi il messaggero e mi colpisce un articolo in seconda pagina: n on so quale personaggio importante nell'organizzazione dichiara che cielle non andrà "MAI A SINISTRA". Ora, provando a parlare con vari ragazzi interni alla cosa, ho sempre sentito dichiarazioni tipo "CL non è di destra", oppure "oggi votiamo forzisti ma in passato abbiamo votato anche a sinistra" e ancora "l'organizzazione suggerisce un modo di pensare, non una persona da votare". Considerata la dichiarazione letta prima, considerato che l'intervento al meeting del presidente del senato Marcello Pera ha raccolto ovazioni e applausi a scatafascio, considerata la presenza compiaciuta del ministro Buttiglione, ed altri accadimenti simili, mi chiedo perchè in generale i ciellini debbano continuare a fingere una loro non appartenenza politica. E' naturale chiedersi perchè un'organizzazione religiosa debba avere un così pesante risvolto politico, ma è innaturale però tentare di nasconderlo! Soprattutto in un paese dove la morale cattolica governa gran parte della vita sociale-politica, saremmo davvero in pochi a scandalizzarci per una così evidente correlazione CL-destra! Naturalmente le domande rimangono, soprattutto in merito alla così palese immoralità delle persone che al momento governano l'italia, e in merito a quali fondamenta cristiane si trovino alla base dei discorsi di questi individui. Ma sono domande destinate a rimanere tali.
Infine.
Infine qualche considerazione sull'intervento di Pera. Spiccano a mio parere alcuni passi, davvero intollerabili. "L'Occidente attraversa una crisi morale - spiega il presidente del senato aprendo con il suo intervento i lavori - Oggi la cultura diffusa in Occidente è un pericolo per l'Occidente stesso". Il riferimento, chiarisce, è al "relativismo, la dottrina che tutte le culture sono uguali, che non si possono comparare e non si possono porre su alcuna scala per giudicare se una è meglio dell'altra". "In Europa - prosegue il presidente del Senato - si diffonde l'idea relativistica che tutte le culture hanno la stessa dignità etica; si pratica il multiculturalismo, come diritto di tutte le comunità." Ora: come si può soltanto pensare che una cultura sia migliore di un'altra? Cosa fa avere a questi cattolici bigotti queste incredibili presunzioni? Nessuno si può e si deve permettere di giudicare persone e credenze che hanno portato con la loro apertura lo sviluppo della Cultura, quella vera, quella senza confini. Il riferimento così subdolo all'Islam è meschino e errato alle fondamenta: e proprio un pubblico di Cristiani, che dovrebbero professare l'uguaglianza, il rispetto, l'umiltà, la tolleranza, non può applaudire a simili oscenità gratuite, non può credere a una minore dignità etica di alcuni rispetto ad altri. Siamo qui che ci accarezziamo la guancia per lo schiaffo ricevuto al referendum, ci ricorda il forzista. Sarà anche vero, ma tra poco lui si accarezzerà un'altra parte del corpo.
Mi sbalordisce quindi, dopo tutto questo pensare, il successo che ha la setta in questione in questi ultimi tempi. Va anche detto che il periodo mostra un ritorno fortissimo al magico, al superstizioso, al religioso. Periodo che passerà come sempre, perchè l'intelletto si risveglia prima o poi, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo.
Spiace soltanto di essere capitati proprio ora, oggi, qui.
Il primo mistero che colpisce il mio immaginario ogni volta che rifletto sull'organizzazione è questo: come si può essere Cristiani ed idolatrare altri al di fuori di Dio? Voglio dire, profondo simbolo della cristianità è il Credo "non avrai altro Dio al di fuori di me": eppure provando ad interpretare il grandissimo rapporto che lega un ciellino doc con il suo fondatore Luigi Giussani, sono giunto alla conclusione che il legame è idolatria spinta, quasi un credo incondizionato. Le parole del fondatore sono per i suoi seguaci Verità Pura, e niente potrà convincermi del contrario. Un ciellino legge qualsiasi cosa Don Giussani abbia scritto, la ammira, ne sottolinea le frasi più belle, le appende in camera, le ricorda nelle occasioni importanti. Un ciellino ha la foto del fondatore come sfondo del desktop, un ciellino ammira compiaciuto le immagini di Don Giussani e il papa, di Don Giussani in bicicletta, di Don Giussani che sorride, di Don Giussani che perdona. E' idolatria e adorazione. E mi chiedo quindi come si possa conciliare questo concetto con l'universale immagine del cattolico modello, con Cristo al centro di ogni pensiero.
Poi.
Il secondo punto da sottolineare è quello politico, indubbiamente. Leggo oggi il messaggero e mi colpisce un articolo in seconda pagina: n on so quale personaggio importante nell'organizzazione dichiara che cielle non andrà "MAI A SINISTRA". Ora, provando a parlare con vari ragazzi interni alla cosa, ho sempre sentito dichiarazioni tipo "CL non è di destra", oppure "oggi votiamo forzisti ma in passato abbiamo votato anche a sinistra" e ancora "l'organizzazione suggerisce un modo di pensare, non una persona da votare". Considerata la dichiarazione letta prima, considerato che l'intervento al meeting del presidente del senato Marcello Pera ha raccolto ovazioni e applausi a scatafascio, considerata la presenza compiaciuta del ministro Buttiglione, ed altri accadimenti simili, mi chiedo perchè in generale i ciellini debbano continuare a fingere una loro non appartenenza politica. E' naturale chiedersi perchè un'organizzazione religiosa debba avere un così pesante risvolto politico, ma è innaturale però tentare di nasconderlo! Soprattutto in un paese dove la morale cattolica governa gran parte della vita sociale-politica, saremmo davvero in pochi a scandalizzarci per una così evidente correlazione CL-destra! Naturalmente le domande rimangono, soprattutto in merito alla così palese immoralità delle persone che al momento governano l'italia, e in merito a quali fondamenta cristiane si trovino alla base dei discorsi di questi individui. Ma sono domande destinate a rimanere tali.
Infine.
Infine qualche considerazione sull'intervento di Pera. Spiccano a mio parere alcuni passi, davvero intollerabili. "L'Occidente attraversa una crisi morale - spiega il presidente del senato aprendo con il suo intervento i lavori - Oggi la cultura diffusa in Occidente è un pericolo per l'Occidente stesso". Il riferimento, chiarisce, è al "relativismo, la dottrina che tutte le culture sono uguali, che non si possono comparare e non si possono porre su alcuna scala per giudicare se una è meglio dell'altra". "In Europa - prosegue il presidente del Senato - si diffonde l'idea relativistica che tutte le culture hanno la stessa dignità etica; si pratica il multiculturalismo, come diritto di tutte le comunità." Ora: come si può soltanto pensare che una cultura sia migliore di un'altra? Cosa fa avere a questi cattolici bigotti queste incredibili presunzioni? Nessuno si può e si deve permettere di giudicare persone e credenze che hanno portato con la loro apertura lo sviluppo della Cultura, quella vera, quella senza confini. Il riferimento così subdolo all'Islam è meschino e errato alle fondamenta: e proprio un pubblico di Cristiani, che dovrebbero professare l'uguaglianza, il rispetto, l'umiltà, la tolleranza, non può applaudire a simili oscenità gratuite, non può credere a una minore dignità etica di alcuni rispetto ad altri. Siamo qui che ci accarezziamo la guancia per lo schiaffo ricevuto al referendum, ci ricorda il forzista. Sarà anche vero, ma tra poco lui si accarezzerà un'altra parte del corpo.
Mi sbalordisce quindi, dopo tutto questo pensare, il successo che ha la setta in questione in questi ultimi tempi. Va anche detto che il periodo mostra un ritorno fortissimo al magico, al superstizioso, al religioso. Periodo che passerà come sempre, perchè l'intelletto si risveglia prima o poi, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo.
Spiace soltanto di essere capitati proprio ora, oggi, qui.
20 agosto 2005
Under a blood red sky
L'estate sta finendo, ripete dentro la mia testa il ritornello più squallido che si sia mai sentito. Il caldo rimane, la stanchezza rimane, la notte rimane, le canzoni rimangono, ma l'estate passa e tornano gli impegni e i casini. Io non voglio, continuo a ripetermi con la stessa insistenza. La vacanza è volata in un baleno e a me è sembrato di crescere tantissimo in venti giorni, ho imparato molto su molto mi sono divertito davvero troppo ho cacciato tutti gli stress, insomma troppo. Per ostacolare l'ansia da ritorno a casa ho cambiato tutto nella mia stanza, dalla disposizione dei mobili (ho spostato tutto!!) alle lampade (ne ho comprate 3 nuove, rigorosamente da ikea) alle sedie (2 nuove, indovinate dove?) alla scrivania (l'ho rubata in casa:-) )... Non è bastato, però. Roma mi opprime già e voglio fuggire!!!
I coldplay mi hanno rallegrato in questo ritorno lo ammetto, tant'è che il video di Fix You è l'unica novità degna di rilievo che ho trovato al mio ritorno: e per quanto possa essere bello (commovente, vi giuro...) non è bastato... Cazzo, è tutto come prima, cerco cose da fare ma pare che i libri di studio siano l'unica alternativa all'auto-sepoltura in una villa!!
Ora la smetto di lamentarmi (e trinciarvi i coglioni:-) ), e torno all'ottimismo che mi contraddistingue (muah muah muah!)...
Mi pare giusto quindi proporvi la canzone che nei miei particolarissimi gusti musicali rappresenta l'estate più di ogni altra, nei miei occhi la sento intorno a un falò su una scogliera infinita... Ciao Jeff...
"There’s the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it’s my time coming, I’m not afraid, afraid to die
My fading voice sings of love
But she cries to the clicking of time,
Wait in the fire...
And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
Oh my love...
And the rain is falling and I believe my time has come
And it reminds me of the pain I might leave behind
Wait in the fire...
And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
But I’m not afraid to go, baby it’s all because of you
But I’m not afraid to go, but it goes so slow, slow
Wait in the fire, wait in the fire
Wait in the fire...
...don’t you take it away from me"
Non sentite il mare? Non portatemelo via...!!!
I coldplay mi hanno rallegrato in questo ritorno lo ammetto, tant'è che il video di Fix You è l'unica novità degna di rilievo che ho trovato al mio ritorno: e per quanto possa essere bello (commovente, vi giuro...) non è bastato... Cazzo, è tutto come prima, cerco cose da fare ma pare che i libri di studio siano l'unica alternativa all'auto-sepoltura in una villa!!
Ora la smetto di lamentarmi (e trinciarvi i coglioni:-) ), e torno all'ottimismo che mi contraddistingue (muah muah muah!)...
Mi pare giusto quindi proporvi la canzone che nei miei particolarissimi gusti musicali rappresenta l'estate più di ogni altra, nei miei occhi la sento intorno a un falò su una scogliera infinita... Ciao Jeff...
"There’s the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it’s my time coming, I’m not afraid, afraid to die
My fading voice sings of love
But she cries to the clicking of time,
Wait in the fire...
And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
Oh my love...
And the rain is falling and I believe my time has come
And it reminds me of the pain I might leave behind
Wait in the fire...
And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
But I’m not afraid to go, baby it’s all because of you
But I’m not afraid to go, but it goes so slow, slow
Wait in the fire, wait in the fire
Wait in the fire...
...don’t you take it away from me"
Non sentite il mare? Non portatemelo via...!!!
19 agosto 2005
Sono tornato!!
Purtroppo sono tornato veramente, ho passato 20 giorni da favola, di quelli che vorresti fossero 2000 e invece sono soltanto 20... Ora invece sono di nuovo qui al caldo e alla tristezza di tutte le città estive, ma purtroppo lo studio mi chiama e domani si ricomincia...
Posto soltanto una foto, velocemente, non modifico niente nel blog perchè sono distrutto e non ho voglia, lo farò domani.
Ma voglio che sappiate da cosa sono andato via.
Voglio morire.
Posto soltanto una foto, velocemente, non modifico niente nel blog perchè sono distrutto e non ho voglia, lo farò domani.
Ma voglio che sappiate da cosa sono andato via.
Voglio morire.
31 luglio 2005
A presto...
...domani parto e tornerò tra quindici giorni. Non vedo l'ora, mi manca il mare il suo rumore l'odore il sale gli scogli le onde mi manca tutto, sono due anni che non sento tutto questo e ormai non ce la faccio più a stare in mezzo al caldo torrido di Roma. Tornerò nero, spero, riposato, spero, più tranquillo, spero, e bruciato, sperodinò. Dopodomani (in realtà domani ma vabbè), il mio blog compie tre mesi, avrei voluto scrivere un post di "auguri", ma già sarò lontano dai computer, e vicino ai tramonti:-)...
In bilico tra santi e falsi dei
sorretto da un’insensata voglia
di equilibrio e resto qui
sul filo di un rasoio ad asciugar
parole che oggi ho steso
e mai dirò
non senti che tremo mentre canto
nascondo questa stupida allegria
quando mi guardi
non senti che tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai.
Ciao, a presto.
In bilico tra santi e falsi dei
sorretto da un’insensata voglia
di equilibrio e resto qui
sul filo di un rasoio ad asciugar
parole che oggi ho steso
e mai dirò
non senti che tremo mentre canto
nascondo questa stupida allegria
quando mi guardi
non senti che tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai.
Ciao, a presto.
29 luglio 2005
"L'ombra del vento", di Carlos Ruiz Zafòn
E' sempre più raro entrare in libreria e trovare un buon libro senza avere riferimenti. Non c'è più la magia di un tempo, quando soltanto il profumo di carta nuova o i colori delle copertine riuscivano a proporci entusiasmanti letture, quasi sempre con buoni risultati. Invece mi è successo di nuovo, una settimana fa: un libro scolorito, dal sapore vecchio, ha attirato prima il mio sguardo e poi la mia curiosità, spingendomi a comprarlo.
"L'ombra del vento" è un romanzo d'altri tempi: non tanto per l'ambientazione o per lo stile, bensì per le fondamenta stesse su cui basa la sua incredibile bellezza. In tempi infatti in cui la scrittura sembra tutta tesa a filosofeggiare, criticare, e sempre più a "dire" piuttosto che a "dare", questa storia piena di Spagna ci regala una cosa che mancava da tanto: una trama splendida e incredibilmente ben fatta.
Ogni personaggio ha una vita che si intreccia con le altre inesorabilmente, rivelando qualcosa che soltanto lui conosce ma che non basta mai a scoprire il tutto. Riscopriamo le ansie dell'amore, quello vero da romanzo d'ottocento, e poi ci immischiamo in tradimenti, libri maledetti, vicoli cupi e pianisti nei bordelli. Niente è ciò che sembra, e le ore scorrono in un attimo leggendo le pagine densissime e mai noiose, fino all'epilogo, sconvolgente. Non c'è niente di nuovo per carità: dal libro nel libro alle sconcertanti scoperte familiari, tutto è già sentito: ma la mistura è riuscita perfettamente, tutto torna, e la lettura ci regala quello che dovrebbe essere il suo scopo primo, ossia la consapevolezza di aver passato bene il tempo.
Consigliatissimo, soprattutto in questo periodo estivo: non è una lettura che si dimenticherà facilmente. In mezzo a tante storie, almeno una toccherà anche voi.
"L'ombra del vento" è un romanzo d'altri tempi: non tanto per l'ambientazione o per lo stile, bensì per le fondamenta stesse su cui basa la sua incredibile bellezza. In tempi infatti in cui la scrittura sembra tutta tesa a filosofeggiare, criticare, e sempre più a "dire" piuttosto che a "dare", questa storia piena di Spagna ci regala una cosa che mancava da tanto: una trama splendida e incredibilmente ben fatta.
Ogni personaggio ha una vita che si intreccia con le altre inesorabilmente, rivelando qualcosa che soltanto lui conosce ma che non basta mai a scoprire il tutto. Riscopriamo le ansie dell'amore, quello vero da romanzo d'ottocento, e poi ci immischiamo in tradimenti, libri maledetti, vicoli cupi e pianisti nei bordelli. Niente è ciò che sembra, e le ore scorrono in un attimo leggendo le pagine densissime e mai noiose, fino all'epilogo, sconvolgente. Non c'è niente di nuovo per carità: dal libro nel libro alle sconcertanti scoperte familiari, tutto è già sentito: ma la mistura è riuscita perfettamente, tutto torna, e la lettura ci regala quello che dovrebbe essere il suo scopo primo, ossia la consapevolezza di aver passato bene il tempo.
Consigliatissimo, soprattutto in questo periodo estivo: non è una lettura che si dimenticherà facilmente. In mezzo a tante storie, almeno una toccherà anche voi.
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