01 giugno 2007
Al mio blog.
so you've got power over me"
Strano, davvero, tornare qui dopo così tanto. Ti ho tradito, mio blog, lo so: prima ti ho ammaliato, al suon di un post al giorno, ti ho dato tutto quanto, parole e desideri; poi ti ho resistito senza tregua, ho lasciato i miei pensieri fuori dalle maglie della Rete, e ti ho abbandonato.
Eccomi qui, allora: ad elemosinare le tue scuse. Ti ridò un po' di me stesso, un po' di quello in cui ho creduto, in cui ho sperato, un po' di ciò che mi divora. "Senza amore l'uomo è morto" diceva qualcuno, e se non lo diceva certamente lo pensava. E io dunque sono vivo, non so ancora per che cosa, non so ancora con che forza e che coraggio.
Se ti ho detto così poco in così tanto, o mio blog, è per validi motivi: come ora anche prima io ero triste. Sono mesi che mi rendo insoddisfatto, e la prima persona singolare non è qui per un errore di scrittura. Mi dimostro un immaturo nei confronti delle cose e della gente, poi mi accorgo, mi azzittisco, quasi sembra che mi voglia meritare di esser solo, roba facile, quanto è bella la conquista dell'america, in aereo. Oggi sono mezzo sfatto trito e stinto e sotto stress. Mi dimentico le cose quando potrei ricordarle. Non guardarmi così male, o mio blog, non è facile resistere a 1280x800 occhi, sai per certo che 2 bastano ad arrossirmi. Non prometto che sarò da qui costante, non esigere da me un ritmo sicuro: questo proprio non vorrei, dover scrivere costretto, o sotto sforzo. Qui mi scuso, ma non per non averti messo tra le righe i miei pensieri: ma piuttosto per aver pensato cose che non erano da scrivere. Quanto mi manca la mia prevedibilità, quando riflettere era un gioco da ragazzi, una routine, un giro in più. Oggi no, è tutto nuovo e scostruito; qui ci si arma di pazienza e di katana, 'chè la nebbia è ancora fitta e chissà cosa ci sta dietro.
Non mi chieder penitenze, o mio blog: perchè sai che non le accetto. Già mi incolpo qui di mio, non mi serve aver da fare per pentirmi. So che dietro a me la strada è giù in discesa, ma non so se qui si va poi ancor più in basso o si risale: a me sembra di sentire già quel caldo che mi immagino all'inferno. Rendi conto dei silenzi che ti ho reso, o mio diario, anche quelli sono parte del mio spazio: quando corri in giù e ti affanni, non è facile parlare tra i sospiri.
Ti saluto e spero a presto, o mio blog. Non pensar male di me: forse questo è un nuovo inizio o forse no, ma stanne certo, non ti voglio abbandonare.
[follia gratuita, by the fK]
24 maggio 2007
10 maggio 2007
Snow Patrol - Signal Fire
Loro fanno da anni la stessa cosa, la stessa canzone d'amore. La fanno uguale a se stessa, accordi uguali, parole uguali, il pianoforte ad accompagnare momenti uguali. Però ci riescono bene, e quest'ultima Signal Fire ne è la prova definitiva. Video splendido.
22 aprile 2007
L'assoluto
Nulla è più potente dell'amore, così vasto da trascendere dal corpo, uscirne fuori, e colorare il cielo. Chagall avrà pensato: quanta noia dentro il bianco della luce quando è giorno. Due mani, a vincere la fisica; e conquistarsi, ancora.
14 aprile 2007
Maroon 5 - Makes Me Wonder
In questa magra di volontà per lo scrivere post, mi rifaccio postando di tanto in tanto novità non mie. Eccone un'altra. Ci avevano fatto ballare qualche anno fa, ora ci riprovano. Noi balliamo, che è ciò che rimane, colpiti come siamo dalla banalità del video e della canzone. Si preparino le orecchie per un attacco su tutti i fronti da qui ai prossimi 3 mesi.
12 aprile 2007
Seta - Trailer
Un trailer leggero come le parole che lo ispirano. Con la speranza che il film lo sia altrettanto.
07 aprile 2007
Bjork - Earth Intruders
Questa è Earth Intruders, la prima estratta dal nuovo lavoro, Volta, in uscita il 4 maggio.
Un anticipo tutto Timbaland e poco Bjork, in realtà: ma che spinge al tribale più sfiancante.
Fuck.
we are the earth intruders, we are the earth intruders
muddy with twigs and branches, ahahaa...
TURMOIL!!! CARNAGE!!!
here come the earth intruders, we are the paratroopers,
the beat of sharp-shooters, comes from voodo.
shooower, up off goodness, coming to end the doubt wooo
shower of goodness coming to end!
we are the earth intruders, we are the sharp shooters,
flock of parachuters, necessary voodoo
i have, guided my bones, through some voltage...and love them still,
and love them to metallic.. carnage.. ferocity.. feel the speed?
we are the earth intruders, we are the sharp-shooters,
flock of parachuters, necessary voodoo...
here come the earth intruders, there`ll be no resistance!
we are the cannoneers, necessary voodoo
we are the earth intruders, we are the earth intruders,
muddy with twigs and branches
forgive us tribe?
we are the earth intruders, muddy with twigs and branches
we are the earth intruders..
we are the earth intruders, muddy with twigs and branches.. marching..
we are the earth intruders, muddy with twigs and branches.. marching..
02 aprile 2007
Correndo con le forbici in mano
"Non c'è bisogno di leggere Hemingway, è solo un vecchio grasso e ubriacone - disse. - Devi solo prendere appunti. Come stai già facendo."
"Bè, non so. Probabilmente finirò a fare il prostituto."
"Non puoi farlo - rise. - Hai il culo troppo secco."
"Ah, ah. Se solo avessi il tuo culo."
"Se avessi il mio sedere, potresti dominare il mondo."
"E tu che mi dici? Cosa vuoi fare da grande?"
"Forse la psicologo oppure la cantante."
"Psicologa o cantante? - dissi puntiglioso. - E' praticamente la stessa cosa."
"Sta' zitto - disse, dandomi una botta sul braccio. - Posso permettermi di essere due cose. Se tu puoi fare lo scrittore ed essere tanti personaggi diversi, allora io come minimo, devo poter essere due cose."
"Dovresti provarci, Natalie. Allo Smith ti prenderebbero di sicuro. Sarebbero fortunati ad averti, sai."
"Oh, non so. Non è così facile."
"E' per questo che devi farlo" dissi.
"Anche tu."
Natalie si allungò in avanti e appoggiò i gomiti sul tavolo.
"Non ti senti mai come se stessimo rincorrendo qualcosa? Qualcosa più grande di noi. Non so, qualcosa che possiamo vedere soltanto io e te. Come se stessijmo sempre correndo, correndo, correndo ancora?"
"Già - dissi. Stiamo correndo eccome. Correndo, con le forbici in mano."
A. Burroughs
22 marzo 2007
(Antichrist Television Blues)
no non voglio lavorare in un edificio in centro,
perchè gli arei continuano a esploderci addosso due a due
no, non voglio lavorare in un edificio in centro
no,non voglio vedere quando gli aerei crollano a terra.
Non voglio lavorare in un edificio in centro,
no non voglio lavorare in un edificio in centro,
Non voglio parcheggiare sottoterra,
le loro voci mentre urlano, bhè non emettono rumore
io voglio vedere il torpore cittadino
e i rompicoglioni correre dietro agli autobus.
Oh Dio, io sono un buon Cristiano
nella Tua gloria so che capisci,
so che lavori duro e che vuoi essere pagato.
La mia ragazza ha 13 anni ma non li dimostra,
lei può cantare come un uccello in gabbia
Oh Signore, se potessi vederla quando è lì sul palco!
Tu sai che sono un uomo timoroso di Dio,
Sai che sono timoroso di Do
ma devo sapere se è parte del tuo piano
far sedere le mie figlie lì alla tua destra
io so che tu fai ciò che è giusto, Signore
perchè loro sono le lanterne, e tu sei la luce
Ora sono sconfitto
dalla luce del giorno
le mie labbra vicine, ma il mio cuore lontano
dimmi cosa dire,
io sarò il tuo portavoce
Nella luce di un ponte che brucia
mentre guido dalla città con i soldi che ho appena guadagnato
nel buio di un cielo senza stelle
io guardo verso il niente
e ti chiedo perchè.
Signore,la renderai una stella
così che il mondo possa vedere chi sei veramente?
Piccola, ormai sei grande abbastanza per capire
che sarai per sempre una straniera in un mondo strano,
gli uomini verranno mentre tu starai dormendo,
quindi è meglio per te rimanere vicina a me.
Se il mio beffardo uccellino non canta,
papà non gli comprerà l'anello di diamanti.
Caro Dio, mi manderai un figlio?
Oh Dio, mi manderai un figlio?
Perchè io voglio farlo finire in TV
così che il mondo possa vedere cosa significa la tua Parola
Signore, mandami un segno
Perchè io possa capire se sto sprecando il mio tempo.
Ora sono sconfitto
dalla luce del giorno
le mie labbra vicine, ma il mio cuore lontano
Ora che la guerra è vinta,
perchè non c'è niente di buono?
Sei una bambina così sensibile,
oh sei così sensibile
So che sei stanca ma è già l'ora,
voglio che tu canti per me stanotte
Tu devi passare la giornata sotto il sole,
perchè Dio ama le persone sensibili.
Oh, mio piccolo uccellino in gabbia.
Oh, mio piccolo uccellino in gabbia,
ho bisogno che tu ti alzi per me e salga sul palco,
e mostri agli uomini che sei grande per la tua età
Ora non è il momento di aver paura
basterà non pensarci, ed essa svanirà.
Oh mio uccellino beffardo, canta!
Oh mio uccellino beffardo, canta!
ho bisogno che tu ti alzi per me e salga sul palco, amore
e mostri agli uomini che non è per i soldi
Vorrei sollevare uno specchio sul mondo
così che loro possano vedersi dentro la mia piccola.
Sai dov'ero io alla tua età?
Hai idea di dov'ero io alla tua età?
Io costruivo in centro per il minimo stipendio
e non ho intenzione di lasciare che tu rovini tutto.
Io sono stato gentile, sono stato buono
ma dimmi, Dio, sono per caso l'Anticristo?
20 marzo 2007
500



18 marzo 2007
Apparenti inganni
Guardo gli altri, come un cuoco osserva attento le sue mucche ad una gara di cucina.
15 marzo 2007
Arctic Monkeys - Brianstorm
Sì, sono anche io uno di loro. Avevo resistito strenuamente al vecchio album, me li ero fatti dispiacere quasi per costrizione, colpito dall'antiforza della moda e dalla finta originalità di molti loro pezzi. Erano passati e tutto sembrava tornato normale; poi un concerto a milano scatena l'inferno, i biglietti finiscono in un secondo neanche ci fosse vasco, invece di stupide scimmiette artiche. Si è tornato a parlarne sempre di più, l'attesa è diventata scottante. E poi, alla fine, non ce l'ho fatta più. Esce Brianstorm, il nuovo singolo degli Arctic Monkeys, e non posso negarlo: è davvero bella. La senti, e come fai a stare fermo? Quindi sì, lo ammetto. Sono anche io uno di loro.
Però almeno il video fa davvero schifo. Gasp.
12 marzo 2007
Come pattini per scivolare meglio
Non riesce a dormire neppure lo studente del portone accanto al mio. La festa è durata fino a tardi, è stanco, ma la testa questa volta non ha sogni. Quella musica gli rimbomba ancora nelle orecchie, quegli sguardi e poi quel bacio così veloce; lo studente ha il riflesso di chi ama nei suoi occhi, forse ha paura che a chiuderli il ricordo possa svanire, e il sapore di lei, e il tocco sulle dita. Poi sorride, arrossisce dentro il letto con il buio a ridergli dietro, sa di essere innamorato e che l'amore non si scorda niente. Ora vuole dormire, lo studente, è sicuro di aver riposto i pensieri in un luogo sicuro; ora vuole dormire, ma non riesce.
Non riesce a dormire, questa notte, nemmeno la signora del piano di sotto. Eppure l'ultima ora è stata faticosa, a ripulire le rovine di una serata di invitati. La cena coi colleghi è andata bene, gli ospiti si sono divertiti, il cibo era solo discreto ma la preoccupazione non è lì; la signora del piano di sotto non è mai stata una gran cuoca. Eccola nel letto a scacciare i suoni della casa accanto, cosa fa la vecchia sveglia a quest'ora, ma perchè non si sta ferma, ma perchè non si sta zitta. La signora del piano di sotto sa chi non la fa dormire e sa che non è mica quella vecchia, ma non vuole ricordarlo, la nottata è già trascorsa e non vuole più soffrire. Si sofferma s'un sospiro poi lo ingoia e passa avanti, ecco qua che non le riesce a dimenticarlo, torna il volto dell'amato e la vergogna per l'età. La signora del piano di sotto pensa a un'uomo, che non è uomo, ma ragazzo; la signora del piano di sotto pensa al figlio degli amici. E così rimane sveglia, con la fronte un po' sudata, e la lacrima sul viso.
Non riesce a dormire, la notte del tredici marzo duemila e sette, neppure il portiere giù al piano terra. La giornata è stata lunga e faticosa, ma lui sa che non è questo a dar fastidio. Sa che tutto il turbamento è nel mangiare all'una e mezza al bar lì accanto; proprio lì lui ogni giorno scorge il viso dell'amato. E' un ragazzo un po' più giovane che lavora chissà dove, con quegli occhi e quel sorriso lo ha colpito dritto al cuore. Ogni pranzo di ogni giorno prega Dio che non lo veda, al portiere gli s'infuoca il sentimento. Ma ogni sera di ogni giorno si riprende il sentimento, per tentare di ammazzarlo. La vergogna non l'accetta, preferisce struggimento, pure odio e pure morte, tutto purchè non si sappia. Questa notte poi è diversa, non gli riesce a prender sonno; il portiere, con le gambe attorno al bianco del cuscino, spera un po' che prima o poi le possa avvolgere al suo amore.
Non riescono a dormire, stanotte, gli inquilini di questo palazzo. La notte si è fatta presuntuosa e l'assenza di luce richiama attenzione, ferisce nel lato più debole. I sogni di solito scorrono come pattini, pronti per scivolare meglio sull'asfalto; stanotte però, forse è meglio stare fermi. Perchè ora si gira, gli attori già in scena e le camere pronte, ed è meglio non correre il rischio di luci sfocate. Niente sogni, stanotte.
'Chè le riprese, non vengano mosse.
22 febbraio 2007
Geremia
e inguaribile;
chi lo può conoscere?
Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
che pone nella carne il suo sostegno.
20 febbraio 2007
Hollywood
Vado al mercato dove si comprano le bugie.
Pieno di speranza,
Mi metto tra chi vende."
B. Brecht
Mi ricordo perfettamente il mese e l'ora. Mi ricordo quanto il mondo non è più normale, nell'accostare così brutalmente gli inizi con la fine. Mi ricordo quel sapore amaro in bocca, quel misto di lacrime e bile.
E poi ricordo la macchina subito dopo, l'asfalto appannato dalla velocità, il pericolo, la rabbia sfogata in giri al secondo e litri di benzina. Mi viene in mente precisa l'immagine dell'automobile rossa che mi viene addosso, un secondo in più e non la evitavo e quanti morti per una tristezza sola. Scappo con la mente dall'amaro, mi ritiro nei fatti di oggi, nelle nuove brigate rosse, nello stravolgimento quotidiano della notizia. Sorrido all'evidenza del mentire, tra un tiggì e un messaggino. Di quanto falso abbiamo bisogno per accorgerci del vero? Scorro con gli occhi alla ricerca del senso perduto, trovo soltanto domande, mai una risposta. Ascolto commenti così semplici che uno si chiede se li abbia capiti davvero, e colgo la nuova strategia: togliere le maschere al banale; messo così a nudo sembra quasi incomprensibile. Torno col pensiero a quei momenti del passato: quegli schemi rivoltati da uno sguardo, e poi l'odio, e poi l'amore, e poi l'odio ancora e poi l'amore. Sento il cuore andare via, eccomi di nuovo nel presente, tra un'email e un sentito dire.
Mento a tutti, me compreso. Sarei in grado di ridere mentre dentro sto morendo.
