27 agosto 2007

Szymborska Wislawa

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

[Il vento, questi giorni, soffia così forte sul mio libro degli eventi..]

26 agosto 2007

Makes all your dreams come true.

Oh! It seems so strange to me not to be free.
What's your name, my love?

Life is like movies?

Era tanto che non parlavo di cinema, tantissimo. Il fatto è che ultimamente non ho visto roba normale, ma soltanto negli estremi, mi son passati davanti agli occhi film appartenenti strettamente a due categorie opposte, per entrambe le quali mi è impossibile formulare recensioni. La prima, ovviamente, è quella del puttan-film, alla Transformers o Harry Potter per fare qualche esempio: pellicole magari anche estremamente piacevoli, di puro intrattenimento, ma sulle quali è arduo trovar parole o formular giudizi che non sfocino nella banalità. E sulle quali quindi mi sono rifiutato di scrivere di più.
La seconda tipologia, però, è quella che preferisco, ed è formata da una triade così unica e perfetta da sembrare fatta apposta; raramente, infatti, mi era capitato di vivere così intensamente tre situazioni affascinanti, piene e malinconiche come quelle descritte nelle storie qui in questione. Le Vite degli Altri, Quattro Minuti e XXY sono splendidicapolavori che ognuno di noi dovrebbe rivedere un po' di volte, anche solo al puro scopo di imparare. Così diversi nei temi trattati, ma così uguali nel modo delicato e speciale in cui riescono a far ingoiare situazioni sconvolgenti, questi tre prodotti dell'arte vanno a mettersi in una categoria che avevo dimenticato e per cui non trovo neanche un nome; si rivelano, infine, i degni successori di quel Mare Dentro che mi aveva fatto tanto piangere ormai un po' di anni fa e che si è conquistato un posto nella top ten dei film da me più amati nella storia. Non saprei che consigliarvi, non ce n'è uno più bello o più importante: sono storie che si devono sapere, senza se e senza ma; ti rivelano realtà dimenticate e chiariscono significati veri a quelle parole di cui sappiamo solo il nome e l'etichetta: tolleranza, regime, guerra, rarità, perfezione, bellezza, musica, sesso, giustizia. Che disgrazia non aver saputo prima!
Nel frattempo ci aspettiamo qualche film un po' più normale, per tentare di scrivere qualche recensione che sia tale: già lo so, l'inverno sembra promettente. Per voi i consigli son qua sotto. C'è un po' di mio cuore, sparso tra queste locandine.




24 agosto 2007

The Winner Takes It All

Estate.
Tra tutte quelle che ho passato nella mia vita, questa è certamente la più incredibile. La più assurda, la più allucinante: sono io davvero, è tutto frutto della mia fantasia o sto vivendo sul serio quello che mi accade? Per quale motivo le cose sembra succedano al contrario? Nuoto controcorrente e mi sembra di spostare i fiumi con lo sguardo e di avere la sicurezza di cento cavalli e la forza di un pilastro e la bellezza di una venere e l'imponenza di un faraone, e sono sempre io. E sono sempre io? Non sono io, è quel tipo con i capelli corti e il cappellino. Quello che innamora e si innamora, quello che ride e parla, quello che conosce e quello che dimentica, quello che litiga e quello che si lega, quello che decide, quello che spara con gli occhi. Per 'stavolta ho vinto io, il sole ha asciugato le rughe e rassodato i muscoli, non mi fermo più di fronte alle stranezze; vado avanti e vado avanti, vi passo sopra in un momento, la mente fredda come il ghiaccio e gli occhi lucidi, la mano un po' assopita dal sonno ma pronta a ribellarsi. 'Stavolta sono io che dirigo la musica, la bacchetta è nelle mie mani. La vita scorre in un lampo, dicono: io sto decidendo dove farlo cascare e chi bruciare, per abbagliarvi tutti, e ricoprirvi con la puzza di bruciato. Datemi del tempo, datemi uno sguardo.
Dicono le stelle che quell'uomo sono io. Ma non ci riesco a credere: non sono io, è quel tipo con i capelli corti e il cappellino. Vuoi conoscerlo, davvero? Allora segui me vado da lui. Lo trovi lì, nella strada verso il mare. Lo trovi lì: veloce, sfumato, sicuro e potente come un Dio.

23 agosto 2007

Tonite Tonite

I was bruised and battered and I couldnt tell
What I felt
I was unrecognizable to myself
I saw my reflection in a window I didnt know
My own face
Oh brother are you gonna leave me
Wastin´away
On the streets of philadelphia

I walked the avenue till my legs felt like stone
I heard the voices of friends vanished and gone
At night I could hear the blood in my veins
Black and whispering as the rain
On the streets of philadelphia

Aint no angel gonna greet me
Its just you and I my friend
My clothes dont fit me no more
I walked a thousand miles
Just to slip the skin

The night has fallen, Im lyinawake
I can feel myself fading away
So receive me brother with your faithless kiss
Or will we leave each other alone like this
On the streets of philadelphia

22 agosto 2007

Streets

Non chiedetemi altro, la mia testa è lì avanti, sto solo tentanto di raggiungerla.
In questo momento voglio solo camminare.

21 agosto 2007

Il Fuoco

Ho bisogno d'un amante che,
ogni qual volta si levi,
produca finimondi di fuoco
da ogni parte del mondo!
Voglio un cuore come inferno
che soffochi il fuoco dell'inferno
sconvolga duecento mari
e non rifugga dall'onde!
Un Amante che avvolga i cieli
come lini attorno alla mano
e appenda,come lampadario,
il Cero dell'Eternità,entri in
lotta come un leone,
valente come Leviathan,
non lasci nulla che se stesso,
e con se stesso anche combatta,
e, strappati con la sua luce i
settecento veli del cuore,
dal suo trono eccelso scenda
il grido di richiamo sul mondo;
e,quando,dal settimo mare si volgerà
ai monti Qàf misteriosi da
quell'oceano lontano spanda
perle in seno alla polvere!

[Mevlana Jalaluddin Rumi è un poeta persiano vissuto nel 1200 e celebre nel mondo islamico. La sua opera è semplice e appassionata, ma soprattutto incredibilmente attuale. Una bella raccolta si può trovar qui; io, del resto, mi godo ogni verso.]

I'll do my best now, but you've been gone for so long

Sono qui.
Ho sentito il desiderio ed ho provato le emozioni che cercavo, forse inoltre qualcun'altra inaspettata che di certo mi ha un po' colto di sorpresa. Ho trovato i posti giusti, le strade corrette, le case che voglio. Ho pensato a chi dovevo e ho rivoltato pasti e idee. Mi sono fatto un po' coraggio per trovare le parole, dire addio a tutte le cose troppo vecchie: ora so di essere pronto.
Son partito senza mete e son tornato con dei bivi. Ho fatto spazio nel cervello per poterti contenere ed ora so quello che voglio. Scrivo questo perchè presto possa leggerlo anche tu.

Non c'è posto tra i miei organi per altri esseri umani.
Voglio viverti più a lungo: Londra è dove voglio farlo.


I swam across
I jumped across for you
Oh all the things you do
Cause you were all yellow

11 agosto 2007

Vi saluto, ancora.

Vado a cacciare streghe, ad occuparmi del resto. Vado a pensare all'impensabile, a ritrovare un po' di me che sta lì sparso.
Vado via per un poco: e tu accoglimi, Londra; non tenermi come un organo in rigetto. Non ho tutte 'ste pretese. Sono il fonico ed il sarto quest'estate, perchè arrivi alla regia c'è ancora tempo. Rendi il tutto più piacevole ed elimina chi devi dal mio cuore.
I feel so British.
s.

p.s.
Dato che ancora credo nell'amore, vi mando tutti affanculo.

10 agosto 2007

Non sono nè triste nè felice.

La gente vive per anni,ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, non sei nè triste nè felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

JJ72

I JJ72 sono uno di quei tanti misteri che la società di oggi ci regala, senza spiegarci il perchè.
Li conosco nel 2000, nel loro tour d'esordio fuori dallla loro patria; erano gruppo spalla dei Placebo, allora non così famosi, allora non così potenti; fu amore a primo ascolto e a primo sguardo, comprai il disco pochi giorni dopo, memore di quel fiore rosso legato al microfono, forte abbastanza da non appassire mai. La voce androgina particolare e scottante del frontman, le melodie dolci ed emozionanti, le atmosfere fredde così vicine a tutti noi: era tutto al posto giusto, e 7 anni fa se avessi dovuto scommettere su chi avrei visto come "next-big-thing" della scena indie britannica, li avrei considerati, sicuramente, al primo posto; X&Y era tutto loro a quei tempi, ed anche Absolution. Dopo un lungo periodo in cui il loro omonimo e bellissimo disco d'esordio era fisso nei miei ascolti quotidiani, li ho però messi in disparte, aiutato dal bizzarro ignorarli di tutti i media italiani che, si sa, non sono mai teneri nei confronti della qualità.
Giorni fa mi capita di riscoprirli, tramite le mie infinite navigazioni nel web: non ringrazierò mai abbastanza chi ci ha messo questa potenza nelle mani. Conosco così il loro secondo disco, "I to the sky", forse non esaltante ai livelli del primo, ma comunque diverso, e manifesto di una svolta musicale ineccepibile e chiara, di quelle che sembrano dirci "il secondo album è sempre il più difficile, ma noi abbiamo superato brillantemente la prova". Scopro qualche singolo successivo, scopro infine l'insuccesso e il crollo delle vendite dei loro lavori, le dispute con la casa discografica che non vuole far uscire un terzo disco già fatto e finito, le stranezze del mercato e i suoi misteri; scopro infine l'inevitabile scioglimento, nel 2006, di una delle più grandi promesse che il rock d'oltremanica avesse potuto mostrarci. Uno di quei misteri che la società ci regala, senza regalarci il perchè. I JJ72.
Ormai certo che il prossimo lavoro solista del frontman verrà ignorato così come è stato per la rapida e folgorante carriera del suo ex-gruppo, mi consolo ascoltando qualche perla dal loro debutto. E ne spargo le ceneri qui su questo blog, sperando queste righe possano concimare questi suoni e portarli su altre orecchie, ed altri cuori.


04 agosto 2007

Confessioni

Ma come invocare il mio Dio, il Dio mio Signore? Invocarlo sarà comunque invitarlo dentro di me; ma esiste, dentro di me, un luogo ove il mio Dio possa venire, Dio che creò il cielo e la terra? C’è davvero dentro di me, Signore, qualcosa capace di contenerti? Bastano forse a contenerti il cielo e la terra, che tu stesso hai creato e in cui mi hai creato? Oppure, poiché senza di te nulla esisterebbe di quanto esiste, avviene che tutto quanto esiste ti contiene? E poiché anch’io esisto così, a che scopo chiederti di venire dentro di me, quando io non esisterei, se tu non fossi in me? Non sono ancora giunto nelle profondità degli inferi, sebbene tu sei anche là, e quando pure sarò disceso all’inferno, tu sarai là. Dunque io non sarei, Dio mio, non sarei affatto, se tu non fossi in me; o meglio, non sarei se non fossi in te, poiché tutto da te, tutto per te, tutto in te. Sì, è così, Signore, è così. Dove dunque posso invocarti, se già io sono in te? Da dove arriverai a me? Dove posso ritrarmi, fuori dal cielo dalla terra, perché tu possa venire lì da un altro posto, tu che esclamasti: "Cielo e terra, io colmo"? Angusta è la casa della mia anima, perché tu possa entrare in essa; ingrandiscila tu. Cade in rovina; riparala tu.
Lo so e lo confesso. Ha di che disgustare i tuoi occhi.

03 agosto 2007

Io e Io

Era stato fantastico rivederci, anche solo per un giorno.
E mi venne in mente quella vecchia battuta, sapete, quella dove c'è un tale che va dallo psicanalista e dice: "Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina".
E il dottore gli dice: "E perché non lo interna?", e il tale risponde: "E a me dopo le uova chi me le fa?".
Beh, credo corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti di coppia.

E cioè che sono assolutamente irrazionali, e pazzi, e assurdi ma credo che continuino perché la maggior parte di noi, ha bisogno di uova.


[Woody Allen]

02 agosto 2007

Maroon 5 - Wake Up Call

Eccovi in anteprima quello che, lo scommetto, sarà il video più trasmesso su mtv nei prossimi mesi. Sono sicuro che ognuno di voi troverà una buonissima ragione per guardare questo video. Ce ne sono moltissime.
Spero solo non ci sia nessun frequentatore di questo blog che annovera tra questi motivi, anche la musica in questione; ci tengo, al buon gusto dei miei ospiti.

01 agosto 2007

Open Your Eyes

Questa è la canzone che voglio ascoltare mentre corro sull'asfalto senza meta e senza fermarmi aumentando sempre più la velocità con il vento tutto intorno e le luci sempre più sfocate e gli alberi a sfumarsi in strisce verdi sapendo che davanti c'è chi aprirà i suoi occhi per guardare dentro i miei e vedere il riflesso e sapendo che tutto questo mi lascerà stordito come già sono un po' adesso e sapendo infine che lo stordimento è il più bel risultato a cui sia mai giunto l'intelletto umano e che la razionalità si dimostra nella sua potenza solo quando si inchina all'inspiegabile ed è proprio quello il traguardo a cui voglio arrivare nel minor tempo possibile senza guardarmi indietro senza esitare perchè oggi è il primo agosto e ad agosto non bisogna attendere niente e nessuno.