Come a suggerirci che quando voli è talmente bello, da lassù, che dentro diventi un cielo.
15 giugno 2006
Renè nr. 1
Come a suggerirci che quando voli è talmente bello, da lassù, che dentro diventi un cielo.
13 giugno 2006
L'emozione della vita
Voci di corridoio sostengono che Berlusconi si sia impiccato questa mattina nella sua villa in Sardegna. In attesa di dichiarazioni ufficiali il suo portavoce, Maurizio Costanzo, non si è sbilanciato molto, limitandosi ad un ironico commento: "Da quanto è basso, avrà attaccato il cappio alla maniglia del bagno, mff mff mff". Molti milanesi sperano che la notizia sia infondata: c'è chi avrebbe preferito fosse accaduto ad Arcore, meno strada da fare per prendere a calci il cadavere. Del resto, potevamo anche aspettarcelo, il Cavaliere, dopo aver lasciato Palazzo Chigi ed aver provato l'ebbrezza del precariato, non deve aver retto il colpo.
Ratzinger, da molti ritenuto l'amante ufficiale del Cavaliere, si è incazzato come una iena, e ha deciso di inserire nel calendario altri otto giorni delle ceneri, quattro venerdì santi e due o tre digiuni sparsi qua e là. La penitenza, in caso qualche malcapitato si scordi di rispettare i suoi diktat, consisterà nel recitare a memoria quattro avemarie e l'inno di Forza Italia. A questo proposito si è trovato in disaccordo con Ruini, che avrebbe preferito Faccetta Nera.
L'irritazione del Papa è ben comprensibile, visti gli ultimi accadimenti in Sol Levante. Pare infatti che in Cina i costi di produzione di un Prete, dalla nascita al conseguimento dei voti, siano la metà di quelli necessari qui in Italia; per i Cardinali, poi, la cifra si riduce a meno di un quarto. Il governo cinese sta pensando seriamente di costruire la prima "Fabbrica dei Papi" nella storia, così che ognuno possa avere il proprio pontefice personalizzato. C'è chi pensa già a un papa donna, di colore, lesbica e possibilmente tettona: l'irritazione delle cariche Vaticane è alle stelle.
Il neo eletto Presidente del Consiglio Prodi, per compiacere un po' tutti 'sti preti incazzati, ha deciso di introdurre la religione cattolica come unica materia obbligatoria nelle classi superiori. Per il restante tempo si potrà scegliere se seguire le lezioni in classe, o essere educati in casa dalla propria famiglia, sempre che sia composta dalla regolare unione di un uomo e una donna. Inoltre, Prodi ha ufficialmente inserito l'omosessualità nella lista delle malattie pericolose ad alto contagio. Si è fatta un'eccezione per la neodeputata Luxuria, che ha assicurato il suo elettorato che da oggi andrà in parlamento con la mascherina antismog e qualche etto di trucco in meno.
Bruno Vespa ha intenzione di inaugurare un nuovo programma. Dopo l'emozionante "Porta a Porta" con Prodi, il commovente "Porta a Porta" con Berlusconi e l'agiografico "Faccia a Faccia" tra Prodi e Berlusconi, ha deciso di cavalcare il successo con un nuovo format da lui stesso ideato: si chiamerà "Porta in Faccia a Porta in Faccia". Protagonisti saranno Luttazzi e Santoro, che di porte in faccia se ne son viste sbattere parecchie davanti. Buttiglione, colpito in gioventù da un portone in bronzo sul mento, si è detto anche lui un esperto sull'argomento e ha deciso di partecipare alla trasmissione. Ha rivelato che nel corso del programma ringrazierà uno per uno tutti coloro che lo hanno votato a Torino, e terminerà l'intervento recitando a memoria "la Vispa Teresa".
Per terminare quest'allegra dissertazione dei più salienti fatti d'attualità, non si può fare a meno di ricordare a tutti che dopodomani è la "Giornata Mondiale per la Lotta al Mondiale", dedicata a tutti coloro che si sono strapazzati i coglioni di 'sti deficienti che prendono un miliardo per ogni calcio che tirano, e ne prendono due per ognuno che lasciano tirare alla Juve.
Bye.
09 giugno 2006
Racconto.
Per un momento è tutto buio. Torna la luce e scopro che una ragazza si è seduta proprio davanti a me. Neanche mi sforzo per capire come abbia fatto ad apparire lì, i neon sono rimasti spenti davvero per un attimo. La osservo discreto attraverso lo spazio tra i sedili, ha una ciocca di capelli viola e un piercing sul naso, di quelli piccoli, che brillano. Mi viene da pensare a una discussione fatta tempo prima, con quel mio amico; sosteneva che il piercing sul naso rende le persone volgari. Non gli ho mai creduto, lo giuro. Percepisco una rapida occhiata all'indietro, subito distolgo lo sguardo, ma tanto lo so, non sono bravo in queste cose. Ora chissà cosa penserà di me, che sono un maniaco forse, che voglio stuprarla in bagno.
Passa la hostess col suo piccolo carrellino, chiedo una Coca Cola ma mentre me la passa già sono pentito del mio gesto. Un venticinquenne che beve Coca cola non ha speranze, la ragazza davanti mi crederà troppo infantile, troppo piccolo.
Mentre bevo lei si alza, ecco, vuole cambiare posto, le ho dato fastidio. Una rapida occhiata verso di me, accenna un sorriso. Perplesso, non faccio in tempo a risponderle. La vedo entrare in bagno. Sono sollevato: tornerà.
Mi chiede se può sedersi accanto a me. E' italiana anche lei. Io annuisco e provo a sorriderle, un tentativo di rimediare alla freddezza di prima. Dal suo sguardo capisco che il sorriso non dev'essere venuto molto bene. Ora non vorrà più sedersi accanto a me, inventerà una scusa qualsiasi e tornerà da dov'era venuta. Invece si siede e comincia a parlare, vuole sapere cosa facevo a Parigi; mi vergogno a dirle che ero lì per un concorso, mi invento un vecchio amico in erasmus, non ci crederà mai. Scopro che suo padre è francese, quando era piccola lui aveva lasciato lei e la madre a Roma ed era tornato nel suo paese. Due o tre volte all'anno lei lo va a trovare. Lui non viene mai, invece. Non èmai più tornato in Italia. Dice sempre che gli fa troppa rabbia, un posto così bello trattato così.
Quando le dico che nella vita suono il violino si interessa moltissimo. Mi domanda di tutto, quando ho iniziato, quante ore suono al giorno, cosa si prova a stare sul palco davanti a persone assetate della tua musica. Faccio fatica a risponderle, ho paura di annoiarla, ora andrà via pensandomi pazzo. Rimane, e sembra non smettere mai di chiedere. Forse avrebbe continuato per sempre, ma gli altoparlanti parlano con la voce grave del capitano, stiamo atterrando. Non ho mai sentito un pilota con la voce acuta. Sarà un requisito, chissà. Mi saluta e torna al suo posto, non la rivedrò mai più, lo so.
Mi preparo ad aspettare ore, sono davanti al nastro trasportatore che dovrebbe fagocitare il mio bagaglio, c'è solamente uno zaino sopra, conto le volte che mi passa davanti, cinque, dieci, venti. Dopo quaranta minuti e ventisette giri compaiono finalmente altre valigie. Ecco anche la mia, mi avvicino per prenderla quando vedo la ragazza con il piercing correre verso di me. Mi urla di portarle quella borsa viola sul nastro, appena davanti alla mia. Rimango per un momento stordito dall'incredibile uguaglianza tra la sua ciocca di capelli e la tinta della valigia.
Vorrei chiederle il numero, ma so che inventerebbe una scusa per non darmelo quindi evito l'argomento; usciti dall'aeroporto ci salutiamo, e lei mi chiede il numero, così possiamo rivederci. Così ci risentiamo, dice. Ci scambiamo i cellulari e lei è già lontana, su un taxi.
Arrivo a casa e tiro fuori il violino, comincio a suonare quando sento vibrare, mi è arrivato un messaggio. E' lei. Sicuramente avrà perso qualcosa e sarà convinta che sono stato io a rubarlo, non posso essere così sfortunato. Lo leggo. "Mi piacerebbe sentirti suonare. Una volta, suona qualcosa per me." Penso che tutto questo è incredibile. Migliaia di persone pagano per i miei concerti, per sentirmi suonare, ogni settimana. Migliaia di persone comprano i miei dischi. Le riviste pubblicano recensioni entusiaste delle mie esibizioni, sono acclamato ovunque.
Ma nessuno, prima d'ora, mi aveva mai chiesto di suonargli qualcosa. Sorrido, con il cellulare in mano.
Mentre premo su "rispondi", penso che non so neanche come si chiama.
Passa la hostess col suo piccolo carrellino, chiedo una Coca Cola ma mentre me la passa già sono pentito del mio gesto. Un venticinquenne che beve Coca cola non ha speranze, la ragazza davanti mi crederà troppo infantile, troppo piccolo.
Mentre bevo lei si alza, ecco, vuole cambiare posto, le ho dato fastidio. Una rapida occhiata verso di me, accenna un sorriso. Perplesso, non faccio in tempo a risponderle. La vedo entrare in bagno. Sono sollevato: tornerà.
Mi chiede se può sedersi accanto a me. E' italiana anche lei. Io annuisco e provo a sorriderle, un tentativo di rimediare alla freddezza di prima. Dal suo sguardo capisco che il sorriso non dev'essere venuto molto bene. Ora non vorrà più sedersi accanto a me, inventerà una scusa qualsiasi e tornerà da dov'era venuta. Invece si siede e comincia a parlare, vuole sapere cosa facevo a Parigi; mi vergogno a dirle che ero lì per un concorso, mi invento un vecchio amico in erasmus, non ci crederà mai. Scopro che suo padre è francese, quando era piccola lui aveva lasciato lei e la madre a Roma ed era tornato nel suo paese. Due o tre volte all'anno lei lo va a trovare. Lui non viene mai, invece. Non èmai più tornato in Italia. Dice sempre che gli fa troppa rabbia, un posto così bello trattato così.
Quando le dico che nella vita suono il violino si interessa moltissimo. Mi domanda di tutto, quando ho iniziato, quante ore suono al giorno, cosa si prova a stare sul palco davanti a persone assetate della tua musica. Faccio fatica a risponderle, ho paura di annoiarla, ora andrà via pensandomi pazzo. Rimane, e sembra non smettere mai di chiedere. Forse avrebbe continuato per sempre, ma gli altoparlanti parlano con la voce grave del capitano, stiamo atterrando. Non ho mai sentito un pilota con la voce acuta. Sarà un requisito, chissà. Mi saluta e torna al suo posto, non la rivedrò mai più, lo so.
Mi preparo ad aspettare ore, sono davanti al nastro trasportatore che dovrebbe fagocitare il mio bagaglio, c'è solamente uno zaino sopra, conto le volte che mi passa davanti, cinque, dieci, venti. Dopo quaranta minuti e ventisette giri compaiono finalmente altre valigie. Ecco anche la mia, mi avvicino per prenderla quando vedo la ragazza con il piercing correre verso di me. Mi urla di portarle quella borsa viola sul nastro, appena davanti alla mia. Rimango per un momento stordito dall'incredibile uguaglianza tra la sua ciocca di capelli e la tinta della valigia.
Vorrei chiederle il numero, ma so che inventerebbe una scusa per non darmelo quindi evito l'argomento; usciti dall'aeroporto ci salutiamo, e lei mi chiede il numero, così possiamo rivederci. Così ci risentiamo, dice. Ci scambiamo i cellulari e lei è già lontana, su un taxi.
Arrivo a casa e tiro fuori il violino, comincio a suonare quando sento vibrare, mi è arrivato un messaggio. E' lei. Sicuramente avrà perso qualcosa e sarà convinta che sono stato io a rubarlo, non posso essere così sfortunato. Lo leggo. "Mi piacerebbe sentirti suonare. Una volta, suona qualcosa per me." Penso che tutto questo è incredibile. Migliaia di persone pagano per i miei concerti, per sentirmi suonare, ogni settimana. Migliaia di persone comprano i miei dischi. Le riviste pubblicano recensioni entusiaste delle mie esibizioni, sono acclamato ovunque.
Ma nessuno, prima d'ora, mi aveva mai chiesto di suonargli qualcosa. Sorrido, con il cellulare in mano.
Mentre premo su "rispondi", penso che non so neanche come si chiama.
Esiste babbo natale?
Da un'attendibile rivista a tematica scientifica:
"Esiste Babbo Natale?
Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto. Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:
Trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta );
Saltare giù dalla slitta;
Sscendere dal camino;
Riempire le calze;
Distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
Mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
Risalire dal camino;
Saltare sulla slitta;
Decollare per la successiva destinazione.
Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II. Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo."
"Esiste Babbo Natale?
Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto. Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:
Trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta );
Saltare giù dalla slitta;
Sscendere dal camino;
Riempire le calze;
Distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
Mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
Risalire dal camino;
Saltare sulla slitta;
Decollare per la successiva destinazione.
Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II. Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo."
Invincible
Follow through
Make your dreams come true
Don't give up the fight
You will be alright
Cause there's no one like you in the universe
Don't be afraid
What your mind consumes
You should make a stand
Stand up for what you believe
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
During the struggle
They will pull us down
But please, please
Lets use this chance
To turn things around
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
Do it on your own
It makes no difference to me
What you leave behind
What you choose to be
And whatever they say
Your souls unbreakable
During the struggle
They will pull us down
But please, please
Let use this chance
To turn things around
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
Together we're invincible
During the struggle
They will pull us down
Please, please
Let use this chance
To turn things around
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
Together we're invincible
Make your dreams come true
Don't give up the fight
You will be alright
Cause there's no one like you in the universe
Don't be afraid
What your mind consumes
You should make a stand
Stand up for what you believe
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
During the struggle
They will pull us down
But please, please
Lets use this chance
To turn things around
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
Do it on your own
It makes no difference to me
What you leave behind
What you choose to be
And whatever they say
Your souls unbreakable
During the struggle
They will pull us down
But please, please
Let use this chance
To turn things around
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
Together we're invincible
During the struggle
They will pull us down
Please, please
Let use this chance
To turn things around
And tonight
We can truly say
Together we're invincible
Together we're invincible
06 giugno 2006
04 giugno 2006
Iraq
Sono nel deserto. Un uomo cammina svelto, accanto a me; è un militare, così sembra dall'abbigliamento che indossa. Mi da una pacca sulla spalla come per incoraggiarmi ad andare più veloce. Non voglio andare più veloce. Dove sono?
Sento sulla schiena il peso di qualcosa; con le mani raggiungo il retro del collo, c'è un oggetto freddo. Metallo. Un'arma. Mi giro verso l'uomo per chiedergli cosa voglia dire tutto questo, cosa stia facendo lì. Non faccio in tempo neanche ad aprire la bocca: un'esplosione, fortissima, ci scaraventa via l'uno dall'altro. Ripenso un momento alla domanda che stavo per fargli. Sono in una guerra?
Terrorizzato corro verso il luogo in cui ho visto cadere il soldato. Trovo soltanto un cratere. E' vuoto. Pochi metri più in là, un braccio. Sto per impazzire.
Comincio a urlare sempre più forte: voglio superare il frastuono di queste bombe, e della morte; ma più le mie grida si fanno strazianti, più il suono della guerra è possente e infinito. Sembra che mi ascolti e mi controlli. Sto per impazzire. All'improvviso sento due mani forti che mi trascinano via all'indietro, per qualche metro. Passa un attimo, solo un istante, e il luogo dove mi trovavo appena prima non c'è più. Al suo posto, un altro buco. Stanno riempendo il mondo di ferite. Penso per un attimo a quanto stiamo regredendo, a quanto stiamo tornando indietro: trent'anni fa, erano riusciti a portare la vita della Terra sulla Luna. Oggi, invece, stanno portando i crateri della Luna sulla Terra.
Scopro dietro di me una decina di soldati, sembra che stiano fuggendo. Vedo colui che mi ha salvato la vita. Mi sta urlando qualcosa, ma tanto non posso ascoltarlo. Non sento più niente, ormai. Li seguo.
Corriamo per un'eternità. Sono allo stremo, quando mi accorgo che il boato è ormai lontano, si percepisce appena, alle mie spalle. Mi guardo intorno: sembra un accampamento. Non tutti sono tornati; il mio salvatore e altri due uomini sono saltati in aria, mentre scappavamo. Alcune tende rimarranno vuote, stasera. Ne troverò facilmente una libera per me.
Vorrei parlare con tutte queste persone, farmi spiegare, ma sono troppo stravolto, chiederò domani. Apro una tenda e mi butto sulla prima brandina libera. Sento un enorme stanchezza trascinarmi via. E' buio.
Non riesco ad addormentarmi. Il volume è troppo alto. Apro rapidamente gli occhi; sono sul mio divano, lo schermo trasmette immagini di guerra. Con il telecomando, spengo la televisione. Ho uno strano sorriso sul volto. Ora sì, posso dormire.
Il mattino dopo, quando suona la sveglia, il mio primo pensiero è che devo studiare.
Sento sulla schiena il peso di qualcosa; con le mani raggiungo il retro del collo, c'è un oggetto freddo. Metallo. Un'arma. Mi giro verso l'uomo per chiedergli cosa voglia dire tutto questo, cosa stia facendo lì. Non faccio in tempo neanche ad aprire la bocca: un'esplosione, fortissima, ci scaraventa via l'uno dall'altro. Ripenso un momento alla domanda che stavo per fargli. Sono in una guerra?
Terrorizzato corro verso il luogo in cui ho visto cadere il soldato. Trovo soltanto un cratere. E' vuoto. Pochi metri più in là, un braccio. Sto per impazzire.
Comincio a urlare sempre più forte: voglio superare il frastuono di queste bombe, e della morte; ma più le mie grida si fanno strazianti, più il suono della guerra è possente e infinito. Sembra che mi ascolti e mi controlli. Sto per impazzire. All'improvviso sento due mani forti che mi trascinano via all'indietro, per qualche metro. Passa un attimo, solo un istante, e il luogo dove mi trovavo appena prima non c'è più. Al suo posto, un altro buco. Stanno riempendo il mondo di ferite. Penso per un attimo a quanto stiamo regredendo, a quanto stiamo tornando indietro: trent'anni fa, erano riusciti a portare la vita della Terra sulla Luna. Oggi, invece, stanno portando i crateri della Luna sulla Terra.
Scopro dietro di me una decina di soldati, sembra che stiano fuggendo. Vedo colui che mi ha salvato la vita. Mi sta urlando qualcosa, ma tanto non posso ascoltarlo. Non sento più niente, ormai. Li seguo.
Corriamo per un'eternità. Sono allo stremo, quando mi accorgo che il boato è ormai lontano, si percepisce appena, alle mie spalle. Mi guardo intorno: sembra un accampamento. Non tutti sono tornati; il mio salvatore e altri due uomini sono saltati in aria, mentre scappavamo. Alcune tende rimarranno vuote, stasera. Ne troverò facilmente una libera per me.
Vorrei parlare con tutte queste persone, farmi spiegare, ma sono troppo stravolto, chiederò domani. Apro una tenda e mi butto sulla prima brandina libera. Sento un enorme stanchezza trascinarmi via. E' buio.
Non riesco ad addormentarmi. Il volume è troppo alto. Apro rapidamente gli occhi; sono sul mio divano, lo schermo trasmette immagini di guerra. Con il telecomando, spengo la televisione. Ho uno strano sorriso sul volto. Ora sì, posso dormire.
Il mattino dopo, quando suona la sveglia, il mio primo pensiero è che devo studiare.
01 giugno 2006
Sorprese
La giornata di ieri ha riservato una sorpresa bellissima. Iniziata come una normalissima mattina preuniversitaria, pochi minuti su internet prima delle lezioni hanno rivelato l'irrilevabile: l'album di Thom, "The Eraser", era su internet, per mano di qualche individuo fortunato. Pochi minuti, ed era già in download. No, fermi tutti, è che manca ancora un mese alla sua uscita ufficiale, non potevo davvero aspettare! Quando uscirà, poi, ovviamente lo comprerò originale.
L'album è radioheaddish al massimo, tanto da poterlo confondere con un nuovo album loro, in fin dei conti seppur il genere è un po' diverso da quello dei loro ultimi album, i radiohead hanno cambiato genere così tante volte che non sembrerebbe affatto strano un disco simile nel loro repertorio. Le song sono quasi tutte bellissime, condite dell'originalità che caratterizza tutto quello che fa Thom Yorke e dalla sua voce, stavolta ai massimi storici. Nessuna canzone è immediata, hanno tutte bisogno di qualche ascolto, ma basta un po' per innamorarsene senza problemi. Una batteria quasi da drum&bass percorre quasi tutte le canzoni, e synth su synth fanno quasi tutto il resto, con timide chitarre che appaiono ogni tanto, ma considerando che è lui a suonarle, e che lui lo sa fare molto poco, accontentiamoci. Anche perchè il risultato è stupendo, inutile, è stupendo.
La penultima traccia "Harrowdown Hill" è diventata una delle mie canzoni preferite dopo pochi ascolti, con quell'inserto di voce "We think the same thing at the same time..." che si ripete in continuazione, bellissima davvero. Poi c'è "Black Swan", la più "commerciale" del disco (nel senso che sarà inserita come colonna sonora di un film, per il resto è identica alle altre... Forse un minimo più orecchiabile, ma niente di più), bella anche lei. E poi le altre, spicca "The Clock", che fa impazzire per la batteria e l'ultima "Cymbal Rush" che ha una melodia da panico.
Non succede spesso una cosa così, insomma. Quest'album, qualsiasi cosa, resterà nella storia dei Radiohead, e dato che i Radiohead resteranno nella storia della musica, la conclusione è semplice.
Ora, aspettiamo l'anno prossimo. Ho da fare, tanto...
L'album è radioheaddish al massimo, tanto da poterlo confondere con un nuovo album loro, in fin dei conti seppur il genere è un po' diverso da quello dei loro ultimi album, i radiohead hanno cambiato genere così tante volte che non sembrerebbe affatto strano un disco simile nel loro repertorio. Le song sono quasi tutte bellissime, condite dell'originalità che caratterizza tutto quello che fa Thom Yorke e dalla sua voce, stavolta ai massimi storici. Nessuna canzone è immediata, hanno tutte bisogno di qualche ascolto, ma basta un po' per innamorarsene senza problemi. Una batteria quasi da drum&bass percorre quasi tutte le canzoni, e synth su synth fanno quasi tutto il resto, con timide chitarre che appaiono ogni tanto, ma considerando che è lui a suonarle, e che lui lo sa fare molto poco, accontentiamoci. Anche perchè il risultato è stupendo, inutile, è stupendo.
La penultima traccia "Harrowdown Hill" è diventata una delle mie canzoni preferite dopo pochi ascolti, con quell'inserto di voce "We think the same thing at the same time..." che si ripete in continuazione, bellissima davvero. Poi c'è "Black Swan", la più "commerciale" del disco (nel senso che sarà inserita come colonna sonora di un film, per il resto è identica alle altre... Forse un minimo più orecchiabile, ma niente di più), bella anche lei. E poi le altre, spicca "The Clock", che fa impazzire per la batteria e l'ultima "Cymbal Rush" che ha una melodia da panico.
Non succede spesso una cosa così, insomma. Quest'album, qualsiasi cosa, resterà nella storia dei Radiohead, e dato che i Radiohead resteranno nella storia della musica, la conclusione è semplice.
Ora, aspettiamo l'anno prossimo. Ho da fare, tanto...
31 maggio 2006
Film
Questa settimana ho visto 5 film. In 8 giorni. Se poi si considera che uno di questi dura 6 ore, bhè posso ritenermi soddisfatto. Sono andato 3 volte al cinema: ho visto Il Codice da Vinci, Xmen3 e Volver. Poi, a casa, ho visto tutta La Meglio Gioventù, e Jarhead. Cinque, cazzo, di film.
Vedo tantissimi film, io, in generale. La televisione no, non la guardo mai. Mi fa schifo. La trovo stupida, e trovo stupido soprattutto il fatto che sia lei a decidere cosa farti vedere, e non tu.
Ma i film, bhè, di quelli ne guardo a palate. Guardare un film è decidere TU cosa vuoi vedere. Poi, il film può fartelo vedere in maniera bella o brutta, può essere fatto bene o male. Ma sei tu a decidere, cazzo. Quando sono a casa la sera al 90% vedo un film, in un modo o nell'altro: su sky, lo affitto, lo scarico. Quando non sono in casa, la sera, un buon motivo potrebbe essere perchè sono al cinema. Non credo ci siano tante persone che hanno visto così tanti film quanti ne ho visti io. Magari la maggior parte sono puttanate, eh? Non sono uno da film d'autore, men che mai se sono vecchi reperti storici del dopoguerra. Sono uno da film moderni, contemporanei: belli, sì. Ma non pesanti, o incomprensibili, o troppo impegnati. Poi dipende anche dal momento insomma. In generale però mi interesso molto di cinema: conosco, mi informo, se vedo quell'attore o quel regista che mi sono piaciuti, mi informo sugli altri lavori fatti e magari a breve me li guardo. Cose così, insomma. Vado molto orgoglioso della mia cultura cinematografica. Non sono molte le cose di cui vado orgoglioso, poi, a pensarci bene.
Tornando ai 5 film settimanali:
1. che dire, Il Codice è quello che è. Scontato, a mio parere una trasposizione più che decente del libro, niente di più. Onore, però, alle musiche. Hans Zimmer: è un genio. Esci dalla sala che non sei in grado di canticchiare neanche una di quelle musiche, ma sai benissimo che il film ti è piaciuto perchè loro erano lì, e ti emozionavano. Senza temi, senza melodie: puro coinvolgimento. Entertaining.
2. La Meglio Gioventù. Considerando che Giordana è a mio parere il più grande regista italiano vivente, non ho parole. La Meglio Gioventù è forse il suo capolavoro assoluto, anche se un paragone con I Cento Passi o con Quando Sei Nato Non Puoi Più Nasconderti è difficile, tanto sono diversi i tre film. Ma cazzo, quanto sono veri gli attori, belli i dialoghi, e appassionante la storia, così normale.
3. Xmen3: effetti speciali mai visti così. Divertente, carino e tutto il resto che si può dire su un film di Xmen. Non annoia, ecco. Ed è un complimento.
4. Jarhead. Dal regista di American Beauty forse mi aspettavo qualcosina in più. A volte un po' lento, nonostante l'indubbia originalità e per quanto sia positivissimo un film su un argomento del genere (querra in Iraq). Attori all'ennesima potenza. Bravi, tutti. La vita dei Marines non è mai stata così sconcertante: ed ho paura che purtroppo sia terribilmente realistica. Senza lode, ma sopra la media.
5. Volver è bellissimo. Almodovar non mi ha mai deluso e non lo ha fatto neanche stavolta. Probabilmente il film dell'anno, e meritava la palma d'oro (ma come faccio a dirlo? Mica l'ho visto quello che ha vinto!!) Comunque. Trama stupenda, attrici (tutte donne, sì) bravissime (Carmen Maura è dio). E poi, la Spagna. Che è quella che è. Cazzo, che nostalgia.
Vedo tantissimi film, io, in generale. La televisione no, non la guardo mai. Mi fa schifo. La trovo stupida, e trovo stupido soprattutto il fatto che sia lei a decidere cosa farti vedere, e non tu.
Ma i film, bhè, di quelli ne guardo a palate. Guardare un film è decidere TU cosa vuoi vedere. Poi, il film può fartelo vedere in maniera bella o brutta, può essere fatto bene o male. Ma sei tu a decidere, cazzo. Quando sono a casa la sera al 90% vedo un film, in un modo o nell'altro: su sky, lo affitto, lo scarico. Quando non sono in casa, la sera, un buon motivo potrebbe essere perchè sono al cinema. Non credo ci siano tante persone che hanno visto così tanti film quanti ne ho visti io. Magari la maggior parte sono puttanate, eh? Non sono uno da film d'autore, men che mai se sono vecchi reperti storici del dopoguerra. Sono uno da film moderni, contemporanei: belli, sì. Ma non pesanti, o incomprensibili, o troppo impegnati. Poi dipende anche dal momento insomma. In generale però mi interesso molto di cinema: conosco, mi informo, se vedo quell'attore o quel regista che mi sono piaciuti, mi informo sugli altri lavori fatti e magari a breve me li guardo. Cose così, insomma. Vado molto orgoglioso della mia cultura cinematografica. Non sono molte le cose di cui vado orgoglioso, poi, a pensarci bene.
Tornando ai 5 film settimanali:
1. che dire, Il Codice è quello che è. Scontato, a mio parere una trasposizione più che decente del libro, niente di più. Onore, però, alle musiche. Hans Zimmer: è un genio. Esci dalla sala che non sei in grado di canticchiare neanche una di quelle musiche, ma sai benissimo che il film ti è piaciuto perchè loro erano lì, e ti emozionavano. Senza temi, senza melodie: puro coinvolgimento. Entertaining.
2. La Meglio Gioventù. Considerando che Giordana è a mio parere il più grande regista italiano vivente, non ho parole. La Meglio Gioventù è forse il suo capolavoro assoluto, anche se un paragone con I Cento Passi o con Quando Sei Nato Non Puoi Più Nasconderti è difficile, tanto sono diversi i tre film. Ma cazzo, quanto sono veri gli attori, belli i dialoghi, e appassionante la storia, così normale.
3. Xmen3: effetti speciali mai visti così. Divertente, carino e tutto il resto che si può dire su un film di Xmen. Non annoia, ecco. Ed è un complimento.
4. Jarhead. Dal regista di American Beauty forse mi aspettavo qualcosina in più. A volte un po' lento, nonostante l'indubbia originalità e per quanto sia positivissimo un film su un argomento del genere (querra in Iraq). Attori all'ennesima potenza. Bravi, tutti. La vita dei Marines non è mai stata così sconcertante: ed ho paura che purtroppo sia terribilmente realistica. Senza lode, ma sopra la media.
5. Volver è bellissimo. Almodovar non mi ha mai deluso e non lo ha fatto neanche stavolta. Probabilmente il film dell'anno, e meritava la palma d'oro (ma come faccio a dirlo? Mica l'ho visto quello che ha vinto!!) Comunque. Trama stupenda, attrici (tutte donne, sì) bravissime (Carmen Maura è dio). E poi, la Spagna. Che è quella che è. Cazzo, che nostalgia.
30 maggio 2006
23 maggio 2006
Check Out
Il mio blog è anziano, sapete?
Ha più di un anno cazzo, un anno e 3 settimane. E' un botto, no?
Non ho scritto il post commemorativo della data fatidica, era il 7 maggio 2005, il mio primo post. Non l'ho scritto un po' perchè me ne sono dimenticato, un po' perchè scrivere cose tristi ricordando una data così allegra non mi sarebbe proprio andato giù. Scriverò quello dei due anni, se sarà una data bella anche quella: le cose belle vanno commemorate in momenti belli, non in momenti brutti.
Potrei dire le solite cose che dicono tutti, stile "quando ho iniziato non pensavo che sarebbe durato così tanto, pensavo di stufarmi dopo pochissimo", ma non lo farò. Un po' quello che dicono tutti è vero, ma è anche vero che col passare del tempo scopri che il tuo blog alla fine non te lo legge proprio nessuno, che tu lo scrivi soprattutto per te, per avere la possibilità di andare a rispulciare quello che hai scritto un anno prima, e scoprire delle cose bellissime. Quindi non hai mai voglia di smettere, vorresti continuare sempre. Non avrei mai pensato fosse così bello leggere cosa pensavo 6 mesi fa, cosa facevo 7 mesi fa, o chi amavo 8 mesi fa. Alla fine è tutto qui no? Perchè tanto se uno prova a ricordarsele, le cose, sono sempre sfalsate. Oggi mi sembra tutto così brutto, quest'anno che ho passato: ma non è così, la vera cosa brutta è l'oggi, il periodo che sto vivendo. E questo mi filtra tutto quanto. L'ultimo anno della mia vita, invece, è stato bellissimo, così pieno forse come mai nessun'altro; sicuramente è stato l'anno in cui sono cresciuto di più, in cui ho affrontato moltissime cose e in cui ho scoperto di doverne affrontare ancora molte di più. E se ora so che è stato così, lo devo al mio blog, merda. La tecnologia sta cambiandoci davvero la vita:-)...
Uff, ho da fare: devo studiare.
Ho mille stress, e mi piacerebbe poterne parlare qui, del perchè tutto va a rotoli adesso, del perchè nella mia testa c'è come una strana melma verdastra che ricopre tutto e non mi fa capire niente, del perchè vedo le persone e non dico quello che penso, del perchè sono così fottutamente strano, del perchè del perchè del perchè, e di perchè ce ne sarebbero tantissimi. Ma parafrasando la frase di un film, mi viene soltanto da dire che
"Ogni uomo ha un segreto inconfessabile". Io forse ne ho qualcuno in più.
Oddio, forse non sono così inconfessabili, però.
Ha più di un anno cazzo, un anno e 3 settimane. E' un botto, no?
Non ho scritto il post commemorativo della data fatidica, era il 7 maggio 2005, il mio primo post. Non l'ho scritto un po' perchè me ne sono dimenticato, un po' perchè scrivere cose tristi ricordando una data così allegra non mi sarebbe proprio andato giù. Scriverò quello dei due anni, se sarà una data bella anche quella: le cose belle vanno commemorate in momenti belli, non in momenti brutti.
Potrei dire le solite cose che dicono tutti, stile "quando ho iniziato non pensavo che sarebbe durato così tanto, pensavo di stufarmi dopo pochissimo", ma non lo farò. Un po' quello che dicono tutti è vero, ma è anche vero che col passare del tempo scopri che il tuo blog alla fine non te lo legge proprio nessuno, che tu lo scrivi soprattutto per te, per avere la possibilità di andare a rispulciare quello che hai scritto un anno prima, e scoprire delle cose bellissime. Quindi non hai mai voglia di smettere, vorresti continuare sempre. Non avrei mai pensato fosse così bello leggere cosa pensavo 6 mesi fa, cosa facevo 7 mesi fa, o chi amavo 8 mesi fa. Alla fine è tutto qui no? Perchè tanto se uno prova a ricordarsele, le cose, sono sempre sfalsate. Oggi mi sembra tutto così brutto, quest'anno che ho passato: ma non è così, la vera cosa brutta è l'oggi, il periodo che sto vivendo. E questo mi filtra tutto quanto. L'ultimo anno della mia vita, invece, è stato bellissimo, così pieno forse come mai nessun'altro; sicuramente è stato l'anno in cui sono cresciuto di più, in cui ho affrontato moltissime cose e in cui ho scoperto di doverne affrontare ancora molte di più. E se ora so che è stato così, lo devo al mio blog, merda. La tecnologia sta cambiandoci davvero la vita:-)...
Uff, ho da fare: devo studiare.
Ho mille stress, e mi piacerebbe poterne parlare qui, del perchè tutto va a rotoli adesso, del perchè nella mia testa c'è come una strana melma verdastra che ricopre tutto e non mi fa capire niente, del perchè vedo le persone e non dico quello che penso, del perchè sono così fottutamente strano, del perchè del perchè del perchè, e di perchè ce ne sarebbero tantissimi. Ma parafrasando la frase di un film, mi viene soltanto da dire che
"Ogni uomo ha un segreto inconfessabile". Io forse ne ho qualcuno in più.
Oddio, forse non sono così inconfessabili, però.
19 maggio 2006
16 maggio 2006
The Eraser
Il primo album di Thom Yorke solista e, molto probabilmente, l'ultimo, poi, esce una volta sola.
Un album solista in cui il cantante è anche quello che suona tutti gli strumenti uno per uno, esce molto raramente.
Un album a sorpresa che da quando viene annunciato a quando esce passano neanche due mesi, è cosa quasi introvabile oggigiorno.
Un album della persona che io considero possedeere la voce più bella del mondo, poi esce molto di rado. Se è un album molto eletronico, poi, esce ancor più di rado.
Ecco perchè il 10 luglio avrò da fare...
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