14 novembre 2005

Il Dubbio

Credo sia qualcosa di tacitamente insito nel concetto di Nazione: ormai si è capito che ogni Paese, in quanto tale, ha il suo Bruno Vespa. Possiamo smetterla dunque di fare le vittime sacrificali. Per quanto sia incredibile, in ogni stato di questo pianeta c'è un uomo ricoperto di nei che striscia e lecca ovunque. Meraviglioso, il mondo, viene da dire.
La prova ci viene direttamente dalla Giordania, paese recentemente colpito da un altro straziante attentato terroristico, sul quale ovviamente non mi piace scherzare. La cosa assurda però è l'agghiacciante normalità con la quale si è mostrata nelle televisioni di mezzo mondo la donna-kamikaze che non è riuscita a farsi saltare in aria. Ora: sono da sempre contrario all'utilizzo esagerato dei mezzi televisivi, che prima di tutto ledono la mia libertà di non vedere, e non meno ledono quella degli altri di non dire. Mi sembra esagerato mostrare al mondo le dichiarazioni di una donna che, purtroppo, non pensa con la sua testa ma con quella dei veri assassini che lì l'hanno mandata: sono immagini che non fanno altro che rendere "giustificabili" le guerre (da un'ottica vendicativa che non mi appartiene, comunque), e che servono soltanto a Bush, per alimentare l'odio, che è da sempre la calamita che il suo governo utilizza per attirare consensi.
In ogni caso un dubbio mi è venuto. A quanto ne so, sono rare le donne kamikaze, e un motivo ci dev'essere. Del resto mi viene in mente una cosa. Mi pare che dopo la morte tutti loro vadano in un fantastico paradiso, pieno di frutti deliziosi e di vergini disponibili per l'eternità.
Ora: cosa ci va a fare una donna, anche abbastanza grassa, in un posto del genere?
La dieta della frutta??

13 novembre 2005

Non corre diritto, il cuore degli uomini.

(immagine by fotogramma, http://fotogramma.ilcannocchiale.it/)

Io costruirò una strada, disse. Da qualche parte, non so, ma la costruirò. Una strada come mai nessuno l'ha immaginata. Una strada che finisce dove inizia. La costruirò in mezzo al niente, neanche una baracca, o uno steccato, niente. Non sarà una strada fatta per la gente, sarà una pista, fatta per correre. Non porterà da nessuna parte, perchè porterà a se stessa, e sarà fuori dal mondo, e lontano da qualsiasi imperfezione. Sarà tutte le strade della terra strette in una, e sarà dove sognava di arrivare chiunque sia partito. La disegnerò io e, sa una cosa?, la farò lunga abbastanza da mettere in fila tutta la mia vita, curva dopo curva, tutto ciò che i miei occhi hanno visto e non hanno dimenticato. Nulla andrà perduto, nè la curva di un tramonto, nè la piega di un sorriso. Ogni cosa non l'avrò vissuta invano, perchè diventerà terra speciale, e disegno per sempre, e pista perfetta. Vogliodire questo: quando avrò finito di costruirla, salirò su un'automobile, metterò in moto, e da solo inizierò a girare, sempre più veloce. Continuerò senza fermarmi fino a quando non sentirò più le braccia ed avrò la certezza di percorrere un anello perfetto. Allora mi fermerò nel punto esatto da cui eropartito. Scenderò dall'automobile e, senza voltarmi, me ne andrò.
Sorrideva. Orgoglioso.
Dici sul serio?, chisi.
Sì.
Davvero?
E' la cosa per cui vivo.
Scossi la testa, ridendo.
Ti ci vorranno un bel po' di soldi.
Li troverò.
Lo disse con l'aria di uno che li avrebbe trovati. Me lo immaginai al volante, fermo sul rettilineo della sua pista, un attimo prima di accendere il motore, e riprendersi la sua vita.
Mi spiacerà non esser lì, quel giorno, dissi.
Lui si sporse verso di me, e con la punta di un dito sfiorò la curva della mia fronte, come per impararla.
Ci sarà, disse.

***Meno Due***


Look at the stars,
Look how they shine for you,
And everything you do,
Yeah they were all yellow,

I came along
I wrote a song for you
And all the things you do
And it was called yellow

So then I took my turn
Oh all the things I've done
And it was all yellow

Your skin
Oh yeah your skin and bones
Turn into something beautiful
D'you know you know I love you so
You know I love you so

I swam across
I jumped across for you
Oh all the things you do
Cause you were all yellow

I drew a line
I drew a line for you
Oh what a thing to do
And it was all yellow

Your skin
Oh yeah your skin and bones
Turn into something beautiful
D'you know for you i bleed myself dry
For you i bleed myself dry

Its true look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine
look at the stars look how they shine for you

12 novembre 2005

***Meno Tre***


one.. two.
still my heart, and hold my tongue
i feel my time, my time has come
let me in, unlock the door
i never felt this way before

and the wheels just keep on turning
the drummer begins to drum
i don't know which way i'm going
i don't know which way i've come.

hold my head, inside your hands
i need someone who understands
i need someone, someone who hears
for you i've waited all these years

for you i'd wait, til kingdom come
until my day, my day is done
and say you'll come, and set me free
just say you'll wait, you'll wait for me.

in your tears, and in your blood
in your fire, and in your flood
i hear you laugh, i heard you sing
i wouldn't change a single thing

and the wheels just keep on turning
the drummers begin to drum
i don't know which way I'm going
i dont know what i'll become

for you'd i'd wait, til kingdom come
until my days, my days are done
say you'll come, and set me free
just say you'll wait, you'll wait for me
just say you'll wait, you'll wait for me
just say you'll wait, you'll wait for me.

11 novembre 2005

***Meno Quattro***


A warning sign,
I missed the good part then I realized,
I started looking and the bubble burst.
I started looking for excuses.

Come on in,
I've gotta tell you what a state I'm in,
I've gotta tell you in my loudest tones,
That I started looking for a warning sign.

When the truth is,
I miss you.
Yeah the truth is,
That I miss you so.

A warning sign,
It came back to haunt me and I realized,
That you were an island and I passed you by,
And you were an island to discover.

Come on in,
I've gotta tell you what a state I'm in,
I've gotta tell you in my loudest tones,
That I started looking for a warning sign.

When the truth is,
I miss you.
Yeah the truth is,
That I miss you so.

And I'm tired,
I should not have let you down.

So I crawl back into your open arms.
Yes I crawl back into your open arms.

Questo è un giorno un po' speciale per me.

Sì, oggi è una giornata un po' speciale. Sto aspettando infatti l'uscita di un nuovo romanzo di Baricco da quasi 5 anni, quando è uscito quel capolavoro che è "City", e vi assicuro che cinque anni non sono pochi, se Baricco è il tuo scrittore preferito. In questo intervallo di tempo AB ha scritto qualcosa, un romanzo breve che si chiama "Senza Sangue", qualche saggio, la discussa "Iliade", un po' di teatro e qualche articolo su giornali sparsi. Niente di brutto, per carità: "Senza Sangue" è bellissimo, la sua "Iliade" è senza dubbio un'opera che andava fatta e non ho niente da dire sugli articoli che ci ha lasciato. Ma mancava qualcosa, da troppo: mancavano i lunghi monologhi, le atmosfere, i dialoghi incredibili, mancava la vera forza di uno scrittore odiato da molti e capito da pochi. Negli ultimi lavori Baricco si era perso: forse nei grandi Auditorium o nei Teatri, forse nelle redazioni dei giornali o nelle televisioni. Ma si era perso, alcuni credevano per sempre.
Oggi AB è tornato, da stamattina alle 8 è pronto a far parlare di sè ancora una volta, sicuro come sempre delle critiche atroci che riceverà. E' pronto, ne sono certo. Ma 'stavolta ha un'arma in più. perchè AB è tornato con un libro, anzi con un Libro, che sarà difficile da distruggere.
Io non l'ho ancora finito: sono 284 pagine, finalmente scritte come tutti i libri del mondo, a caratteri normali, non mastodontici. Non l'ho finito ma ho letto le prime 60 pagine. Valgono molto di più di quello che sembrano; alcune righe riassumono, per un profano della letteratura come me (che non ha pretese da critico letterario, ma solo da adulatore senza cervello, per carità), l'idea stessa di scrittura, intesa come sintesi assoluta tra concetto (e quindi prosa) e forma (cioè poesia).

Nei giardini del re, a pascolare nella notte, provvisoriamente miti, sotto le carcasse di ferro, intorno al cuore di pistoni, li aspettavano 224 AUTOMOBILI, ferme sull’erba, in un vago odore di olio e di gloria. Erano lì per correre la grande corsa, da Parigi a Madrid, giù per l’Europa, dalla nebbia al sole. Lasciami andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo, non fermarmi
con uno sguardo triste, questa notte lasciami vivere laggiù sull’orlo del mondo, solo questa notte, poi tornerò Ai giardini di Versailles, madame, parte la corsa dei sogni, madame, Panhard-Levassor, 70 cavalli, 4 cilindri fatti di acciaio forato, come i cannoni, madame Potevano arrivare, le
AUTOMOBILI, ai 140 chilometri orari, strappati a strade di terra e buche, contro ogni logica e buon senso, in un tempo in cui i treni, sulla scintillante sicurezza dei binari, arrivavano con fatica ai 120. Tanto che ai tempi erano sicuri – sicuri – che più veloci non si potesse andare, umanamente parlando: quello era il confine ultimo, e quello era l’orlo del mondo. Questo spiega come sia
stato possibile che centomila persone siano sbucate fuori dalla stazione di Versailles, alle tre del mattino, nella tiepida notte di maggio, lasciami andare a vivere laggiù, sull’orlo del mondo, solo questa notte, ti prego, poi tornerò Se una sola risaliva la strada di campagna, correvano a perdifiato in mezzo al grano per andare a incrociare quella nube di polvere, e dai retrobottega come bambini correvano a vederne passare una davanti alla chiesa, facendo sì con la testa. Ma 224 tutte insieme, questa era meraviglia pura. Le più veloci, le più pesanti, le più famose. Erano regine – l’AUTOMOBILE era regina, perché come serva non era ancora stata pensata, lei era nata regina, e la gara era il suo trono, la sua corona, non esistevano automobili, ancora, esistevano REGINE, vieni a vederle a Versailles, in questa notte tiepida di maggio, Parigi mille novecento tre.

10 novembre 2005

*** Meno Cinque ***

Honey you are a rock
Upon which I stand
And I come here to talk
I hope you understand

That green eyes, yeah the spotlight, shines upon you
And how could, anybody, deny you

I came here with a load
And it feels so much lighter, now I’ve met you
And honey you should know, that I could never go on without you
Green eyes

Honey you are the sea
Upon which I float
And I came here to talk
I think you should know

That green eyes, you’re the one that I wanted to find
And anyone who, tried to deny you must be out of their mind

Cause I came here with a load
And it feels so much lighter, since I met you
Honey you should know, that I could never go on without you
Green eyes
Green eyes

My love for you insatiable...

Sciopero dei giornalisti: ovvero, posso finalmente fare e dire quello che voglio senza tutti quei paparazzi pronti a cogliermi in situazioni imbarazzanti. Chissà che Berlusconi non abbia avuto questa illuminazione, ieri sera... Lo scopriremo presto, ma intanto le radio hanno pensato bene di aiutarci a risollevare il morale. E così Radio Deejay oggi mi ha consolato riproponendomi questo capolavoro di pop-trash omosex che è "Insatiable" di uno degli ex Savage Garden: ho riflettuto un momento e la logica mi ha fatto notare che quello che stavo ascoltando non era un uomo che canta, ma bensì un uomo in preda a un orgasmo. Per niente rattristato dalla scoperta ho sbattuto via la logica dal mio cervello, e subito l'uomo-in-preda-a-un-orgasmo è diventato un cantante eccezionale, degno di passare sulla radio più ascoltata dagli italiani. Magie del pop, direbbero in molti: ti oscura la mente, perchè è solo forma, e niente sostanza. Il pop è questo: è l'arte ignorante, che basandosi su premesse culturali nulle deve svilupparsi in altre forme, artificiali e piene di effetti. Una vita non si sistema con il pop: ma certamente questo può aiutare a riempire gli spazi vuoti. Già, il pop, che ha cambiato la vita a tanti, ed ha arricchito pochi. Del resto, prima, ai tempi di Madonna e Prince, solo la musica era pop: ora invece lo è tutto quello che ci circonda. Una Citroen C1 non è pop? E un iPod? Per non parlare dei film o dei libri, dove il pop straborda ovunque. Non sono il primo a dire una cosa del genere, e devo dire che per qualche verso non mi dispiace per niente. Ma i problemi arrivano quando questo strabordare giunge infine nei parlamenti, nelle camere, nei senati: qualcuno in Italia ha sfruttato la moda per secolarizzare la politica fino a stravolgerla completamente, rendendola senza dubbio più comprensibile. Ma non per questo più funzionale, e i risultati li stiamo subendo tutti, sulle spalle. Era meglio prima, mi sa, quando i politici non ti facevano capire un cazzo, erano per niente pop, ma ci davano da mangiare. L'amore, anche se insaziabile, non riempe la pancia.

08 novembre 2005

Post ad personam

Voglio dedicarmi un post, lo faccio troppo raramente.

Come iniziare. Ovviamente "Caro Diario" rasenta l'anacronismo e "Caro Blog" rasenta il patetico, ma comunque ho già iniziato. Ho cominciato la tesi da qualche giorno, domani dovrei finalmente buttare giù qualcosa di concreto, ma mi sento terribilmente svogliato. Non so mi sembra così inutile, tutti questi sforzi, queste aspettative tutte tese verso un istante della mia vita che sarà invece terribilmente intermedio e passeggero. Studio controvoglia tutto, e studio poco. Più si avvicinano le mille scadenze del mese prossimo e più mi sembra di non averne nessuna, e così ho sempre meno paura, che è la vera spinta vitale dello studente.
Apparte questo ho iniziato il conservatorio, e anche lì se ne vedranno di fantastiche quest'anno. A febbraio, mese che mi è straordinariamente familiare (forse perchè ho una Laurea?), dovrei anche sostenere un po' di esami di Composizione e Lettura della Partitura lì in cons. Sinceramente la prospettiva mi atterrisce, ho paura di sovraccaricarmi troppo, che non è il massimo. Vedremo.
Come finire. La data la mette lui da solo, la firma è ridicola, ma comunque ho già finito.
Ciao.

05 novembre 2005

corpse PRIDE


Guardando un film del genere l'errore più banale in cui si può incorrere è di concentrarsi principalmente sull'aspetto visivo, trascurandone invece le caratteristiche artistiche e tecniche.
Bisogna dire che l'animazione spinge in questa direzione: "la Sposa Cadavere" è semplicemente unico nel suo genere. L'animazione sfrutta la tecnica stop-motion, ossia ogni scena è costruita materialmente con plastilina, stoffa e altro, e poi ripresa: a questo punto si passa al fotogramma successivo, e capite che il lavoro è di proporzioni inimmaginabili. Il computer ha un ruolo marginale, di ritocco, e tutto questo dona un senso di realismo grottesco alle atmosfere difficilmente realizzabile altrimenti. L'animazione è perfetta, semplicemente. Un esempio per tutti: i protagonisti si trovano in molte scene a suonare il pianoforte; bene, le loro mani di plastilina abbassano le effettive note che stanno suonando, roba che non si vede mai neanche nei film. Da urlo.
Ma come dicevo all'inizio, sarebbe un errore fermarsi a un giudizio esclusivamente visivo: si perderebbero infatti le meraviglie di una favola surreale e moderna come poche. La trama porta una marea di originalità in un mondo fatto di film tutti uguali, e alcuni dialoghi sono di una semplicità e infantilità quasi geniale (tipo il vecchio scheletro saggio che nel mondo dei morti dice: "Ma perchè mai vorreste tornare nel mondo dei vivi? Loro muoiono dalla voglia di venire quaggiù!"). In un momento in cui la tendenza porterebbe a eliminare le canzoni dai cartoni animati, finalmente qui i personaggi cantano, e anche tanto! La colonna sonora è come sempre del pazzo Elfman, e finalmente capiamo perchè la prova che ci aveva dato in "La Fabbrica di Cioccolato" era solo discreta: era tutto concentrato nello scrivere questo piccolo capolavoro per le orecchie, e non credo che nessun altro sarebbe riuscito nell'impresa (disperata) di farci ridere così tanto spaventandoci a morte.
Infine un occhio di riguardo va dato ai personaggi: sono perfetti, caratterizzati minuziosamente nel loro aspetto. Con un solo sguardo capiamo subito tutto l'universo dietro ognuno di loro, ecco quindi l'acconciatura imperiosa della aristocratica madre, la barba spelacchiata del saggio scheletro, i tenerissimi occhioni dello stupido verme... Insomma un film che va visto, se non altro per premiare l'opera visionaria di un genio che sì, sarà il più conformista tra gli anticonformisti: ma che riesce a stupirci ogni volta portando nelle classifiche popolate da sequel e prequel una ventata di novità.

02 novembre 2005

Ninna nanna:

Ieri in una pausa di riflessione tra una pausa e l'altra mi sono accasciato con grazia sul divano, e con tutte le mie forze ho tentato di far scorrere il tempo. Per conseguire questo mio obiettivo ho usufruito della Repubblica, unico svago che fosse raggiungibile dalla mia mano destra con uno spreco relativamente esiguo di energie. Ecco cosa ho letto, con un certo sgomento:

"MILANO - Marilyn Manson vuole esordire nel campo dei programmi televisivi per bambini. Lo choc-rocker ha riferito che vuole espandere il suo campo d'azione e che le prime puntate saranno visibili solo su Internet, per poi forse approdare alla televisione. 'Prima sul Web e poi, se il programma avrà successo, l'idea è quella di farlo diventare un cartone animato per ragazzi in televisione. Non credo che i bambini avranno paura', ha affermato il cantante. 'Dopotutto sono solo io'."

Non voglio contribuiire alla catastrofe. Credo mi farò sterilizzare.

30 ottobre 2005

ONE FINE DAY

E' bastato UN SOLO GIORNO tra lo scandalo che ha messo in difficoltà Bush e il suo governo, e l'attesa dichiarazione in cui Berlusconi si smarca da lui e dalla Casa Bianca. Un solo giorno tra la scoperta di uno scandalo assurdo, in cui anche l'Italia ha implicazioni non da poco, e il discorso delirante del presidente del consiglio. Ecco quindi che veniamo a sapere che il Berluska, la guerra, non l'avrebbe proprio fatta. Anzi! Lui (con grande compiacimento), dopo aver creato l'universo, ha perfino provato a convincere il re magio Bush a non dichiarare guerra all'Iraq, ma questi invece di ascoltarlo lo ha crocifisso e ha fatto di testa sua. Possibile che nessuno si chieda come mai queste dichiarazioni vengono fuori soltanto ora? Forse vengono fuori soltanto ora perchè un agente dei servizi segreti ITALIANI ha messo in giro un dossier completaente falso in cui sarebbero state presenti le prove inoppugnabili che Saddam era in trattativa con qualche paese africano per comprare Uranio. Forse vengono fuori soltanto ora perchè si stanno mettendo le mani avanti, prima di finire in uno scandalo peggiore di quello americano. Forse vengono fuori soltanto ora perchè il braccio destro di Bush è nella merda fino al collo per aver dichiarato il falso davanti alla nazione, e per aver rivelato l'identità di un agente segreto della CIA, che in America provaci e ti segano la lingua. Forse vengono fuori soltanto ora perchè Bush ha perso credibilità e popolarità a non finire, o forse perchè i due terzi della popolazione italiana sono contrari all'intervento in Iraq. Forse sì, o forse no.

Forse se l'è ricordato soltanto adesso.
Che sbadato.

29 ottobre 2005

Non mi permetterei mai...

Non mi permetterei mai considerazioni avventate fino a questo punto, soprattutto riguardo argomenti così distanti dalla mia cultura e dalle mie possibilità. Però in questi ultimi tempi pare che a tutti sia dato il diritto di giudicare, come se chiunque fosse competente riguardo qualsiasi argomento.
E quindi voglio divertirmi anche io, sbilanciandomi forse un po' troppo, è vero; ma cazzo, se Berlusconi ha detto che l'Islam è una cultura inferiore (e pensa che bizzarro che una cultura "inferiore" abbia sviluppato in tempi passati un fervore intellettuale e scientifico secondo soltanto a quello degli antichi greci...), bhè se lui ha detto questo allora io, che di diventare presidente del consiglio non ne ho nemmeno l'intenzione, potrò dire la mia anche su argomenti a me estranei, no?
Ecco quello che penso.
La mia idea è che naturalmente gli estremismi religiosi sono sbagliati tutti, e che in Iran in questo momento non c'è proprio il clima più bello del mondo, per carità. Ma la mia idea è anche che effettivamente lì in Palestina gli ebrei non ci stavano, e che un sacco di gente si è vista cacciata via di casa per fondare uno stato la cui esistenza è giustificata esclusivamente da un libro (la bibbia) scritto 3000 anni fa, e i cui contenuti non sono necessariamente condivisi da tutti. Io l'ho buttata là... Detto questo non ho ovviamente nulla contro nessuno, e forse è proprio per questo che sono arrivato a tanto. Voi criticatemi, linciatemi, lapidatemi. Grazie a dio non posso fare nulla: non sono il presidente del consiglio.

27 ottobre 2005

Why do you think I should suffer in silence?


Anche 'stavolta Robbie casca proprio a fagiolo, su un tema che questi giorni sta scaldando le platee di tutta Italia. Perchè è vero che le manifestazioni, in quanto tali, non possono nulla di fronte alle leggi, e non è di certo occupando una facoltà, un'aula, una scuola che si modifica lo stato attuale delle cose. Ma è anche vero che la riforma Moratti fa schifo, e fa schifo a tutti a quanto pare, siano questi di destra o di sinistra. E allora ecco la risposta a chi mi dice: "l'occupazione non solo non serve a niente, ma lede il mio diritto allo studio". La risposta è che l'occupazione serve per primi a noi, a capire che sì, forse proprio un'altro mondo non è possibile averlo, ma che questo che abbiamo è migliorabile parecchio. I politici non hanno mai ascoltato, questi al governo ora meno che mai, ma non è qui il punto: le manifestazioni possono diventare uno stimolo, uno scambio di valori, e quei tre secondi al TG3 regionale possono diventare un modesto palco da cui gridare a un modesto pubblico le proprie modeste idee. Modeste, certo, ma grandi lo stesso. Un metodo può essere contestato solo in due casi: se lo scopo stesso del metodo è ritenuto sbagliato, oppure se si ha un altro metodo che si ritiene migliore. Eppure oggi chi contesta occupazioni e manifestazioni non ha niente di tutto ciò; un metodo alternativo c'è, ed è quello di aspettare aprile 2006, quando forse potremo smettere di sprofondare e ricominciare una lenta risalita. Ma da qui ad aprile mancano ancora 6 mesi, che sono pochi per uno studente, per un operaio, per un farmacista: ma che possono diventare infiniti per un ricercatore, per un professore associato, per un dottorando. Mi sembra assurdo pensare a sè stessi in un'occasione simile. Saltare qualche lezione non ha mai ucciso nessuno; privarsi della ricerca, che è il carburante stesso del progresso, può uccidere una nazione.

25 ottobre 2005

Queen of the week

C'è stato un tempo in cui le attrici, per diventare famose, mostravano un po' di tette e fingevano lussuriose scene di sesso nei loro film di lancio: di solito la scenetta funzionava, e la cosa ha portato fortuna alle varie Julia Roberts, Demi Moore, Sharon Stone, Angelina Jolie...
Questo tempo pare sia finito: che il pilu non tiri più? Non si hanno risposte a questa domanda, certo è che il nuovo metodo scelto dai produttori per lanciare le attrici no sta dando i risultati sperati.
Eh già, si è scelta la "via del film sull'eroina di turno", anche detta "via del trash". Così dopo Jennifer Aniston con Elektra, Halle Berry con Catwoman, Kate Beckinsale con la vampira di Underworld, Scarlett Johansson con la donna clonata e Jessica Alba con la Donna Invisibile, Holliwood sta per deliziarci con una nuova, originalissima storia.
Ecco a voi "AeonFlux", film in cui a sfoggiare il costume della nuova eroina c'è nientemenoche una fantastica Charlize Theron, attrice a cui il ruolo calza quanto calzerebbe a Schwarznegger il ruolo di governatore della California (...ops, ma che lo è davvero?).
Niente da dire ,per carità. Mi sento solamente di ringraziare gli stilisti che hanno progettato costume e acconciatura, per averci regalato questa splendida, modesta, regale lezione di finezza.



ps. Mi chiedo solo quante mezze dozzine di persone lo vedranno...