30 gennaio 2008
28 gennaio 2008
Songs
Sarebbe impossibile per me una roba del tipo "le dieci canzoni più belle nella storia della musica", i miei gusti in materia sono volubili, rapidi e assai poco controllabili. Il fatto è che il mio legame con la musica rock è quasi del tutto emotivo, e come tale non permane nel tempo ma muta, proprio come le emozioni che lo hanno generato.
Una classifica, però, la posso fare. Ora che ho una decina di anni di ascolto "cosciente" alle spalle, posso sfruttare la tecnica della ricorrenza: ci sono, infatti, alcuni titoli che non hanno mai smesso di piacermi da quando sono entrate a far parte della mia vita. Passano anche anni senza un solo ascolto ma poi zac, per qualche motivo queste canzoni spalancano con prepotenza le porte del mio subconscio e tornano ad affiorare nei miei pensieri: e le ascolto ancora, come fosse la prima volta. Non sono le canzoni "più belle" nè quelle che "mi piacciono di più", nè infine quelle il cui ascolto mi provoca necessariamente più "piacere" al momento. Perchè tali definizioni non competono al mio modo di essere. La classifica che scrivo qui riguarda le canzoni che sono "più presenti", nella mia vita. Quelle che ritornano, e che probabilmente torneranno ancora, a lungo.
La faccio per me. E per chi, leggendola, mi conoscerà un po' di più.
10. The Libertine - Patrick Wolf
(perchè tutta questa fretta non mi era mai capitata)
9. Where The Streets Have No Name - U2
(perchè sei qui nonostante tu sia così diversa da me)
8. Sleep The Clock Around - Belle and Sebastian
(perchè ero ancora piccolo)
7. Sing - Travis
(perchè vuol dire che non mi annoierai mai)
6. Born Again - Starsailor
(perchè ho pianto d'amore)
5. Chasing Cars - Snow Patrol
(perchè sono così e so anche mentire)
4. Tender - Blur
(perchè è fatta di mare, e cosa c'è di più bello)
3. Yellow - Coldplay
(perchè quell'anno lì, Dio, quell'anno lì)
2. Sunburn - Muse
(perchè un errore è il modo più bello di entrare nella mia vita)
1. Exit Music (for a film) - Radiohead
(perchè quando me l'hai cantata era la prima volta che provavo quel brivido)
27 gennaio 2008
Ready, set. Go.
I close both blinds and turn away
Sometimes solutions aren't so simple
Sometimes good bye's the only way
In cards and flowers on your window
Your friends all plead for you to stay
Sometimes beginnings aren't so simple
Sometimes good bye's the only way
And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you.
[forse morirò]
20 gennaio 2008
Lettera dallo spazio astrale.
Mi sciolgo nel fumo e nell'aria, sparisco per terra, macchio l'acqua dell'assenza di un uomo. Rimangono di me solo parole: frasi lunghe e distinte, citazioni dal vangelo e aria fritta. Le mie specialità.
Dissipatio, dissipatio, come mai sono fuggito senza dare segno alcuno? Cosa in voi non mi ha fermato, cosa in me non mi soddisfa? Vado urlando frasi fatte, ma nel vuoto dell'eclissi dove sto non c'è nemmeno l'ombra di un eco lontana. Nessun ritorno di suono, di luce, di odore. Il vento esce da me e non mi visita mai, trascina i profumi con sè. Quando guardo allo specchio vedo quello che c'è oltre - è vetro, è aria. E se parlo: che strano sentire la voce azzittita dal niente.
Nell'infinito mio pensare provocato dalla noia del mancato riempimento informativo ci rifletto un poco sopra. Era notte quando tutto mi è mancato, ho chiuso gli occhi e son partito senza indugio. Ciò che avevo addosso e in mano si è ritrovato insostenuto ed è cascato verso il suolo; che vergogna questi abiti sparsi, cosa penseranno di me, (che sono un libertino senza valori)? Capiranno che non è stato un denudarsi volontario, ma solo il frutto della mia dissipazione?
Penso spesso, in questo vuoto essenziale (perchè tempo - e spazio - per pensare ne ho a bizzeffe), a quanti ancora noteranno la mia assenza, e per quanto: non sono molti, non è tanto tempo. Ma sono buoni, e son minuti preziosi; questo mi consola e mi fa sorridere.
Chissà se tornerò. Non vedo porte da quaggiù - non vedo niente - ma ho l'impressione che a crearle non ci voglia che pazienza e volontà. Le mie specialità, anche queste. Tutte per voi.
Un ultimo pensiero ad una singolarità nel vostro genere. Mi dolgo ancora - è per te - di non esserti rimasto ancor più accanto quando so che era dovuto. Nella tua cedevolezza trovo il nido della mia superba resa, e quali colpe potrei darti, se non quelle di chi sa che non mi aspetta? Ecco fatto. Sto girando su me stesso. Nella speranza di un barlume, a far rapprendere le membra di un organismo ormai disfatto.
Allora via, ecco i saluti. Arrivederci, amore, ciao - un poco d'ironia. Tornando seri. Nel bianco ardore dei miei gesti extradimensionali colgo un fremito di gioia: per avervi sussurrato - l'ultima volta? - nelle orecchie. Non mi dimenticate, non ancora.
A tutti voi: addio. Ma a te: ti amo.
16 gennaio 2008
San Paolo ai Corinzi
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sarei nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l’amore, niente mi gioverebbe.
L’amore è paziente, è benigno l’amore; non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si compiace della verità.
Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’amore non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta, e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.
Quand'ero bambino parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e l’amore; ma di tutte, la più grande è l’amore.
15 gennaio 2008
I'm done with this.
Da zero a tutto in una mattina. Da niente a ogni cosa. Non è finita qui, è finita qui, non è finita qui, è finita qui. Sta finendo, mi dico. Quando prendi il coraggio e vai al secondo piano, e
Maggio è estate maggio. Abito scuro, camicia e cravatta. Voglio qualcosa di viola. Di viola, e qualcosa di rosso. Righe no per carità. L'email la mando dopo così mi
Vi saluto col tono di chi è sincero. Sono un bugiardo però un bugiardo sincero. Piangerò tanto, ma tanto, ma tanto. Ora devo studiare degli articoli in inglese scritti da un pazzo. Alzo il volume di
Mi dico che è lo stesso, lo dicono anche gli altri. Non è lo stesso io ne avevo bisogno. Non ne ho bisogno. Basta che chiuda gli occhi per scoprire che è vero. Per trovarti devo
Mica male tanta stima per me, mi sento speciale. Ho voglia di dolce e salato. Cibo grasso intriso d'olio. Poi tanto mamma fa la lavatrice e per maggio è tutto asciutto. Anche perchè
Cosa faccio smetto o no? Tutto questo sentimento mi fa girare. Ancora quattro mesi di duro lavoro, mi dico. Quattro mesi. Di duro lavoro. Poi ti bacio dopo ti bacio e facciamo
Quanta roba hai addosso mamma mia. Posso levarla tutta. Ore. Non ne ho il tempo e manca anche la voglia credo forse quella ce l'ho. Mettiamo un po' di musica però. Di plastica e di
Allora succede tutto rapidamente. Che uno vive e muore. Rapidamente. Sono io quello veloce a mangiare tutto, stavolta. Finisco il piatto. Stavolta sono io. Leggo un libro bellissimo che
Che caldo, amore mio.
13 gennaio 2008
Giorni di ovatta.
Faccio un sacco di cose: mangio, esco, bevo, studio, parlo, rido.
Ma dormire, quello no. Non è che abbia perso il gusto nel farlo, anzi; l'organismo comincia a pretenderlo in maniera ansiosa, quasi spasmodica. Mi lancia numerosi segnali: occhiaie rigogliose, malditesta cronico, perdite di memoria riguardanti importanti dettagli nelle conversazioni che sto affrontando con il rischio di frequentissime figure di merda, incapacità nel concentrarmi. Sono dettagli palesi, fastidiosi, li eviterei volentieri. Io ascolto il mio organismo, voglio bene al mio corpo e mi piacerebbe poterlo aiutare, gli sono vicino, lo abbraccio spesso in questo periodo.
Ma nonostante questo, non dormo più.
Forse è proprio che ho altro da fare, e che mi piace farlo.
Ma muoio di sonno.
Poi non mi piace più.
Lo so, tutto questo mio parlare di aria non ha alcun senso, forse farei meglio ad andare a letto.
Sono giorni di ovatta.
Sto delirando?
So che mi capite.
11 gennaio 2008
Epilogo
10 gennaio 2008
E' la fine.
08 gennaio 2008
05 gennaio 2008
Più o meno.
03 gennaio 2008
01 gennaio 2008
A tutti...
...quelli che non c'erano, ma avrebbero voluto esserci, li conosco quasi tutti.
...quelli che non c'erano, ma avrei voluto ci fossero, li conosco quasi tutti.
...quelli che entrano e quelli che escono, la mia vita ha le porte scorrevoli.
...quelli che mi hanno offerto tutto quel ben di Dio.
...quelli che cucinano il rotolo pollo e radicchio e che saranno sempre lì con me, anche se non parliamo molto.
...quelli che mi hanno visto bene, quelli che mi hanno preso per mano.
...quelli che mi hanno insegnato tutto e che hanno smesso di fumare, e vai così.
...quelli che avevo nel cuore e sono usciti.
...quelli che sono entrati nel mio cuore.
...quelli che leggono quello che leggo io, quelli che ascoltano quello che ascolto io.
...quelli che sono ubriachi ma quando mi guardano diventano sobri.
...quelli che si mettono d'accordo per farmi i regali.
...quelli che a capodanno fanno di tutto.
...quelli che un anno ci stanno e l'anno dopo no.
...quelli che cantano a squarciagola in macchina, sì, ci sei anche tu in questa lista.
...quelli che non la smettono con i maglioncini aderenti.
...quelli che guidano.
...quelli che si spaventano per me, perchè sanno che non sono così forte.
...quelli che mi adorano.
...quelli che non mi svegliano se mi addormento sul tavolo, quelli che adoro.
...quelli che fanno mangiare droghe leggere al proprio cane.
...quelli che se avessi girato non avrei conosciuto, grazie a dio non ho girato.
...quelli che erano accanto a me durante Moby Dick.
...quelli che erano accanto a me durante tutta l'arte di quest'anno, e mai così tanta.
...quelli che sanno cos'è il meglio che possa capitare a una brioche, mica facile.
...quelli che ancora non sanno che ci rivedremo.
...quelli che mi dicono che assomiglio a Brandon Flowers.
...quelli che apprezzano il calimocho, cristo, roba pesante, mica pizza e fichi.
...quelli che sanno come farsi perdonare.
...quelli che non si arrabbieranno mai con me, ma mai cazzo, com'è possibile?
...quelli che ho scoperto quest'anno, mai così tante persone belle in 365 giorni.
...quelli che mi dicono che sono bravo a scrivere.
...quelli che mi dicono che sono bravo a suonare.
...quelli che mi sfottono per quanto sono poco modesto.
...quelli che il sabato sera stanno con la testa sul mio petto, e perchè solo il sabato, voglio di più.
...quelli che siamo in quattro da 23 anni, lo eravamo anche ieri.
...quelli che però una dei quattro è la mia preferita.
...quelli che ancora mi ringraziano quando sono io che dovrei ringraziare.
e poi:
...quelli che entrano in una riga. L'ultima, dell'ultima pagina del libro della mia vita.
Perchè loro ci saranno.
Buon 2008.
31 dicembre 2007
Best
29 dicembre 2007
Il meglio che possa capitarti
[P. Tusset, Il meglio che possa capitare a una brioche]



