30 gennaio 2007

Canzoni

Sono in un periodo strano. Ascolto solamente due canzoni, da giorni. Cioè magari sento anche altra roba, tutto quello che sentivo prima lo sento anche ora, ma ascolto solamente queste due canzoni. Belline, per carità: ma insomma canzoncine banali banali, pop una, un po' meno l'altra, stupide stupide che saranno 4 accordi in totale. Le ascolto a ripetizione, magari le alterno, ma il più delle volte mi fisso con uan delle due per un'ora e ascolto solo quella, poi passo alla successiva e così via. Vanno via interi pomeriggi. Il mio Last.fm sta impazzendo poverino, e io gli credo. Mica la sopporterei una cosa così noiosa, se fossi un software che passa il tempo contando che roba mi ascolto. Comunque, le canzoni sono due, dicevo. Una è "Grace Kelly" del tanto-se-ne-parla-che-già-hai-rotto-il-cazzo Mika, il cui video è qualche post più in basso, ed è quella pop: una droga, maneggiatela con attenzione, o vi ritroverete ai semafori ad urlare come ossessi. Proprio come faccio io. L'altra è "Rebellion" dei tanto-osannati-che-già-m'hanno-sfracassato-i-coglioni Arcade Fire: è quella meno pop, ma state attenti anche a quella, che sono 3 accordi martellanti e una melodia così idiota che vi entra nel cervello dopo un solo ascolto, non ve ne libererete facilmente. Comunque. Ora esco. Vado dall'esorcista. Scherzo. Ciao.

Patè

Ok, momento patetico. Molto patetico, badate bene. Però mi piaceva. Ci pensavo prima, e mi è venuto di scrivere 'sta cosa. E' che sono un inguaribile romantico.
Love will come through...





Se ti vedessi mentre mi tengo sospeso, ti saluterei con un braccio. E l'altro sarebbe triste: non per il peso, ma per il non salutarti.

Se ti vedessi mentre affondo nel mare, ti osserverei con lo sguardo. E gli occhi sarebbero tristi: non per l'urgenza di fiato, ma per il sale tra te e me.

Se ti vedessi mentre cado dall'alto, ascolterei il tuo grido. E le mie orecchie sarebbero tristi: non per l'impatto, ma per il vento a coprirti la voce.

Se ti vedessi mentre muoio però, allora sorriderei. E niente di me sarebbe triste: perchè muoio io, e non te.

28 gennaio 2007

Every time you close your eyes: LIES, LIES!

Ho una storia per tutti voi. Una diversa per ognuno. Sono bravo a raccontare storie, ad inventare situazioni, ad immaginarmi cosa sarebbe successo se. Ho molta memoria, ricordo tutto ciò che vi dico: il racconto successivo aggiungerà particolari nuovi ed emozionanti alla storia, ma nessuno mi contraddirà, nessuno mi farà scoprire. Sono bravo a far combaciare i pezzi, come in un puzzle fatto di parole. Posso spararla grossa quanto voglio, e farvela credere ugualmente, perchè io sono bravo ad inventarmi la vita. Ho una storia per ognuno di voi. I could be brown, I could be blue, I could be violet sky, posso essere tutto ciò che volete, datemi tempo per capirvi, e sarò esattamente come volete che io sia. Il vostro tipo ideale. Datemi ancora più tempo e vi innamorerete di me: sarà passione e follia, e amore, amore, amore. Io sarò perfetto, capirò ciò di cui avrete bisogno e ve lo darò. Vi presterò la mia pazienza, la mia gentilezza e il mio sorriso. I vostri amici diventeranno i miei, e i miei diventeranno i vostri. Passeremo serate infinite in luoghi speciali, e ognuno lo terremo nel cuore per sempre. Se vi piace il cinema io so tutto di cinema. Se vi piace la musica sono un esperto di musica. Se vi piace lo sport eccomi che corro per strada in calzoncini corti. Sono quello che immaginate, solo un po' più alto e un po' più bello. Sono quello che fa per voi. Ci scambieremo messaggini teneri, le parole si sovrapporranno tutte uguali, ti amo diventerà un saluto, ti odio diventerà un pensiero ricorrente. Ci sentiremo almeno una volta al giorno, e ogni giorno ci ricorderemo quanto è bello stare insieme, perchè noi stiamo così bene insieme. Partiremo per un lungo viaggio, eccoci su un aereo, mano nella mano perchè avete paura del decollo, e se non avete paura voi, allora saremo mano nella mano lo stesso perchè avrò paura io, un bacio veloce e il viaggio è già finito.
Ho una storia per tutti voi, una diversa. Sono perfetto, così perfetto che non saprete più cosa dirmi, perchè sono vuoto. Ho costruito la perfezione ma si sgonfia con un dito. Tutti i pezzi combaciano perfettamente, ma c'è un buco, ed è incolmabile.
Sono perfetto da ricordare. Sono perfetto da dimenticare.

27 gennaio 2007

Coldplaying with Brian Eno

Due notizie abbastanza astonishing, per un drogato di Coldplay come me. Ve le dico subito.

Il nuovo album dei Coldplay è quasi finito.
Brian Eno produrrà il nuovo album dei Coldplay.

Sì, avete capito bene. Da che dovevano sparire per anni, da che si erano sciolti, da che da che da che, Jonny Buckland ha sciolto le riserve confermando che il lavoro per il quarto album in studio non si è mai fermato nemmeno durante il tour-massacro successivo alla pubblicazione di x&y, e che insomma il tutto potrebbe veder luce davvero molto presto, prima di qualsiasi previsione. E poi 'sta storia di Brian Eno. Quando lui stesso la conferma, e la band non dice niente per negare, vuol dire che è qualcosina in più di un semplice rumour. Tra tutti i nomi che potevano venirmi in mente, nessuno era così distante e così fottutamente interessante. Già in x&y Brian si era infilato tra Chris e soci, partecipando alle sessions di registrazione, e infilando un paio di sintetizzatori in Low, senza però impattare in maniera determinante nel sound della band inglese. Ma la produzione, è altro affare. Vuol dire decidere tanto. Vuol dire, riguardo a suoni e robe così, decidere tutto.

Il 14 febbraio (what a romance) partirà un nuovo tour dei SuonaFreddo in sud america, nel quale i tipi faranno ascoltare qualcosina di nuovo, giusto per solleticare le orecchie e farci sognare qualcosa di nuovo per davvero. Noi aspettiamo, come sempre. Fiduciosi anche 'sta volta.

I try to be like Grace Kelly...

In momenti come questi, in cui la tristezza avanza, non c'è niente al mondo di meglio di una sana canzoncina pop, di quelle che come sono nate moriranno, ma che non possono non far tornare il sorriso, almeno per un secondo. Un sorriso, e basta. E' il potere del pop. "I try to be like Grace Kelly,
But all her looks were too sad.
So I try a little Freddie,
I've gone identity mad!"

24 gennaio 2007

Waiting for that bell to ring...

La mia testa è un vero casino, oggi. Un vero casino. Gli occhi sfuggono le cose e le persone, pronti a cogliere ogni minimo sospiro dell'amore. Era tanto che non mi sentivo così. Si fa difficile la normale conversazione, annuisco quando neanche sto capendo, neanche sto ascoltando; poi rispondo in modo vago: mi riesce bene, sono allenato. Intanto il mio pensiero vola verso te, giusto per citare un po' e sdrammatizzare; te che mi guardi, poi non mi guardi più, mi aspetti, poi non mi aspetti più, mi sbirci, poi non mi sbirci più, e io lì, che seguo lo spettacolo senza domandarmi, o forse domandandomi troppo. Popcorn in mano, ovviamente. You are my personal cinema.

Sembra un gioco in cui il silenzio è penitenza, ogni parola è un punto in più, un sorriso scambiato è la vittoria. Prima o poi farò qualcosa di sbagliato, lo so: lo sguardo fuggirà via tardi, rimarrà quell'istante di troppo.
Dio, però, quanto vorrei quel passo in più. Quanto vorrei sfiorarti, col palmo della mano. Mi accontenterei.

Ecco, lo sapevo. Sto già sbagliando.
Questo post è il primo, di una serie lunghissima di grossi sbagli.

20 gennaio 2007

Per un Radiohead in più

Finalmente mi sono deciso. Dopo mesi dall'apparizione ovunque delle nuove canzoni dei Radiohead, eseguite live in gran parte dell'ultimo tour della band, mi sono deciso infine ad ascoltarle anch'io. All'inizio non volevo, in effetti. Aspettiamo l'lp7, mi ero detto. Aspettiamo la versione definitiva, sarà tutta un'altra cosa.
Poi ho pensato: è vero, in genere una traccia live è sempre molto meno di una traccia in studio. In genere. Ma effettivamente questo non vale per i Radiohead, il cui modo di fare musica ha talmente tanto di rivoluzionario che è difficile persino immaginare delle regole che valgano anche per loro. E così mi sono trovato ad ascoltare delle canzoni eseguite live, sì, ma costruite in modo così geniale, eseguite in modo così naturale, da sembrare uscite da un disco prodotto ad'arte, e giusto appena registrato male.
La songs sono splendide, la direzione che hanno preso è già mia, appena più immediata del disco precedente, appena più rock, appena più elettronica, appena più. Del resto un gruppo che dopo Ok Computer ha fatto Kid A, che dopo Kid A ha fatto Amnesiac, e che dopo Amnesiac è riuscita nell'incredibile facendo Hail To The Thief, ecco, un gruppo così ci impedisce di dubitare.

Vi lascio al gusto tutto particolare di ascoltare per la prima volta una nuova canzone dei Radiohead. Qui si tratta di Thom da solo al piano, che esegue Down is the new up in una versione acustica diversissima dall'originale fatta nei live normalmente; eccovi quella che è già la canzone dell'anno, e dell'anno a venire, e di quello passato, perchè è una canzone perfetta.
Era tanto che non se ne scrivevano, di canzoni così.

18 gennaio 2007

Lots of tears. On videotape.

When I’m at the pearly gates

This’ll be on my videotape

my videotape

When Mephistopheles is just beneath

And he’s reaching up to grab me

This is one for the good days

And I have it all here

In red blue green

Red blue green

You are my centre when I spin away

Out of control on videotape

On videotape

This is my way of saying goodbye

Because I can’t do it face to face

No matter what happens now

I won’t be afraid

Because I know today has been the most perfect day I’ve ever seen.


Radiohead


(found here)

Erano anni che non si sentiva roba così.

15 gennaio 2007

Non ho più le dita

Non ho più le dita per certe cose, nè le unghie, nè l'eta nè l'affanno necessario. Mi manca di dedicarci stress, l'ho già usato tutto nel passato.
Oggi un nuovo trimestre, all'università: nuovi orari da guardare da lontano, perchè non ho il tempo neanche per scriverti che non ho il tempo di seguirli. Un vero peccato, direbbero i miei. Un vero peccato, giusto; ma da quando mi trattengo nel peccare?
Non ho la voglia, poi. Prima penso che non ho concluso niente, e nel pensarlo mi perdo, e poi non arrivo alla conclusione: cazzo, ma questo sono proprio io, welcome to my life.
Ah dimenticavo, poi...
Poi c'è l'amore, certo. L'amore: ma questa è un'altra storia.
Di storie ne ho molte, potrei scrivere per giorni.

Ci verrebbe su un buon libro.
Purtroppo, mi manca il finale.

13 gennaio 2007

If something has to change then it always does

If something has to change then it always does
Oh, you don't need this disease, not right now
No, you don't need this disease, not right now

Oh you don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't!

If something has to give then it always will
Oh, you don't need this disease, not right now
No, you don't need this disease, not right now

Oh you don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease you don't!


Would you fall down?
Would you fall, would you fall,
Would you fall down?


Oh you don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease, you don't You don't need this disease you don't!

11 gennaio 2007

Cose che penso su cose di cui parlano tutti (post breve scritto in breve)

1. 21.500 soldati in Iraq? Dopo che hai perso in modo così misero le elezioni? Forse l'ultimo carico di coca non era proprio di ottima qualità...

2. Steve, stavolta non ci siamo. Aspettavamo il tuo keynote da troppo tempo, lo abbiamo seguito in diretta, abbiamo sperato in qualcosa di più... E tu ci presenti un telefono? Che quando uscirà tra un anno sarà già vecchio? Per di più copiato dall'LG KE850? No, non ci siamo. La prossima volta, spereremo un po' meno.

3. "Il riconoscimento giuridico dei PACS è pericoloso", ha argomentato oggi il Pastore Tedesco. "Al rogo gli omosessuali", avrebbe voluto continuare, ma gli si è rotto il microfono. Noi qui siamo un po' annoiati: a ripetere sempre le stesse cose c'è il rischio che non ti si prenda più sul serio. Ah, già. Ma quando mai lo abbiamo preso sul serio?

4. Il mondo sta cambiando, in peggio. Non vale la pena ricordarlo, faremmo il gioco di quelli che lo stanno cambiando; solo un pensiero, per coloro che invece sono vittime di questo cambiamento. L'orrore è indicibile.

5. Cazzo se sei bello, portatilino in uscita. Cazzo. Solo che ti vogliamo più performante. A noi l'estetica piace guardarla su internet, e le prestazioni averle sul tavolo.

6. Il nuovo album dei Bloc Party pare molto molto bello. Più bello del predecessore, che non mi aveva entusiasmato affatto. Complimenti.

7. Il nuovo album dei Klaxons, invece, è in uscita. Il primo, tra l'altro. Chissà...

10 gennaio 2007

Cacciatori di colombe

La gente non costruisce più.
Costruire qualcosa vuol dire insegnare al mondo come fare, e vederne subito i frutti, e imparare. Le mani che plasmano, ricordi di un tempo in cui vedevi l'impronta delle dita nel pane appena sfornato, quanto è triste pensare che oggi senti il sapore di metallo, e di aria viziata, e di azioni in borsa, c'è odore perfino di smog. Costruire vuol dire prendersi tempo, vuol dire non sapere l'oggi, sperare in domani, pregare per ieri. C'è anche il crollare, dentro il costruire, c'è il rimanere nella polvere, a guardare esterefatti: perchè le macerie del passato sono ciò che di più bello esso ci lascia, il mondo senza rovine sarebbe senza dubbio più triste. Costruire significa mostrare che ciò in cui si crede ha un senso infine, e dimostrare il proprio pensiero senz'armi; cosa rara: oggi si preferisce il piccone, al mattone. Costruire vuol dire apprezzare ciò che altri hanno costruito, capirne lo sforzo, sentire nel muro le grida e il sudore di chi ha sollevato le pietre. Vuol dire parlare a un bambino malato, che guarirà, certo che guarirà
La gente non costruisce più, però. Si perde lo stupore più grande, quello del completamento. Oggi non si finisce più niente, si compra la fine di tutto, paradossale spendere di più per ottenere di meno. Ma la moda è cambiata. Oggi si va a caccia.
In giro gli sguardi sono quelli di chi sta braccando, cacciatori di teste, di streghe, o di colombe; ieri il mio sasso lo usavo per fare un camino e scaldarti il cuore. Oggi il mio sasso ti uccide, trova il freddo dell'anima, la rivolta a nudo, scopre sotto il metallo. Le offese di ieri erano spade, la lama era semplice da riconoscere, la evitavi con un balzo. Oggi si usa il cappio, o l'enciclica, o ventunomilacinquecentosoldati. Le armi sono diventate pericolose perchè nascoste nell'inchiostro, nello schermo, nelle parole. Ma sono armi, ammazzano ancora, e dopo non devi nemmeno ripulire il sangue.
Mi piacerebbe insegnarti la poesia scritta in una casa completamente tua.
Mi piacerebbe raccontarla, perchè nulla è così simile all'amore quanto gli occhi che bruciano di lacrime, quando il tetto è finito, e il cielo è fuori.

08 gennaio 2007

Anniversary

Dieci anni fa, un gioco ha cambiato tutto.
Una giocabilità rivoluzionaria, una grafica per l'epoca mozzafiato, e per la prima volta una trama simil-cinematografica, accompagnarono l'uscita sul mercato di Tomb Raider. Mai un personaggio di un videogioco, più di Lara Croft, era ed è riuscito a trascendere dallo schermo del computer per uscirne fuori, e diventare qualcosa di reale, di appartenente ormai all'immaginario collettivo.
Poi il mercato ha fatto la sua disastrosa parte. I seguiti si sono successi tutti uguali, uno dopo l'altro, poi i film, e fu così che la genialità diventò scontatezza, la scontatezza fastidio, il fastidio, infine, noia.
Quest'anno potremo riprovarci, le armi di cui il gioco dispone sono tornate le stesse, il vecchio è riapparso in una nuova forma, e dal trailer sembra smagliante.


Sometimes to understand the future, you have to go back to your past.
And this time, it will be different.

06 gennaio 2007

Shrek The Third

Anno nuovo, trailer nuovi. Ecco il primo. Il seguito del divertentissimo seguito del divertentissimo Shrek.
Speriamo sia divertentissimo.

04 gennaio 2007

Whatever people says I am, that's what I'm not.

Un nuovo anno.
E che anno, cristo.

Inizia che neanche lo sai, perchè non avevi mai visto un capodanno così indefinito, la mezzanotte già sfumata dall'alcool e dal buio. Prosegue che sembra più vecchio che nuovo, e scopri che invece è più nuovo di quanto pensassi, ti gira la testa e perdi ogni riferimento al passato. Continua così, senza sosta, mancano le sirene e la scorta e per il resto c'è tutto, un anno che mette le ali al presente. E non hai il tempo neanche di pensare al futuro, butti la vita impacchettata sotto l'albero, per quest'anno voglio soltanto sorprese.
Una parola si insegue tra le altre, ricorre nelle frasi, si insinua nei pensieri: novità. E dato che la parola dell'anno scorso era attesa, la cosa diventa interessante; due anni così legati tra loro, e uno pretende anche che l'alcool non incasini il capodanno?
Pretese per l'anno, ne ho molte. Moltissime. Le chiamo pretese, nella mia superbia, perchè chiamarle propositi mi sa di vecchio, chiamarle speranze mi sa di triste, chiamarle richieste mi sa di sporco. Pretese, invece, sa di me. Però non le scrivo, le tengo dentro, chiuse, aspetto la prossima stella cadente.
Intanto, un saluto. Vi avverto però. Puzza di 2006.

Can we climb this mountain
I don't know
Higher now than ever before
I know we can make it if we take it slow
Let's take it easy
Easy now, watch it go

We're burning down the highway skyline
On the back of a hurricane that started turning
When you were young
When you were young

And sometimes you close your eyes
and see the place where you used to live
When you were young